<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Assoceliaci</title>
	<atom:link href="https://www.assoceliaci.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.assoceliaci.it</link>
	<description>Il punto di riferimento per una vita gluten-free.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Jun 2026 08:49:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2025/01/favicon-150x150.webp</url>
	<title>Assoceliaci</title>
	<link>https://www.assoceliaci.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">242579851</site>	<item>
		<title>Gin, celiachia e disinformazione: quello che i social non dicono</title>
		<link>https://www.assoceliaci.it/post/news/gin-celiachia-e-disinformazione-quello-che-i-social-non-dicono/</link>
					<comments>https://www.assoceliaci.it/post/news/gin-celiachia-e-disinformazione-quello-che-i-social-non-dicono/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 11:58:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assoceliaci.it/?p=4368</guid>

					<description><![CDATA[Nelle ultime settimane alcuni video pubblicati sui social da creator del mondo del gin hanno sollevato una polemica su alcolici e celiachia. Assoceliaci ha deciso di intervenire, e l&#8217;ha fatto con le fonti in mano. Questo articolo spiega perché, e cosa dice davvero la scienza e la legge. Il principio da cui partiamo Nel mondo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4368" class="elementor elementor-4368" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-7f6236e e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="7f6236e" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-d5bc176 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="d5bc176" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: left;">Nelle ultime settimane alcuni video pubblicati sui social da creator del mondo del gin hanno sollevato una polemica su alcolici e celiachia. Assoceliaci ha deciso di intervenire, e l&#8217;ha fatto con le fonti in mano. Questo articolo spiega perché, e cosa dice davvero la scienza e la legge.</p>

<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #f8c700;"><strong>Il principio da cui partiamo</strong></span></h3>
<p style="text-align: left;">Nel mondo celiaco esiste una sola regola operativa: <strong>leggere l&#8217;etichetta.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Se un prodotto dichiara cereali contenenti glutine tra gli ingredienti o gli allergeni, viene escluso automaticamente — senza domande, senza verifiche aggiuntive. Il sistema funziona.</p>
<p style="text-align: left;">Se un prodotto non dichiara cereali contenenti glutine, è sicuro. Non è una lacuna normativa: è una garanzia legale. Il Reg. UE 1169/2011, Art. 21, impone la dichiarazione obbligatoria con evidenziazione grafica di qualsiasi allergene, inclusi tutti i cereali contenenti glutine, in qualsiasi alimento. L&#8217;assenza di dichiarazione non significa &#8220;non si sa&#8221;: significa che la legge tutela il consumatore.</p>
<p style="text-align: left;">Il problema dei video circolati sui social non era sollevare la questione dei prodotti con glutine dichiarato — quelli i celiaci li escludono da soli, leggendo l&#8217;etichetta. Il problema era insinuare che anche i distillati senza dichiarazione di glutine siano comunque potenzialmente pericolosi. Questa tesi non aggiunge prudenza: demolisce l&#8217;unico strumento su cui i celiaci si affidano ogni giorno. Se anche un prodotto senza dichiarazione non è sicuro, l&#8217;etichetta non vale nulla. E per i celiaci l&#8217;etichetta è tutto.</p>

<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #f8c700;"><strong>Gli errori del video originale</strong></span></h3>
<p style="text-align: left;">Il video che ha dato origine alla polemica conteneva quattro errori fondamentali, che analizziamo uno per uno.</p>

<ul>
 	<li style="text-align: left;"><strong>Primo errore — normativo (doppiamente grave).</strong>
Il video commetteva due errori normativi distinti, legati dalla stessa incomprensione del quadro legale.Il primo riguarda il &#8220;<strong>perché non c&#8217;è scritto in etichetta (il claim senza glutine)?</strong>&#8221; — risposta del creator: &#8220;<strong>perché non è garantita l&#8217;assenza di contaminazione incrociata</strong>.&#8221; Sbagliato. La ragione è legislativa: il Reg. UE 1169/2011, Allegato II, punto 1, lettera d), prevede l&#8217;esonero esplicito dall&#8217;obbligo di dichiarazione per i cereali utilizzati nella fabbricazione di distillati alcolici. L&#8217;esonero è fondato sulla valutazione scientifica formale dell&#8217;EFSA (EFSA Journal 484, 2007), che ha analizzato 115 campioni di distillati da cereali verificando con metodo ELISA che i livelli di glutine residuo sono ≤ 0,4 mg/kg, al di sotto del limite di rilevabilità strumentale. Le proteine del glutine non passano nella distillazione — la legge riconosce questa realtà scientifica. Non è un&#8217;omissione per nascondere un rischio: è un sistema che funziona.

Il secondo errore normativo, connesso al primo: &#8220;<strong>Solo il London Dry è garantito gluten free. Tutto il resto non si sa cosa viene aggiunto</strong>.&#8221; Sbagliato su entrambi i fronti. Il London Dry è una categoria merceologica definita dal Reg. UE 2019/787 — riguarda metodo produttivo e caratteristiche organolettiche, non il glutine. Tutti i gin distillati sono sicuri per lo stesso identico motivo fisico: la distillazione rimuove le proteine, qualunque sia la categoria commerciale. Quanto alle <strong>&#8220;aggiunte di cui non si sa&#8221;:</strong> il Reg. UE 1169/2011, Art. 21, impone la dichiarazione obbligatoria con evidenziazione grafica di qualsiasi ingrediente contenente glutine, anche negli spirits. Se un produttore aggiunge un ingrediente glutinoso e non lo dichiara, viola la legge — fattispecie sanzionabile, non la norma. I due errori normativi sono le due facce della stessa incomprensione: non conoscere il quadro legale che già gestisce entrambi gli scenari.</li>
 	<li style="text-align: left;"><strong>Secondo errore — scientifico e allarmistico.</strong>
Il creator sosteneva che se il distillatore si mangia dei cracker mentre distilla, con le mani sporche può contaminare il gin. La distillazione industriale è un processo chiuso: il contatto manuale con il prodotto durante la lavorazione è fisicamente impossibile in condizioni normali. Inoltre, le Good Manufacturing Practices e le norme HACCP (Reg. UE 852/2004) sono obbligatorie per legge in tutti gli stabilimenti alimentari, inclusi i distillatori. Descrivere questo scenario come un rischio ordinario genera paura irrazionale verso prodotti sicuri — e rende la vita quotidiana dei celiaci inutilmente più difficile.</li>
 	<li style="text-align: left;"><strong>Terzo errore — concettuale.</strong> &#8220;<strong>Una volta aperto nel locale dove si servono patatine, il gin non è più considerabile gluten free.</strong>&#8221;
Il gin in bottiglia non muta la sua composizione chimica perché viene aperto in un locale che serve anche altri alimenti. La contaminazione incrociata nel servizio è una questione reale — ma riguarda la corretta gestione HACCP del locale (Reg. 852/2004) e l&#8217;obbligo di informazione al cliente sugli allergeni (Reg. 1169/2011, Art. 44). Sono due piani distinti che non vanno confusi: il prodotto rimane quello che è, indipendentemente da come viene maneggiato.</li>
 	<li style="text-align: left;"><strong>Quarto errore — medico, gravissimo.</strong> &#8220;<strong>Se la sua intolleranza al glutine è leggera, questo non comporta alcun problema.</strong>&#8221;
La celiachia non è una &#8220;intolleranza lieve o grave&#8221;. È una malattia autoimmune cronica: qualsiasi esposizione al glutine attiva una risposta immunitaria che causa danno istologico alla mucosa intestinale, indipendentemente dalla presenza o dall&#8217;intensità dei sintomi. Un celiaco asintomatico può avere la stessa atrofia dei villi di uno con sintomi gravi. Non esiste una soglia clinicamente accettabile di &#8220;intolleranza leggera&#8221; al di sotto della quale l&#8217;esposizione al glutine sia innocua. Comunicarlo ai celiaci è sbagliato e potenzialmente pericoloso (Linee guida ESPGHAN 2020; Catassi et al., Nutrients 2017).</li>
</ul>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #f8c700;"><strong>Gli errori di chi ha risposto</strong></span></h3>
<p style="text-align: left;">Alla polemica hanno partecipato altri creator del settore gin, che in risposta ad Assoceliaci hanno prodotto — tra video e commenti — varie categorie di errori verificabili.</p>
<p style="text-align: left;">La confusione più diffusa: &#8220;<strong>Solo il London Dry è gluten free</strong>&#8220;, ripetuta da almeno quattro creator come se fosse una verità consolidata. È lo stesso errore del video originale — normativamente infondato.</p>
<p style="text-align: left;">Altri errori: sostenere che il rum e i whisky torbati possano introdurre glutine attraverso botti o torba (il rum è da canna da zucchero; la torba agisce nel maltaggio pre-distillazione, non dopo); affermare che senza certificazione volontaria un distillato sia comunque rischioso per un celiaco (la soglia di sicurezza è fissata dalla legge, non da un bollino commerciale); sostenere che per la certificazione gluten-free in ristorazione siano obbligatorie due cucine separate per legge (nessun regolamento europeo lo prevede, esiste l’HACCP); e, ancora, l&#8217;errore medico già visto: &#8220;il cliente valuta in base alla gravità della sua intolleranza.&#8221;</p>
<p style="text-align: left;">Un commento particolarmente grave equiparava i sintomi gastrointestinali da eccesso alcolico alla reazione celiaca al glutine. Sono due meccanismi biologicamente distinti. Confonderli — anche per ironia — dimostra la mancanza di familiarità con la malattia di cui si parla.</p>

<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #f8c700;"><strong>La critica principale ricevuta: &#8220;non tutti i gin sono senza glutine&#8221;</strong></span></h3>
<p style="text-align: left;">Ci è stato contestato di aver affermato che tutti i gin siano senza glutine, ignorando i compound gin con ingredienti glutinosi come pane o cantucci.</p>
<p style="text-align: left;">La risposta è nel principio con cui abbiamo aperto: <strong>i compound gin con ingredienti glutinosi li dichiarano in etichetta. Il celiaco li legge e li esclude — automaticamente, senza nemmeno dover ragionare. Il sistema funziona esattamente come deve.</strong></p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-38a5ea2 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="38a5ea2" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
		<div class="elementor-element elementor-element-9be6682 e-con-full e-flex e-con e-child" data-id="9be6682" data-element_type="container" data-e-type="container">
				<div class="elementor-element elementor-element-b93534e elementor-widget elementor-widget-image" data-id="b93534e" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="image.default">
				<div class="elementor-widget-container">
															<img fetchpriority="high" decoding="async" width="643" height="643" src="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine1.webp" class="attachment-full size-full wp-image-4380" alt="" srcset="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine1.webp 643w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine1-300x300.webp 300w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine1-544x544.webp 544w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine1-150x150.webp 150w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" />															</div>
				</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-76b50bb e-con-full e-flex e-con e-child" data-id="76b50bb" data-element_type="container" data-e-type="container">
				<div class="elementor-element elementor-element-3a7ef27 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="3a7ef27" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: left;">Ingredienti: infuso di pane di altamura, <strong>Allergeni contiene glutine</strong>. Informazioni sulla presenza di glutine esattamente come prescrive la legge. Nulla di più</p><p style="text-align: left;">Quello che contestavamo nel video originale non era il compound gin con pane dichiarato. <strong>Era la tesi che anche i distillati senza dichiarazione di glutine siano potenzialmente pericolosi per i celiaci.</strong> Per chi conosce il mondo della celiachia la differenza è fondamentale. <strong>Noi viviamo leggendo le etichette</strong>. Se c&#8217;è una dichiarazione di glutine, escludiamo il prodotto — senza domande. Se non c&#8217;è dichiarazione, il prodotto è sicuro — per legge. Non dobbiamo aggiungere domande, dubbi, verifiche aggiuntive su ogni prodotto privo di dichiarazione: è la legge a darci la risposta, attraverso l&#8217;etichetta.</p><p style="text-align: left;">Un “london dry”, un gin “aromatizzato” o un’altra tipologia di distillato sono tutti uguali in assenza di allergeni e sono tutti sicuri anche senza la dicitura “senza glutine”.</p>								</div>
				</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-0d9ebba e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="0d9ebba" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-c3d9007 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="c3d9007" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p><strong>Quando qualcuno crea dubbi su prodotti senza dichiarazione di glutine, non protegge i celiaci: li priva di qualcosa a cui hanno diritto. I celiaci già rinunciano a molte cose. Non devono rinunciare anche a prodotti sicuri senza alcuna ragione scientifica o normativa</strong>.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-5d56074 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="5d56074" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<h3><span style="color: #f8c700;"><strong>Una critica che conferma la nostra posizione</strong></span></h3><p>Tra le risposte ricevute, è circolato uno screenshot di una lettera del Distilled Spirits Council (DSC) — l’associazione americana dei produttori e importatori di distillati — indirizzata alla FDA il 25 aprile 2016, presentata come argomento contro la posizione di Assoceliaci.</p><p>La lettera afferma che i distillati prodotti da cereali contenenti glutine possono essere etichettati “gluten-free” perché “la distillazione è un processo di purificazione che separa i componenti volatili — come l’alcol e gli aromi — dai materiali non volatili come le proteine e gli zuccheri”, rendendo improbabile la presenza di glutine nel prodotto finale se il processo rispetta le buone pratiche di fabbricazione. Il documento cita anche la proposta di regola FDA (80 Fed. Reg. 71990, novembre 2015) e il TTB Ruling No. 2014-2.</p><p>È esattamente la posizione che Assoceliaci sostiene, fondata sull’ordinamento europeo: la valutazione EFSA del 2007 (EFSA Journal 484) e la deroga dell’Allegato II, punto 1(d), Reg. UE 1169/2011 partono dallo stesso principio fisico — la distillazione rimuove le proteine, glutine incluso. Il framework normativo è americano (FDA/TTB), non europeo, ma la scienza sottostante è identica. Il documento non contraddice Assoceliaci: la conferma.</p><p>Sulla questione specifica del locale che ha dato origine alla polemica: la nostra posizione è che un esercente che dimostra pubblicamente — in un video — di non sapere cosa riporta l&#8217;etichetta del prodotto al centro del suo stesso argomento, di sostenere che la &#8220;celiachia leggera&#8221; permette di consumare glutine, non è nelle condizioni di gestire in sicurezza le esigenze di un cliente celiaco. Non lo diciamo per polemica: lo diciamo con cognizione di causa, sulla base di quanto ha dichiarato pubblicamente.</p><p>Questo è il danno concreto della disinformazione sulla celiachia: non è una questione teorica. Quando qualcuno afferma, senza base scientifica o normativa, che un locale o un prodotto non sono sicuri per i celiaci, sta escludendo senza motivo una categoria di persone da spazi che potrebbero frequentare tranquillamente. È una limitazione reale sulla vita di persone reali.</p><p>C&#8217;è poi una distinzione che va fatta chiaramente, perché viene confusa sistematicamente: la differenza tra prudenza e disinformazione. Dire &#8220;leggi l&#8217;etichetta&#8221; è prudenza.  Parlando in generale, dire che una pentola in cui si è cucinata la pasta contamina tutta la cucina è disinformazione. Dire che la lavastoviglie non è sicura per il celiaco perché ricicla l&#8217;acqua è disinformazione. Non è &#8220;eccesso di zelo&#8221; — è terrorismo alimentare. E non è vero che non fa danni: esclude senza motivo persone che potrebbero frequentare un locale in sicurezza, e alimenta un&#8217;ansia che non ha alcun fondamento scientifico o normativo.</p><p>Questa spiegazione è innanzitutto per chi ci segue: vogliamo che abbiate gli strumenti per valutare da soli cosa è fondato e cosa non lo è.</p><h3><span style="color: #f8c700;"><strong>L’altro lato della medaglia: Dal Piatto al Bicchiere</strong></span></h3><p>Abbiamo acquistato direttamente le bottiglie Dal Piatto al Bicchiere — PANMOLLO e GINSANTO — per esaminare le etichette. Quello che abbiamo trovato aggiunge una dimensione concreta che i contenuti precedenti non affrontavano direttamente.</p><p><strong>PANMOLLO — compound gin. </strong>Il PANMOLLO è etichettato esplicitamente come “COMPOUND GIN”. Tra le botaniche compare “Pane toscano”, non evidenziato come allergene. Nello stesso elenco, “Sedano” è correttamente in grassetto come allergene ai sensi del Reg. UE 1169/2011 — il sedano è uno dei 14 allergeni obbligatori. Il pane toscano non è dichiarato come tale perché il produttore dichiara usare pane senza glutine sulla pagina internet.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-2245503 gallery-spacing-custom elementor-widget elementor-widget-image-gallery" data-id="2245503" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="image-gallery.default">
				<div class="elementor-widget-container">
							<div class="elementor-image-gallery">
			<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-4368 gallery-columns-2 gallery-size-full'><figure class='gallery-item'>
			<div class='gallery-icon portrait'>
				<img width="800" height="1067" src="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine3.webp" class="attachment-full size-full" alt="" decoding="async" srcset="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine3.webp 800w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine3-225x300.webp 225w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine3-408x544.webp 408w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine3-768x1024.webp 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />
			</div></figure><figure class='gallery-item'>
			<div class='gallery-icon portrait'>
				<img width="800" height="1067" src="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine2.webp" class="attachment-full size-full" alt="" decoding="async" srcset="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine2.webp 800w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine2-225x300.webp 225w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine2-408x544.webp 408w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/Immagine2-768x1024.webp 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />
			</div></figure>
		</div>
		</div>
						</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-ab9dd02 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="ab9dd02" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p><strong>GINSANTO — Old Tom Gin con cantucci. </strong>Il GINSANTO riporta tra le botaniche “cantucci artigianali toscani”. La parola “cantucci” è effettivamente in evidenza nell’elenco delle botaniche — ma questa evidenziatura è riconducibile all’allergene mandorla, contenuto nei cantucci, non al glutine. Secondo quanto dichiarato dal titolare, analogamente al caso precedente, anche i cantucci utilizzati sono senza glutine.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-9eb54df gallery-spacing-custom elementor-widget elementor-widget-image-gallery" data-id="9eb54df" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="image-gallery.default">
				<div class="elementor-widget-container">
							<div class="elementor-image-gallery">
			<div id='gallery-2' class='gallery galleryid-4368 gallery-columns-2 gallery-size-full'><figure class='gallery-item'>
			<div class='gallery-icon portrait'>
				<img loading="lazy" width="750" height="1000" src="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/ginsanto_1.webp" class="attachment-full size-full" alt="" decoding="async" srcset="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/ginsanto_1.webp 750w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/ginsanto_1-225x300.webp 225w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/ginsanto_1-408x544.webp 408w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />
			</div></figure><figure class='gallery-item'>
			<div class='gallery-icon portrait'>
				<img loading="lazy" width="750" height="1000" src="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/ginsanto_2.webp" class="attachment-full size-full" alt="" decoding="async" srcset="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/ginsanto_2.webp 750w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/ginsanto_2-225x300.webp 225w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/ginsanto_2-408x544.webp 408w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" />
			</div></figure>
		</div>
		</div>
						</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-f5f67bc elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="f5f67bc" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Nessuna delle due bottiglie riporta “contiene glutine” né “senza glutine”. Sul sito del produttore sono ancora presenti, al momento della nostra verifica, indicazioni sugli ingredienti privi di glutine — informazioni che il titolare ha dichiarato saranno rimosse a breve, insieme al restyling del sito.</p><p>Abbiamo contattato il titolare. La sua risposta è rilevante nella sua trasparenza: le vecchie bottiglie (formato 50 cl) riportavano “gluten free” in più punti dell’etichetta. Quelle attualmente in commercio hanno rimosso qualsiasi claim — né “senza glutine” né “contiene glutine” — per evitare il rischio di sanzioni. Mentre nel futuro ci sarà un restyling totale dove tutti i riferimenti al senza glutine verranno rimossi anche dal sito. Una piccola azienda, ci ha spiegato, non può permettersi il rischio di una multa per un claim non correttamente supportato. La strategia dichiarata: informazione solo verbale al cliente, nulla di scritto in etichetta né nel sito.</p><p>Il nodo normativo è preciso. La deroga dell’Allegato II, punto 1(d), Reg. UE 1169/2011 — che esonera dalla dichiarazione dei cereali usati nella fabbricazione di distillati alcolici, fondata sulla valutazione EFSA 2007 — si applica ai gin distillati, non ai compound gin. In un compound gin le botaniche vengono aggiunte allo spirito neutro dopo la distillazione, per macerazione: le proteine del glutine eventualmente presenti nel pane o nei cantucci non attraversano un processo di distillazione e possono restare nel prodotto finale. Per un compound gin con ingredienti fonti di glutine, o si dimostra con analisi che il prodotto è sotto i 20 mg/kg — e si può rivendicare legalmente “senza glutine” ai sensi del Reg. UE 828/2014 — oppure il glutine va dichiarato come allergene. Dal Piatto al Bicchiere ha scelto una terza strada: usare direttamente ingredienti privi di glutine, esentandosi così dall’obbligo di dichiarazione.</p><p>Questo è un tentativo di terza via alquanto rischioso per il produttore stesso. Solo chi è esperto in normative può desumere che il prodotto si intenderebbe privo di ingredienti contenenti glutine: per l’assenza dell’evidenziatura sul “Pane toscano” e per l’assenza della dicitura “contiene glutine”. Il caso del cantuccio è ancora più complesso, perché la parola è in evidenza ma per la mandorla, non per il glutine: un lettore non esperto non ha modo di distinguere tra i due allergeni.</p><p>Un lettore inesperto invece potrebbe giustamente pensare ad un errore di etichettatura e la stessa zona di ombra potrebbe essere ravvisata come erronea da parte delle ASL, un eventuale accertamento potrebbe portare a costi enormi per il produttore.</p><p>La strategia “solo verbale” descritta dal titolare è purtroppo esattamente il contrario di ciò che serve a un celiaco. Un’assicurazione verbale non è tracciabile, non è verificabile, non protegge se la ricetta cambia senza comunicazione scritta. Questo è il punto in cui il sistema dell’etichetta non funziona come dovrebbe: non per colpa della norma, ma perché non viene applicata correttamente. E non è un problema teorico: è la situazione reale di un prodotto che viene venduto oggi.</p><p>La soluzione è semplice: aderire a tutte le prescrizioni del Reg. UE 828/2014, il produttore potrà riportare “senza glutine” in etichetta con piena copertura normativa, svolgendo e realizzando tutti i passi necessari per utilizzare quella dicitura.</p><p>Se invece il glutine è presente, l’etichetta deve dichiararlo sempre come allergene. In entrambi i casi il celiaco ha ciò di cui ha bisogno: informazione scritta, verificabile, tracciabile. L’alternativa — tacere e comunicare solo a voce — non tutela né il consumatore né il produttore stesso.</p><h3><span style="color: #f8c700;"><strong>Il messaggio di Assoceliaci</strong></span></h3><p>Il settore del gin è un mondo ricco e articolato, e chi lo studia e lo racconta fa un lavoro importante. Ma la celiachia è una malattia autoimmune — con la propria scienza, la propria normativa, le proprie implicazioni cliniche. <br /><strong>È il nostro mondo</strong>. <strong>E quando in quel mondo entrano informazioni sbagliate, i celiaci pagano il prezzo: in ansia, in rinunce inutili, in scelte sbagliate</strong>.</p><p>Assoceliaci esiste per questo: per garantire che l&#8217;informazione sulla celiachia sia corretta, fondata sulla scienza e rispettosa di chi con questa malattia vive ogni giorno.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-b80959f elementor-widget-divider--view-line elementor-widget elementor-widget-divider" data-id="b80959f" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="divider.default">
				<div class="elementor-widget-container">
							<div class="elementor-divider">
			<span class="elementor-divider-separator">
						</span>
		</div>
						</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-9e23d18 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="9e23d18" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p><strong>Riferimenti normativi e scientifici</strong></p><p><em>Reg. UE 1169/2011, Art. 21 e Allegato II, punto 1 lettera d) — Reg. UE 828/2014, Art. 3 e Allegato — Reg. UE 852/2004 — Reg. UE 2019/787 — Reg. CE 178/2002, Art. 2 — EFSA NDA Panel (2007), EFSA Journal 484:1–7, doi:10.2903/j.efsa.2007.484 — Husby S. et al., ESPGHAN Guidelines, JPGN 2020; 70(1):141–156.</em></p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.assoceliaci.it/post/news/gin-celiachia-e-disinformazione-quello-che-i-social-non-dicono/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4368</post-id>	</item>
		<item>
		<title>12 Tranci – Pizzetteria, Friggitoria e Rosticceria</title>
		<link>https://www.assoceliaci.it/post/news/12-tranci-pizzetteria-friggitoria-e-rosticceria/</link>
					<comments>https://www.assoceliaci.it/post/news/12-tranci-pizzetteria-friggitoria-e-rosticceria/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:44:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assoceliaci.it/?p=4353</guid>

					<description><![CDATA[Quando una diagnosi cambia tutto e nasce un&#8217;eccellenza senza glutine Dietro ogni attività ci sono storie che meritano di essere raccontate. Quella di Giovanni, titolare di 12 Tranci – Pizzetteria, Friggitoria e Rosticceria completamente gluten free, è una storia che dimostra come un&#8217; esigenza reale, possa trasformarsi in un progetto imprenditoriale di successo. Dopo la diagnosi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4353" class="elementor elementor-4353" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-0b8cd81 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="0b8cd81" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
		<div class="elementor-element elementor-element-9670802 e-con-full e-flex e-con e-child" data-id="9670802" data-element_type="container" data-e-type="container">
				<div class="elementor-element elementor-element-bf55857 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="bf55857" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Quando una diagnosi cambia tutto e nasce un'eccellenza senza glutine

</h3>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-df8d4d8 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="df8d4d8" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: left;">Dietro ogni attività ci sono storie che meritano di essere raccontate. Quella di Giovanni, titolare di 12 Tranci – Pizzetteria, Friggitoria e Rosticceria completamente gluten free, è una storia che dimostra come un&#8217; esigenza reale, possa trasformarsi in un progetto imprenditoriale di successo.<br /><br />Dopo la diagnosi di celiachia del figlio, Giovanni si è trovato davanti a una scelta importante: limitarsi a cercare alternative sicure oppure trasformare completamente la propria attività per offrire a tutti la possibilità di gustare prodotti senza glutine buoni, sicuri e senza compromessi.<br />Noi di Assoceliaci lo abbiamo intervistato.<br /><b>Giovanni, come nasce la scelta di convertire l&#8217;intera produzione al gluten free?</b><br />&#8220;È nata da una necessità familiare. Quando a mio figlio è stata diagnosticata la celiachia, ho iniziato a vivere in prima persona tutte le difficoltà che affrontano quotidianamente le persone celiache. Da padre e da professionista della ristorazione ho sentito il bisogno di fare qualcosa di concreto. Così ho deciso di trasformare completamente la produzione e creare un ambiente sicuro al 100%.&#8221;<br /><br /><b>Una scelta coraggiosa che oggi sembra avervi premiato.</b><br />&#8220;Sì, ma soprattutto ci ha dato tante soddisfazioni umane. Vedere le persone entrare serenamente nel locale, senza dover chiedere se un prodotto è davvero sicuro, non ha prezzo.&#8221;<br /><br /><b>La vostra specialità sono le parigine. Qual è il segreto del loro successo?</b><br />&#8220;La passione. Abbiamo voluto dimostrare che il senza glutine può essere gustoso quanto, e a volte anche più, della versione tradizionale. Le nostre parigine vengono preparate in tante varianti diverse per soddisfare tutti i gusti. Sono il prodotto che più ci rappresenta.&#8221;<br /><br /><b>Negli ultimi mesi siete diventati molto popolari anche sui social, soprattutto su TikTok. Ve lo aspettavate?</b><br />&#8220;Assolutamente no. Abbiamo iniziato a pubblicare video mostrando semplicemente il nostro lavoro quotidiano, i prodotti appena sfornati e la passione che mettiamo in quello che facciamo. Da lì è arrivata una vera esplosione di interesse. In poco tempo tantissime persone hanno scoperto 12 Tranci.&#8221;<br /><br />Ed effettivamente basta scorrere i video di Giovanni per capire il motivo del successo: parigine farcite, rosticceria fragrante, fritti irresistibili e un entusiasmo contagioso che conquista al primo sguardo.<br />Ma dietro il successo di 12 Tranci c&#8217;è anche una creatività che sembra non conoscere confini. Giovanni è costantemente al lavoro per ideare nuove specialità, sperimentare gusti e proporre prodotti sempre diversi. E, a quanto ci racconta, tante novità sono già in cantiere e presto sorprenderanno i clienti più affezionati.<br />La sua capacità di innovare e di mettersi continuamente in gioco ha trasformato 12 Tranci in una vera meta per gli amanti del gluten free. Non è raro, infatti, incontrare clienti che percorrono decine di chilometri pur di assaggiare le sue specialità. Da ogni parte della Campania arrivano persone desiderose di gustare le celebri parigine, la rosticceria e tutte le creazioni che hanno reso il locale un punto di riferimento nel settore.<br />Da TikTok arriva un&#8217;esplosione di gusto che in poco tempo è riuscita a farsi strada nel cuore degli utenti. Con i suoi video Giovanni ha conquistato il pubblico, ma sono soprattutto i suoi prodotti a lasciare il segno.<br />La storia di 12 Tranci dimostra che da una difficoltà può nascere un&#8217;opportunità straordinaria: quella di offrire ogni giorno un&#8217;esperienza senza glutine autentica, inclusiva e ricca di sapore.<br />E se c&#8217;è una cosa che abbiamo imparato dopo questa intervista è che, quando passione, coraggio e creatività si incontrano, il risultato è sempre qualcosa di speciale.</p>								</div>
				</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-fb7e646 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="fb7e646" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-f69b771 elementor-widget elementor-widget-gallery" data-id="f69b771" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-settings="{&quot;aspect_ratio&quot;:&quot;9:16&quot;,&quot;columns&quot;:5,&quot;lazyload&quot;:&quot;yes&quot;,&quot;gallery_layout&quot;:&quot;grid&quot;,&quot;columns_tablet&quot;:2,&quot;columns_mobile&quot;:1,&quot;gap&quot;:{&quot;unit&quot;:&quot;px&quot;,&quot;size&quot;:10,&quot;sizes&quot;:[]},&quot;gap_tablet&quot;:{&quot;unit&quot;:&quot;px&quot;,&quot;size&quot;:10,&quot;sizes&quot;:[]},&quot;gap_mobile&quot;:{&quot;unit&quot;:&quot;px&quot;,&quot;size&quot;:10,&quot;sizes&quot;:[]},&quot;link_to&quot;:&quot;file&quot;,&quot;overlay_background&quot;:&quot;yes&quot;,&quot;content_hover_animation&quot;:&quot;fade-in&quot;}" data-widget_type="gallery.default">
				<div class="elementor-widget-container">
							<div class="elementor-gallery__container">
							<a class="e-gallery-item elementor-gallery-item elementor-animated-content" href="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/125586.webp" data-elementor-open-lightbox="yes" data-elementor-lightbox-slideshow="f69b771" data-elementor-lightbox-title="125586" data-e-action-hash="#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDM1NywidXJsIjoiaHR0cHM6XC9cL3d3dy5hc3NvY2VsaWFjaS5pdFwvd3AtY29udGVudFwvdXBsb2Fkc1wvMjAyNlwvMDZcLzEyNTU4Ni53ZWJwIiwic2xpZGVzaG93IjoiZjY5Yjc3MSJ9">
					<div class="e-gallery-image elementor-gallery-item__image" data-thumbnail="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/125586.webp" data-width="" data-height="" aria-label="" role="img" ></div>
											<div class="elementor-gallery-item__overlay"></div>
														</a>
							<a class="e-gallery-item elementor-gallery-item elementor-animated-content" href="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/126020.webp" data-elementor-open-lightbox="yes" data-elementor-lightbox-slideshow="f69b771" data-elementor-lightbox-title="126020" data-e-action-hash="#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDM1OCwidXJsIjoiaHR0cHM6XC9cL3d3dy5hc3NvY2VsaWFjaS5pdFwvd3AtY29udGVudFwvdXBsb2Fkc1wvMjAyNlwvMDZcLzEyNjAyMC53ZWJwIiwic2xpZGVzaG93IjoiZjY5Yjc3MSJ9">
					<div class="e-gallery-image elementor-gallery-item__image" data-thumbnail="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/126020.webp" data-width="" data-height="" aria-label="" role="img" ></div>
											<div class="elementor-gallery-item__overlay"></div>
														</a>
							<a class="e-gallery-item elementor-gallery-item elementor-animated-content" href="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/126021.webp" data-elementor-open-lightbox="yes" data-elementor-lightbox-slideshow="f69b771" data-elementor-lightbox-title="126021" data-e-action-hash="#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDM1OSwidXJsIjoiaHR0cHM6XC9cL3d3dy5hc3NvY2VsaWFjaS5pdFwvd3AtY29udGVudFwvdXBsb2Fkc1wvMjAyNlwvMDZcLzEyNjAyMS53ZWJwIiwic2xpZGVzaG93IjoiZjY5Yjc3MSJ9">
					<div class="e-gallery-image elementor-gallery-item__image" data-thumbnail="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/126021.webp" data-width="" data-height="" aria-label="" role="img" ></div>
											<div class="elementor-gallery-item__overlay"></div>
														</a>
							<a class="e-gallery-item elementor-gallery-item elementor-animated-content" href="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/126026.webp" data-elementor-open-lightbox="yes" data-elementor-lightbox-slideshow="f69b771" data-elementor-lightbox-title="126026" data-e-action-hash="#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDM2MCwidXJsIjoiaHR0cHM6XC9cL3d3dy5hc3NvY2VsaWFjaS5pdFwvd3AtY29udGVudFwvdXBsb2Fkc1wvMjAyNlwvMDZcLzEyNjAyNi53ZWJwIiwic2xpZGVzaG93IjoiZjY5Yjc3MSJ9">
					<div class="e-gallery-image elementor-gallery-item__image" data-thumbnail="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/126026.webp" data-width="" data-height="" aria-label="" role="img" ></div>
											<div class="elementor-gallery-item__overlay"></div>
														</a>
							<a class="e-gallery-item elementor-gallery-item elementor-animated-content" href="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/05/125593-mini.webp" data-elementor-open-lightbox="yes" data-elementor-lightbox-slideshow="f69b771" data-elementor-lightbox-title="125593-mini" data-e-action-hash="#elementor-action%3Aaction%3Dlightbox%26settings%3DeyJpZCI6NDM1NCwidXJsIjoiaHR0cHM6XC9cL3d3dy5hc3NvY2VsaWFjaS5pdFwvd3AtY29udGVudFwvdXBsb2Fkc1wvMjAyNlwvMDVcLzEyNTU5My1taW5pLndlYnAiLCJzbGlkZXNob3ciOiJmNjliNzcxIn0%3D">
					<div class="e-gallery-image elementor-gallery-item__image" data-thumbnail="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/05/125593-mini.webp" data-width="" data-height="" aria-label="" role="img" ></div>
											<div class="elementor-gallery-item__overlay"></div>
														</a>
					</div>
					</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.assoceliaci.it/post/news/12-tranci-pizzetteria-friggitoria-e-rosticceria/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4353</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Celiakè 2026: una manifestazione, una liberazione</title>
		<link>https://www.assoceliaci.it/post/news/celiake-2026-una-manifestazione-una-liberazione/</link>
					<comments>https://www.assoceliaci.it/post/news/celiake-2026-una-manifestazione-una-liberazione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 09:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assoceliaci.it/?p=4344</guid>

					<description><![CDATA[Per molti è stata la prima volta che capivano davvero le etichette Il Celiakè 2026 è stato un successo. Non lo diciamo per autocelebrazione — lo diciamo perché lo abbiamo visto con i nostri occhi, ascoltato nelle parole delle persone che si sono fermate al nostro stand, vissuto nella scena che non dimenticheremo mai. Una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4344" class="elementor elementor-4344" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-b622442 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="b622442" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
		<div class="elementor-element elementor-element-2ca4bef e-con-full e-flex e-con e-child" data-id="2ca4bef" data-element_type="container" data-e-type="container">
				<div class="elementor-element elementor-element-8375ac8 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="8375ac8" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<h2 style="text-align: left;">Per molti è stata la prima volta che capivano davvero le etichette</h2><p style="text-align: left;">Il Celiakè 2026 è stato un successo. Non lo diciamo per autocelebrazione — lo diciamo perché lo abbiamo visto con i nostri occhi, ascoltato nelle parole delle persone che si sono fermate al nostro stand, vissuto nella scena che non dimenticheremo mai.</p><p style="text-align: left;">Una bambina celiaca di 9 anni, in piedi davanti a noi, che non aveva mai mangiato una M&amp;M&#8217;s in vita sua. Non per una ragione medica reale. Per paura. Per una disinformazione costruita nel tempo, che nessuno aveva mai smontato davanti a lei e alla sua famiglia.</p><p style="text-align: left;">Abbiamo smontato quella paura. Insieme. Leggendo un&#8217;etichetta.</p><h2 style="text-align: left;">Eravamo con i celiaci, tra i celiaci</h2><p style="text-align: left;">Assoceliaci era presente al Celiakè con uno stand, con i propri soci fondatori arrivati da tutta Italia, con guide informative e — soprattutto — con la disponibilità ad ascoltare. Abbiamo ascoltato i dubbi, le storie, le paure di decine di persone. E poi abbiamo risposto con l&#8217;unica cosa che abbiamo: la legge.</p><p style="text-align: left;">Il Regolamento UE 1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti. Le norme europee sulla sicurezza alimentare. Le etichette, lette come prescrive la normativa vigente — non come suggerisce chi ha interesse a renderle più complicate di quello che sono.</p><p style="text-align: left;">Per molte persone è stato un momento di vera liberazione. Scoprire che leggere un&#8217;etichetta è semplice, che le regole esistono e funzionano, che decine di prodotti considerati &#8220;a rischio&#8221; sono in realtà perfettamente sicuri e conformi alla legge: è bastato spiegarlo con calma, documento alla mano, per vedere cambiare l&#8217;espressione sul volto delle persone.</p><h2 style="text-align: left;">La paura della contaminazione: un dogma costruito</h2><p style="text-align: left;">Con quasi tutti quelli con cui abbiamo parlato abbiamo trovato la stessa convinzione di fondo: la contaminazione è ovunque, è permanente, è inevitabile. Una paura atavica che non ha riscontro né nella scienza né nella normativa europea vigente.</p><p style="text-align: left;">Abbiamo incontrato persone che non mangiavano le olive per via del gluconato ferroso. Persone che vietavano ai propri figli prodotti regolarmente in commercio. Famiglie che vivevano con restrizioni alimentari che nessun medico aveva mai prescritto e nessuna legge impone.</p><p style="text-align: left;">Questa paura non nasce dal nulla. È stata costruita, alimentata e mantenuta da chi ha un interesse economico diretto a farlo. Chi vende marchi privati di certificazione «senza glutine» alle aziende alimentari ha tutto l&#8217;interesse a far percepire come pericolosi i prodotti che non li portano. La paura dei celiaci è, per chi gestisce questo sistema, un modello di business.</p><h2 style="text-align: left;">Una bambina e le sue prime M&amp;M&#8217;s</h2><p style="text-align: left;">Abbiamo dedicato tempo a una famiglia. Abbiamo spiegato, con pazienza, come si legge un&#8217;etichetta secondo la norma vigente. Il padre ha ascoltato. Ha capito. Ha detto sì a sua figlia.</p><p style="text-align: left;">Dopo pochi secondi, quella bambina di 9 anni è scoppiata in lacrime abbracciando il papà.</p><p style="text-align: left;">Non è più accettabile che nel 2026 le famiglie facciano vivere ai propri figli limitazioni del genere senza motivazione medica. Non è accettabile che le istituzioni lascino campo libero a chi diffonde informazioni in contrasto con la legge europea, mentre chi quella legge la difende viene ignorato.</p><p style="text-align: left;">Assoceliaci tornerà. Continuerà a stare tra i celiaci, ad ascoltare, a spiegare, a liberare le persone dalla paura con lo strumento più potente che esiste: la conoscenza delle norme.</p><p style="text-align: left;">Per questo esistiamo. Per questo lo facciamo gratis.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-5b6f698 elementor-widget elementor-widget-image" data-id="5b6f698" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="image.default">
				<div class="elementor-widget-container">
															<img decoding="async" src="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/06/unnamed.webp" title="" alt="" loading="lazy" />															</div>
				</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.assoceliaci.it/post/news/celiake-2026-una-manifestazione-una-liberazione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4344</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Intervista a: Silvio Spicacci Minervini</title>
		<link>https://www.assoceliaci.it/post/news/silvio-spicacci-minervini/</link>
					<comments>https://www.assoceliaci.it/post/news/silvio-spicacci-minervini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:26:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assoceliaci.it/?p=4326</guid>

					<description><![CDATA[“La celiachia non deve diventare una gabbia. Informazione, consapevolezza e libertà per migliorare la qualità della vita” Articolo su Agen Food, Roma, 28 mag. – di Giordana Oddi La celiachia è una condizione che accompagna milioni di persone nella vita quotidiana, ma spesso, oltre alle restrizioni alimentari necessarie, porta con sé timori, convinzioni consolidate e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4326" class="elementor elementor-4326" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-09f8ad2 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="09f8ad2" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-6c41011 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="6c41011" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">“La celiachia non deve diventare una gabbia. Informazione, consapevolezza e libertà per migliorare la qualità della vita”
</h3>				</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-8c8c218 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="8c8c218" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-4b57729 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="4b57729" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;">Articolo su Agen Food, Roma, 28 mag. – di <strong>Giordana Oddi</strong></p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;">La celiachia è una condizione che accompagna milioni di persone nella vita quotidiana, ma spesso, oltre alle restrizioni alimentari necessarie, porta con sé timori, convinzioni consolidate e abitudini che rischiano di trasformarsi in ulteriori ostacoli. In questo scenario nasce <strong>Assoceliaci</strong>, realtà che punta a promuovere una maggiore consapevolezza e un approccio più informato alla gestione della malattia.</p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;">Abbiamo incontrato <strong>Silvio Spicacci Minervini</strong>, fondatore dell’associazione, in una conversazione intensa che ha attraversato temi normativi, aspetti pratici e soprattutto esperienze umane. Quello che emerge dalle sue parole è una convinzione precisa: una corretta informazione può incidere profondamente sulla qualità della vita delle persone e trasformare un percorso spesso segnato da paure e limitazioni in un’esperienza vissuta con maggiore serenità.</p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;"><strong>Assoceliaci nasce con l’obiettivo di superare falsi miti e restrizioni non necessarie. Quali sono oggi le convinzioni sbagliate più diffuse sulla celiachia in Italia?</strong></p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;">“Uno degli errori più frequenti riguarda l’idea che una persona celiaca possa consumare esclusivamente prodotti che riportano la dicitura ‘senza glutine’. Molte persone finiscono per limitare la propria alimentazione più del necessario, rinunciando a prodotti o situazioni senza una reale motivazione medica. Questo accade perché spesso manca una conoscenza approfondita delle normative e della lettura corretta delle etichette. Quando una persona vive nella paura costante del cibo e del rischio di contaminazione, inevitabilmente riduce la propria qualità di vita. La vera sfida è distinguere la necessaria attenzione dalla paura che porta a privazioni inutili.”</p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;"><strong>Dal confronto con altri Paesi europei sono emerse differenze importanti. Cosa dovrebbe migliorare l’Italia per garantire una vita più semplice alle persone celiache?</strong></p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;">“Credo che il punto centrale sia l’informazione. Le persone dovrebbero ricevere strumenti chiari, pratici e uniformi per gestire la propria quotidianità. Non basta una diagnosi: bisogna accompagnare le persone nel comprendere davvero cosa significhi convivere con la celiachia. Serve una maggiore connessione tra informazione scientifica, normativa e vita reale, affinché i pazienti possano affrontare le scelte quotidiane con maggiore consapevolezza e meno timori.”</p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;"><strong>Uno dei punti centrali della vostra attività riguarda l’informazione e la lettura consapevole delle etichette. Quanto è cambiata negli anni la trasparenza dell’industria alimentare e quali sono ancora le principali criticità?</strong></p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;">“Negli ultimi anni la sicurezza alimentare ha fatto passi avanti enormi. Oggi le aziende hanno una sensibilità molto maggiore rispetto al passato e investono sempre di più nella gestione degli allergeni e nella sicurezza dei processi produttivi. La criticità, però, spesso non riguarda gli strumenti disponibili, ma il modo in cui le persone imparano a utilizzarli. Molti credono di sapere leggere un’etichetta, ma in realtà non hanno ricevuto una formazione adeguata. Per questo motivo riteniamo fondamentale fare divulgazione: una persona informata può affrontare le proprie scelte con maggiore serenità e autonomia.”</p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;"><strong>Parlate di inclusione autentica e abbattimento delle barriere quotidiane. Quali sono oggi le difficoltà che una persona celiaca incontra più spesso nella vita di tutti i giorni, tra ristorazione, scuola e socialità?</strong></p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;">“Le difficoltà cambiano in base all’età e alle situazioni personali. Per un genitore di un bambino piccolo possono esserci preoccupazioni legate alla scuola, alle feste o ai momenti di condivisione con altri bambini. Per un adulto spesso entrano in gioco la ristorazione, i viaggi e la socialità. Quello che noto spesso è che la paura rischia di diventare una barriera ulteriore. Mangiare dovrebbe continuare a essere un momento di serenità e condivisione, ma quando si sviluppa una percezione costante del rischio si rischia di rinunciare a esperienze e occasioni che potrebbero essere vissute con maggiore tranquillità.”</p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;"><strong>Guardando al futuro, quali sono i principali obiettivi che Assoceliaci vuole raggiungere nei prossimi anni e quale messaggio desidera lanciare alle istituzioni e alle aziende del settore alimentare?</strong></p><p class="wp-block-paragraph">“Il nostro obiettivo è continuare a lavorare sulla divulgazione e portare sempre più strumenti concreti e informazioni basate su evidenze scientifiche. Alle aziende chiediamo di continuare a investire nella sicurezza alimentare e nella gestione rigorosa dei processi produttivi, perché su questi aspetti non si può mai abbassare l’attenzione. Alle persone celiache, invece, vorrei dire di non rinunciare inutilmente a pezzi della propria vita: la celiachia richiede attenzione, ma non dovrebbe trasformarsi in qualcosa che limita più del necessario.”</p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;"><strong>Quali sono i benefici per un iscritto alla vostra associazione e che numeri avete raggiunto?</strong></p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;">“Stiamo crescendo costantemente e continuiamo ad accogliere nuove persone che si avvicinano alla nostra realtà. La nostra idea non è quella di offrire semplicemente servizi o strumenti pratici, ma soprattutto informazione e consapevolezza. Crediamo che comprendere davvero la celiachia significhi vivere meglio la propria quotidianità. Chi entra in Assoceliaci entra a far parte di un percorso che punta a dare conoscenza, autonomia e una maggiore serenità nella gestione della propria vita.”</p><p class="wp-block-paragraph" style="text-align: left;">La conversazione con Silvio Spicacci lascia una riflessione che va oltre la dimensione strettamente alimentare. La celiachia richiede attenzione, responsabilità e consapevolezza, ma non dovrebbe trasformarsi in un limite che restringe la vita oltre il necessario. Tra aspetti normativi, sicurezza alimentare e quotidianità, la sfida sembra essere proprio questa: trovare un equilibrio tra prudenza e libertà, affinché il cibo possa continuare a rappresentare non soltanto una necessità, ma anche un momento di condivisione e normalità.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-b8297c0 elementor-align-center elementor-widget elementor-widget-button" data-id="b8297c0" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="button.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<div class="elementor-button-wrapper">
					<a class="elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm" href="https://www.agenfood.it/interviste/silvio-spicacci-minervini-la-celiachia-non-deve-diventare-una-gabbia-informazione-consapevolezza-e-liberta-per-migliorare-la-qualita-della-vita/" target="_blank" rel="nofollow">
						<span class="elementor-button-content-wrapper">
									<span class="elementor-button-text">Leggi tutto l'articolo</span>
					</span>
					</a>
				</div>
								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.assoceliaci.it/post/news/silvio-spicacci-minervini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4326</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Quando la verità fa male</title>
		<link>https://www.assoceliaci.it/post/news/quando-la-verita-fa-male/</link>
					<comments>https://www.assoceliaci.it/post/news/quando-la-verita-fa-male/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 09:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assoceliaci.it/?p=4319</guid>

					<description><![CDATA[Quando la verità fa male: testimonianze, reazioni e dinamiche di chiusura nel mondo della celiachia La testimonianza di Alessandro non è un caso isolato. È uno specchio. Quando Alessandro ha deciso di condividere pubblicamente la sua storia — anni di restrizioni alimentari inutili imposte alla sua famiglia (4 celiaci in famiglia), inclusa una figlia celiaca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4319" class="elementor elementor-4319" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-39f74f1 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="39f74f1" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
		<div class="elementor-element elementor-element-9831aac e-con-full e-flex e-con e-child" data-id="9831aac" data-element_type="container" data-e-type="container">
				<div class="elementor-element elementor-element-ef80afb elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="ef80afb" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Quando la verità fa male: testimonianze, reazioni e dinamiche di chiusura nel mondo della celiachia</h3>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-b66d18c elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="b66d18c" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: left;"><strong>La testimonianza di Alessandro non è un caso isolato. È uno specchio.</strong></p><p style="text-align: left;">Quando Alessandro ha deciso di condividere pubblicamente la sua storia — anni di restrizioni alimentari inutili imposte alla sua famiglia (4 celiaci in famiglia), inclusa una figlia celiaca diagnosticata a soli 2 anni — non si aspettava di diventare il centro di una polemica. Si aspettava, forse, di essere ascoltato.</p><p style="text-align: left;">Invece, la sua testimonianza ha innescato due reazioni che meritano un&#8217;analisi approfondita, perché dicono molto di più sulla psicologia del conflitto informativo che non sulla celiachia in sé.</p><p style="text-align: left;"><strong>La prima reazione: &#8220;rispettate le visioni altrui&#8221;</strong></p><p style="text-align: left;">Il primo commento critico ha accusato Assoceliaci di una &#8220;caduta di stile&#8221; per aver pubblicato la testimonianza di Alessandro, invocando il rispetto delle visioni altrui.</p><p style="text-align: left;">È un argomento che sembra ragionevole in superficie. Ma nasconde una confusione di fondo: <strong>il rispetto delle persone non equivale all&#8217;obbligo di non contraddire affermazioni scientificamente errate.</strong></p><p style="text-align: left;">Nessuno ha attaccato una persona. Assoceliaci ha — e continuerà a — spiegare dove le indicazioni di AIC si pongono in contrasto con la normativa europea vigente e con le evidenze scientifiche disponibili, citando sempre le fonti.</p><p style="text-align: left;">Questa non è mancanza di rispetto. È il contrario: <strong>rispettare le persone significa dare loro informazioni corrette</strong>, non convalidare ciò che le ha danneggiate.</p><p style="text-align: left;">C&#8217;è inoltre un&#8217;ironia strutturale in questo tipo di critica: chi la formula sta di fatto chiedendo che Assoceliaci smetta di parlare. Chi invoca il rispetto della libertà di espressione altrui, sta esercitando pressione affinché la nostra voce venga silenziata. Una contraddizione che difficilmente regge all&#8217;esame logico.</p><p style="text-align: left;"><strong>La seconda reazione: il paragone con i Testimoni di Geova</strong></p><p style="text-align: left;">Il secondo commento è più interessante da analizzare, perché — al di là dell&#8217;intento denigratorio — tocca involontariamente un tema che vale la pena affrontare con serietà.</p><p style="text-align: left;">Il riferimento ai Testimoni di Geova in contesti di critica sociale viene tipicamente usato per evocare l&#8217;idea di settarismo: chiusura, indottrinamento, pensiero unico.</p><p style="text-align: left;">Assoceliaci non ha nulla contro i TdG né contro chi ha convinzioni diverse. Ma poiché chi ha scritto ha sollevato il tema del settarismo, vale la pena applicarlo correttamente.</p><p style="text-align: left;"><strong>Quali sono le caratteristiche strutturali di un contesto settario?</strong></p><ul><li style="text-align: left;">Uniformità di emozioni, comportamenti e convinzioni tra i membri</li><li style="text-align: left;">Assenza di fonti esterne verificabili — l&#8217;unica fonte è interna e autoreferenziale</li><li style="text-align: left;">Divieto implicito o esplicito di dubitare</li><li style="text-align: left;">Vincoli all&#8217;uscita: chi esprime un dubbio o lascia il gruppo viene isolato o denigrato</li></ul><p style="text-align: left;">Ora chiediamoci onestamente: <strong>questa descrizione si applica ad Assoceliaci o al contesto che Assoceliaci sta cercando di riformare?</strong></p><p style="text-align: left;">Alessandro ha fatto domande ad AIC. È stato bannato. Chi esprime dubbi nei gruppi di riferimento viene marginalizzato. L&#8217;unica fonte citata è un ABC autoreferenziale, privo di autore identificabile e di validazione scientifica indipendente. Le restrizioni alimentari imposte non derivano da regolamenti europei, ma da un &#8220;paramodello normativo&#8221; costruito internamente e privo di base legale. AIC poteva evitare di costruire questo “prodotto”, nessuno ha obbligato AIC a dare indicazioni così palesemente in contrasto con le norme vigenti e creare ansia e limitazioni tra i celiaci in Italia.</p><p style="text-align: left;">Il paragone settario, usato come insulto contro Assoceliaci, descrive con precisione involontaria la situazione da cui Alessandro e molti altri stanno cercando di uscire.</p><p style="text-align: left;"><strong>Il ban: censura o igiene digitale?</strong></p><p style="text-align: left;">Dopo aver bannato i due commentatori — uno per aver continuato a scrivere dopo che la conversazione era stata dichiarata chiusa, l&#8217;altro per aver insultato Alessandro da un account falso — è partita la reazione prevedibile: &#8220;Assoceliaci censura.&#8221;</p><p style="text-align: left;">È utile ricordare come funziona la moderazione nei contesti di divulgazione scientifica e sanitaria.</p><p style="text-align: left;">I professionisti della salute più attivi sui social — medici, ricercatori, divulgatori — bannano regolarmente chi usa i loro spazi per diffondere disinformazione, insultare o denigrare. Questa pratica è considerata non solo legittima, ma <strong>deontologicamente necessaria</strong> per diverse ragioni:</p><ol style="text-align: left;"><li><strong> Protezione della qualità informativa.</strong> Un commento aggressivo e privo di fonti, lasciato visibile sotto contenuti scientificamente fondati, può trarre in inganno chi cerca informazioni. La disinformazione sanitaria ha conseguenze reali sulla vita delle persone.</li><li><strong> Protezione della community.</strong> Lo spazio di Assoceliaci deve essere sicuro per chi ha domande, per chi sta elaborando anni di privazioni inutili, per chi è fragile. Un clima tossico allontana proprio chi avrebbe più bisogno di informazioni corrette.</li><li><strong> Diritto alla gestione del proprio spazio digitale.</strong> Un profilo social è uno spazio privato aperto al pubblico. Chi lo gestisce ha il diritto — e la responsabilità — di definirne le regole di comportamento.</li><li><strong> Tutela delle persone che testimoniano.</strong> Alessandro ha condiviso una storia personale dolorosa. Permettere che venga insultato da account anonimi nel luogo in cui ha scelto di farlo non è libertà di espressione. È abbandono.</li></ol><p style="text-align: left;">La distinzione che Assoceliaci applica è netta: <strong>la critica costruttiva e le domande, anche scettiche, sono sempre benvenute. L&#8217;insulto, la denigrazione e la disinformazione no.</strong></p><p style="text-align: left;"><strong>Il danno reale che nessuno vuole vedere</strong></p><p style="text-align: left;">Prima che esistesse Assoceliaci, AIC aveva campo libero. Nessuna voce critica, nessun confronto pubblico, nessuna verifica indipendente delle sue indicazioni.</p><p style="text-align: left;">In questo vuoto, migliaia di celiaci italiani — e i loro familiari — hanno vissuto anni di restrizioni inutili, ansia alimentare, isolamento sociale, depressione. Alessandro ne parla con dolore: non solo per sé, ma per i quattro membri della sua famiglia e per una bambina a cui è stata tolta una parte della propria giovinezza.</p><p style="text-align: left;">Sapere che si poteva mangiare un Bounty — o qualunque altro prodotto sicuro per legge — dopo 20 anni di rinunce non giustificate è una consapevolezza che fa male. Non perché il Bounty sia importante in sé, ma perché rappresenta tutto ciò che è stato negato senza ragione.</p><p style="text-align: left;"><strong>Questo è il danno reale. E chi minimizza la testimonianza di Alessandro sta minimizzando questo danno.</strong></p><p style="text-align: left;"><strong>Conclusione: la coerenza come atto di onestà</strong></p><p style="text-align: left;">Chi accusa Assoceliaci di limitare la libertà di espressione è spesso lo stesso che ha bannato chi faceva domande, che ha denigrato chi ha testimoniato, che ha usato account falsi per insultare.</p><p style="text-align: left;">Chi invoca il rispetto delle opinioni altrui è spesso lo stesso che non riconosce il diritto di Assoceliaci a esistere come voce alternativa e scientificamente fondata.</p><p style="text-align: left;">Questa incoerenza non è casuale. È il sintomo di un sistema di convinzioni che non riesce a reggere il confronto con i fatti, e che per sopravvivere ha bisogno che certe voci non parlino.</p><p style="text-align: left;"><strong>Noi continueremo a parlare. Con le fonti. Con rispetto. E senza chiedere il permesso a chi per vent&#8217;anni non ha dovuto rendere conto a nessuno.</strong></p><p><em>Assoceliaci — Informazione scientifica sulla celiachia, senza conflitti di interesse.</em></p><p style="text-align: left;"> </p>								</div>
				</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.assoceliaci.it/post/news/quando-la-verita-fa-male/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4319</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Celiachia e gestione domestica</title>
		<link>https://www.assoceliaci.it/post/news/celiachia-e-gestione-domestica/</link>
					<comments>https://www.assoceliaci.it/post/news/celiachia-e-gestione-domestica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 08:41:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assoceliaci.it/?p=4297</guid>

					<description><![CDATA[Quando la divulgazione supera la scienzaUn confronto tra raccomandazioni divulgative e linee guida ESPGHAN 2024Assoceliaci &#124; Maggio 2025 Quando la divulgazione supera la scienzaUn confronto tra raccomandazioni divulgative e linee guida ESPGHAN 2024Assoceliaci &#124; Maggio 2025 Quando la divulgazione supera la scienza Un confronto tra raccomandazioni divulgative e linee guida ESPGHAN 2024 Assoceliaci &#124; Maggio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4297" class="elementor elementor-4297" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-ec7d290 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="ec7d290" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
		<div class="elementor-element elementor-element-4a3361d e-con-full e-flex e-con e-child" data-id="4a3361d" data-element_type="container" data-e-type="container">
				<div class="elementor-element elementor-element-c34b5f8 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="c34b5f8" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Quando la divulgazione supera la scienza
Un confronto tra raccomandazioni divulgative e linee guida ESPGHAN 2024
Assoceliaci | Maggio 2025
</h3>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-124f255 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="124f255" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<h5 style="text-align: left;"><strong>1. Premessa </strong></h5>
<p style="text-align: left;">La celiachia è una malattia autoimmune cronica per la quale l&#8217;unica terapia è l&#8217;aderenza rigorosa e permanente a una dieta priva di glutine (GFD). La corretta informazione ai pazienti e alle loro famiglie è quindi un elemento clinicamente rilevante, con dirette ricadute sulla qualità della vita.</p>
<p style="text-align: left;">Negli ultimi anni, tuttavia, si è diffusa una letteratura divulgativa — libri, guide, blog, materiale associativo — che propone modalità di gestione domestica della GFD molto più restrittive di quanto suggerito dall&#8217;evidenza scientifica disponibile. Questo fenomeno crea ansie ingiustificate, rituali inutili e, paradossalmente, rischia di compromettere la qualità della vita del paziente celiaco e della sua famiglia.</p>
<p style="text-align: left;">Il presente documento analizza le indicazioni contenute in un testo divulgativo italiano destinato ai celiaci (Capitolo 4: &#8220;Il kit per il viaggio nella celiachia&#8221;) confrontandole con le raccomandazioni basate sull&#8217;evidenza del Position Paper ESPGHAN 2024 — il documento scientifico di riferimento europeo sulla dieta senza glutine in età pediatrica (Luque V. et al., Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, 2024;78:973-995).</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>2. Il paradosso dell&#8217;iper-vigilanza</strong></h5>
<p style="text-align: left;">Prima di entrare nel merito delle singole raccomandazioni, è necessario sottolineare un dato fondamentale contenuto nello stesso Position Paper ESPGHAN 2024:</p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;Gli individui che potrebbero beneficiare di supporto psicologico sono quelli che manifestano eccessiva vigilanza nell&#8217;aderenza alla GFD, paura del glutine ed ansia, poiché questi fattori potrebbero portare allo sviluppo di comportamenti alimentari maladattativi.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;">In altre parole: la scienza riconosce esplicitamente che l&#8217;iper-vigilanza non è una virtù clinica, ma un fattore di rischio. Il paziente che vive la celiachia come una condizione assediante, circondata di rituali di separazione e controllo continuo, sviluppa un rapporto disfunzionale con il cibo che può essere clinicamente dannoso quanto l&#8217;ingestione accidentale di piccole tracce di glutine.</p>
<p style="text-align: left;">Questo rende particolarmente problematica la diffusione di guide che trasformano la cucina domestica in un campo minato, moltiplicando le prescrizioni senza alcun supporto scientifico.</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>3. Analisi comparativa: divulgazione vs. ESPGHAN 2024</strong></h5>
<p style="text-align: left;">La tabella seguente confronta, punto per punto, le indicazioni del testo divulgativo con le raccomandazioni scientifiche ESPGHAN 2024 (sezione 3.3.3 — Gluten cross-contact at home, pp. 980-982).</p>
<table width="651">
<thead>
<tr>
<td width="133">
<p><strong>Situazione</strong></p>
</td>
<td width="213">
<p><strong>Libro divulgativo</strong></p>
</td>
<td width="213">
<p><strong>ESPGHAN 2024 (evidenza scientifica)</strong></p>
</td>
<td width="91">
<p><strong>Valutazione</strong></p>
</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td width="133">
<p><strong>Ripiani cucina</strong></p>
</td>
<td width="213">
<p><em>Riporre i prodotti s/g nei ripiani più alti, separati dagli altri</em></p>
</td>
<td width="213">
<p>Conservare i prodotti s/g sullo stesso ripiano dei prodotti con glutine è sicuro (nessuno studio dimostra il contrario)</p>
</td>
<td width="91">
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Eccessivo</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="133">
<p><strong>Pulizia utensili</strong></p>
</td>
<td width="213">
<p><em>Lavare stoviglie in lavastovlie o a mano con attenzione, usare utensili dedicati</em></p>
</td>
<td width="213">
<p>Lavare con sola acqua è sufficiente. Asciugare con canovaccio a contatto con glutine non causa contaminazione pericolosa</p>
</td>
<td width="91">
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Eccessivo</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="133">
<p><strong>Tostapane</strong></p>
</td>
<td width="213">
<p><em>Consigliato apparecchio dedicato per celiaci</em></p>
</td>
<td width="213">
<p>Tostapane condiviso è a basso rischio. Tutti i campioni testati erano ampiamente sotto i 20 mg/kg</p>
</td>
<td width="91">
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Eccessivo</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="133">
<p><strong>Olio di frittura</strong></p>
</td>
<td width="213">
<p><em>Non riutilizzare mai olio in cui è stato fritto alimento con glutine</em></p>
</td>
<td width="213">
<p>In ambiente domestico, friggere in olio condiviso è a basso rischio. Cautela per alimenti impanati/battered che lasciano residui</p>
</td>
<td width="91">
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26a0.png" alt="⚠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Parziale</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="133">
<p><strong>Scolapasta condiviso</strong></p>
</td>
<td width="213">
<p><em>Consigliato scolapasta dedicato per praticità</em></p>
</td>
<td width="213">
<p>Lo scolapasta condiviso non causa contaminazione &gt;20 mg/kg. Primo scolare la pasta s/g, poi quella con glutine</p>
</td>
<td width="91">
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Eccessivo</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="133">
<p><strong>Burro / condimenti</strong></p>
</td>
<td width="213">
<p><em>Piattino dedicato per il celiaco, attenzione alle briciole nel burro</em></p>
</td>
<td width="213">
<p>Rischio teorico elevato ma, se la porzione consumata è minima, l&#8217;apporto totale di glutine rimane trascurabile</p>
</td>
<td width="91">
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/26a0.png" alt="⚠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Parziale</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="133">
<p><strong>Forno</strong></p>
</td>
<td width="213">
<p><em>Usare RIGOROSAMENTE forno STATICO NON VENTILATO per cotture miste</em></p>
</td>
<td width="213">
<p>Non citato come rischio specifico nelle raccomandazioni. Copertura con alluminio/carta forno è misura prudenziale sufficiente</p>
</td>
<td width="91">
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Eccessivo</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="133">
<p><strong>Piano di cottura</strong></p>
</td>
<td width="213">
<p><em>Dividere il piano: sinistra per glutine, destra per s/g, con porta-mestolo dedicato</em></p>
</td>
<td width="213">
<p>Non esiste evidenza che questa separazione fisica sia necessaria. La pulizia delle superfici con acqua e sapone è sufficiente</p>
</td>
<td width="91">
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Eccessivo</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="133">
<p><strong>Eccessiva vigilanza</strong></p>
</td>
<td width="213">
<p><em>Numerosi rituali di separazione, identificazione, controllo descritti come necessari</em></p>
</td>
<td width="213">
<p>L&#8217;eccessiva vigilanza e l&#8217;ansia da glutine sono associate a comportamenti alimentari maladattativi e ridotta qualità della vita</p>
</td>
<td width="91">
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Controindicato</strong></p>
<p> </p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-72248b6 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="72248b6" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: center;"><em>Fonti: ESPGHAN Position Paper, J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2024;78:973-995 (Table 2, pp. 980-982; Section 3.6.2, p. 986).</em> </p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>4. Cosa dice veramente la scienza sulla contaminazione domestica</strong></h5>
<p style="text-align: left;">Il Position Paper ESPGHAN 2024 dedica una sezione specifica (3.3.3) alla contaminazione da glutine in ambiente domestico, basandosi su studi reali di misurazione del contenuto di glutine in diverse condizioni di preparazione. I risultati principali sono i seguenti:</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>4.1 Conservazione e ripiani</strong></h5>
<p style="text-align: left;">Nessuno studio ha dimostrato che conservare alimenti senza glutine sullo stesso ripiano di alimenti con glutine comporti un rischio. L&#8217;ESPGHAN raccomanda di conservare i prodotti s/g in contenitori chiusi etichettati, ma precisa esplicitamente: &#8220;Gluten-free foods do not have to be stored in separate cupboards/shelves from gluten-containing foods.&#8221;</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>4.2 Pulizia di utensili, pentole e superfici</strong></h5>
<p style="text-align: left;">Studi di misurazione diretta dimostrano che lavare utensili da cucina — coltelli, pentole, mestoli, scolapasta — con sola acqua è sufficiente per prevenire contaminazioni crociose. Anche asciugare gli utensili con un canovaccio entrato in contatto con il glutine non produce contaminazione pericolosa. L&#8217;acqua e il sapone sono raccomandati per le superfici.</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>4.3 Tostapane condiviso</strong></h5>
<p>Due studi indipendenti hanno misurato il contenuto di glutine nel pane s/g tostato in tostapane condivisi: tutti i campioni erano ampiamente al di sotto del limite di 20 mg/kg. Il rischio è classificato come &#8220;basso&#8221; in ambiente domestico. La raccomandazione ESPGHAN è pertanto opposta a quella del libro divulgativo.</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>4.4 Olio di frittura</strong></h5>
<p style="text-align: left;">Friggere alimenti s/g nello stesso olio in cui sono stati precedentemente fritti alimenti con glutine, in ambiente domestico, ha mostrato un rischio basso di contaminazione. La cautela è raccomandata solo per alimenti particolarmente residuosi come impanati  e si suggerisce di friggere prima gli alimenti s/g.</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>4.5 Pasta: la vera eccezione</strong></h5>
<p style="text-align: left;">L&#8217;unica situazione domestica per cui l&#8217;evidenza dimostra chiaramente un rischio è la cottura della pasta s/g nella stessa acqua precedentemente usata per cuocere pasta con glutine. In questo caso il contenuto di glutine può superare i 20 mg/kg. È quindi necessario usare acqua pulita. Condividere mestolo e scolapasta, invece, non risulta pericoloso secondo gli studi disponibili.</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>5. Il problema della disinformazione nella divulgazione</strong></h5>
<p style="text-align: left;">La proliferazione di indicazioni non basate sull&#8217;evidenza nella letteratura divulgativa sulla celiachia è un fenomeno documentato e preoccupante, per diverse ragioni:</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>5.1 Impatto sulla qualità della vita</strong></h5>
<p style="text-align: left;">Una gestione domestica ipertrofica genera stress quotidiano per l&#8217;intera famiglia, trasforma i pasti in momenti di ansia, crea difficoltà nella vita sociale del celiaco (inviti a cena, mense scolastiche, viaggi) e isola il paziente. La ricerca dimostra che la qualità della vita dei celiaci è già significativamente ridotta rispetto alla popolazione generale: amplificarla con rituali non necessari è clinicamente controproducente.</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>5.2 Il paradosso dell'&#8221;inclusione difficile&#8221;</strong></h5>
<p style="text-align: left;">È paradossale che alcune guide consiglino esplicitamente di non esagerare nella protezione del celiaco, e al tempo stesso descrivano procedure da protocollo di laboratorio per cucinare a casa. Questo crea una contraddizione insostenibile per le famiglie, che si trovano a navigare tra messaggi opposti provenienti dalla stessa fonte.</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>5.3 Effetti sul bambino celiaco</strong></h5>
<p style="text-align: left;">Nel caso dei pazienti pediatrici, la trasmissione di un vissuto ansioso rispetto all&#8217;alimentazione può avere conseguenze psicologiche di lungo termine. L&#8217;ESPGHAN stessa sottolinea come sia raccomandabile non eliminare completamente il glutine dalla casa se altri familiari non sono celiaci: questa convivenza è la principale scuola di vita per il bambino, che impara a gestire la propria condizione anche fuori dal contesto domestico protetto.</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>6. Raccomandazioni di Assoceliaci</strong></h5>
<p style="text-align: left;">Sulla base di quanto sopra esposto, Assoceliaci raccomanda:</p>
<ul>
<li style="text-align: left;">Adottare come riferimento primario le linee guida ESPGHAN 2024 per la gestione pratica della dieta senza glutine in ambiente domestico, in sostituzione di guide divulgative prive di fondamento scientifico.</li>
<li style="text-align: left;">Informare i pazienti e le famiglie che la grande maggioranza delle situazioni domestiche descritte come &#8220;pericolose&#8221; non sono supportate da evidenze scientifiche di contaminazione sopra soglia.</li>
<li style="text-align: left;">Segnalare alle autorità sanitarie competenti la necessità di una regolamentazione dei contenuti divulgativi sulla celiachia, al fine di garantire che le informazioni fornite al pubblico siano basate su evidenze e non su percezioni o interessi commerciali.</li>
<li style="text-align: left;">Sostenere una formazione aggiornata degli operatori sanitari (medici, dietisti, farmacisti) sulla reale entità del rischio di contaminazione crociata domestica, affinché possano comunicare in modo proporzionato e fondato ai pazienti.</li>
<li style="text-align: left;">Promuovere una cultura della celiachia basata sulla gestione serena e consapevole della condizione, non sull&#8217;ansia e sulla vigilanza ossessiva.</li>
</ul>
<h5 style="text-align: left;"><strong>7. Conclusioni</strong></h5>
<p style="text-align: left;">La celiachia è una condizione seria che richiede aderenza permanente alla dieta senza glutine. Tuttavia, l&#8217;evidenza scientifica disponibile — sintetizzata nelle linee guida ESPGHAN 2024 — dimostra che la grande maggioranza delle misure di separazione e protezione prescritte dalla divulgazione italiana sono prive di supporto scientifico e, in alcuni casi, clinicamente controproducenti.</p>
<p style="text-align: left;">Il paziente celiaco non ha bisogno di un tostapane dedicato, non è necessario separare i ripiani del frigorifero, e lavare gli utensili con acqua è sufficiente nella quasi totalità delle situazioni. La vera eccezione documentata è la cottura della pasta in acqua già usata per pasta con glutine.</p>
<p style="text-align: left;">Fornire informazioni proporzionate, basate sull&#8217;evidenza e rispettose della qualità della vita del paziente è un dovere etico di chi opera nell&#8217;informazione sulla celiachia. Assoceliaci si impegna a promuovere questa cultura, senza conflitti di interesse e nell&#8217;interesse esclusivo dei pazienti e delle loro famiglie.</p>
<h5 style="text-align: left;"><strong>Riferimenti bibliografici</strong></h5>
<ol>
<li style="text-align: left;">Luque V, Crespo-Escobar P, Hård af Segerstad EM, et al. Gluten-free diet for pediatric patients with coeliac disease: A position paper from the ESPGHAN gastroenterology committee, special interest group in coeliac disease. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2024;78:973-995. doi:10.1002/jpn3.12079</li>
<li style="text-align: left;">Regolamento (UE) n. 828/2014 della Commissione relativo alle prescrizioni riguardanti l&#8217;informazione dei consumatori sull&#8217;assenza di glutine o sulla sua presenza in misura ridotta negli alimenti.</li>
<li style="text-align: left;">Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (Allegato II).</li>
<li style="text-align: left;">Codex Alimentarius Standard: Foods for special dietary use for persons intolerant to gluten (Codex Stan 118-1979. Amended 1983, 2015).</li>
<li style="text-align: left;">Wolf RL, Lebwohl B, Lee AR, et al. Hypervigilance to a gluten-free diet and decreased quality of life in teenagers and adults with celiac disease. Dig Dis Sci. 2018;63(6):1438-1448.</li>
<li style="text-align: left;">Cadenhead JW, Wolf RL, Lebwohl B, et al. Diminished quality of life among adolescents with coeliac disease using maladaptive eating behaviours to manage a gluten-free diet. J Hum Nutr Diet. 2019;32(3):311-320.</li>
</ol>								</div>
				</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.assoceliaci.it/post/news/celiachia-e-gestione-domestica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4297</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Mars e M&#038;M’s Crispy: i test confermano valori di glutine sotto la soglia di sicurezza</title>
		<link>https://www.assoceliaci.it/post/news/mars-e-mms-crispy-i-test-confermano-valori-di-glutine-sotto-la-soglia-di-sicurezza/</link>
					<comments>https://www.assoceliaci.it/post/news/mars-e-mms-crispy-i-test-confermano-valori-di-glutine-sotto-la-soglia-di-sicurezza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 14:29:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assoceliaci.it/?p=4287</guid>

					<description><![CDATA[Mars e M&#38;M’s Crispy: i test confermano valori di glutine sotto la soglia di sicurezza. Ora chiediamo trasparenza all’azienda Assoceliaci ha condotto un monitoraggio indipendente e continuativo sui prodotti Mars barretta e M&#38;M’s Crispy (confezione blu), al fine di valutare l’effettiva presenza di glutine dovuta all’ingrediente estratto di malto d’orzo. Prima della costituzione di Assoceliaci, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Mars e M&amp;M’s Crispy: i test confermano valori di glutine sotto la soglia di sicurezza. Ora chiediamo trasparenza all’azienda</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Assoceliaci ha condotto un monitoraggio indipendente e continuativo sui prodotti Mars barretta e M&amp;M’s Crispy (confezione blu), al fine di valutare l’effettiva presenza di glutine dovuta all’ingrediente <em>estratto di malto d’orzo</em>. Prima della costituzione di Assoceliaci, svolgevamo monitoraggi come privati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati ottenuti tra il 2023 ed il 2026 segnano un punto di svolta importante nel dialogo fra associazioni, consumatori e industria dolciaria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I risultati delle analisi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il monitoraggio è stato realizzato su 13 campioni provenienti da diversi lotti acquistati sul territorio nazionale, ha mostrato dati estremamente confortanti:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>10 campioni di barretta Mars:
<ul class="wp-block-list">
<li>8 con <em>glutine non rilevato</em> (&lt;5 ppm)</li>



<li>1 campione con <em>5,1 ppm</em></li>



<li>1 campione con 16,9 ppm</li>
</ul>
</li>



<li>3 campioni di M&amp;M’s Crispy (blu):
<ul class="wp-block-list">
<li>Tutti e 3 con glutine non rilevato (&lt;5 ppm)</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In totale, 11 su 13 campioni (pari all’85%) hanno mostrato l’assenza completa di glutine rilevabile, mentre gli altri due restano ampiamente entro la soglia di sicurezza dei 20 ppm, stabilita dal Regolamento (UE) n. 828/2014 per la dicitura <em>“senza glutine”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un risultato che non può essere considerato frutto del caso: si tratta di una costanza produttiva nel tempo, che dimostra l’elevata qualità dei processi di controllo delle materie prime e della linea produttiva Mars.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il nodo dell’etichetta: “estratto di malto d’orzo” e ambiguità normativa</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, tuttavia, la presenza in etichetta della dicitura <em>estratto di malto d’orzo</em> comporta per legge l’automatica esclusione del prodotto dall’alimentazione del celiaco — anche se nei fatti il contenuto di glutine è assente o trascurabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo genera un paradosso: prodotti come Mars e M&amp;M’s Crispy, di fatto sicuri, non possono essere considerati tali per mancanza di una dichiarazione ufficiale o del claim <em>“senza glutine”</em>. Il risultato? Un danno per i celiaci, costretti a rinunciare a dolci perfettamente compatibili, e per la stessa azienda, che perde una parte di mercato per mancanza di chiarezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La nostra richiesta a Mars Italia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non possiamo dire come Assoceliaci che i prodotti siano “senza glutine” in assoluto pertanto, chiediamo a Mars Italia S.p.A. di:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Valutare ufficialmente la situazione analitica dei prodotti Mars e M&amp;M’s Crispy;</li>



<li>Attuare un sistema permanente di monitoraggio del glutine, basato su controlli regolari e tracciabili;</li>



<li>Rilasciare una dichiarazione di garanzia o applicare il claim “senza glutine”, qualora i risultati interni confermino la soglia costantemente sotto i 20 ppm.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratterebbe di un gesto di trasparenza, responsabilità e inclusione che può davvero fare la differenza nel panorama alimentare italiano.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Dal sogno alla realtà</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo dei celiaci, molti desiderano da anni prodotti “impossibili” come un <em>Kinder Pinguì senza glutine</em>. Ma qui non parliamo di un sogno irraggiungibile: abbiamo già prodotti che risultano nei fatti privi di glutine rilevabile. Serve solo la volontà di renderlo ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo abbiamo lanciato una petizione su Change.org, con l’obiettivo di aprire un dialogo costruttivo con l’azienda e ottenere finalmente chiarezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2733.png" alt="✳" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Firma anche tu la petizione su Change.org: <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <a href="https://c.org/dDCxsckxsr" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://c.org/dDCxsckxsr</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni firma è un passo avanti verso un mondo alimentare più trasparente, più giusto e più libero da barriere inutili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assoceliaci – 2026 <br><em>Trasparenza, sicurezza e diritto alla scelta consapevole per ogni consumatore celiaco.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.assoceliaci.it/post/news/mars-e-mms-crispy-i-test-confermano-valori-di-glutine-sotto-la-soglia-di-sicurezza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4287</post-id>	</item>
		<item>
		<title>ISS corregge 2 volte la pagina istituzionale sulla celiachia grazie ad assoceliaci</title>
		<link>https://www.assoceliaci.it/post/news/iss-corregge-2-volte-la-pagina-istituzionale-sulla-celiachia-grazie-ad-assoceliaci/</link>
					<comments>https://www.assoceliaci.it/post/news/iss-corregge-2-volte-la-pagina-istituzionale-sulla-celiachia-grazie-ad-assoceliaci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:06:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assoceliaci.it/?p=4252</guid>

					<description><![CDATA[ISS corregge 2 volte la pagina istituzionale sulla celiachia grazie ad Assoceliaci L’attività di Assoceliaci nasce come ideazione nel mese di aprile 2024. Nel corso delle discussioni sui social, diverse persone sostenevano che le posizioni dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) fossero pienamente allineate a quelle dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC). Per questo motivo abbiamo deciso di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4252" class="elementor elementor-4252" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-6dd6aff e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="6dd6aff" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-f861ff3 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="f861ff3" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">ISS corregge 2 volte la pagina istituzionale sulla celiachia grazie ad Assoceliaci</h3>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-d0d8c82 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="d0d8c82" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: left;">L’attività di Assoceliaci nasce come ideazione nel mese di aprile 2024.</p><p style="text-align: left;">Nel corso delle discussioni sui social, diverse persone sostenevano che le posizioni dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) fossero pienamente allineate a quelle dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC).</p><p style="text-align: left;">Per questo motivo abbiamo deciso di analizzare con attenzione la pagina dedicata alla celiachia sul portale Epicentro dell’ISS:</p><p style="text-align: left;"><a href="https://www.epicentro.iss.it/celiachia/" target="_blank" rel="noopener">https://www.epicentro.iss.it/celiachia/</a>⁠</p><p style="text-align: left;">La pagina, datata 2017, era ed è tuttora firmata dal dottor Marco Silano, figura di riferimento per la celiachia presso l’ISS e Coordinatore del Comitato Scientifico AIC.</p><p style="text-align: left;">Abbiamo quindi inviato una PEC al Ministero della Salute per segnalare alcune criticità presenti nel testo, in particolare in due passaggi.</p><p style="text-align: left;">Il primo:</p><p style="text-align: left;">“Inoltre bisogna considerare che il glutine può essere &#8220;nascosto&#8221; nei cibi, dove viene aggiunto come additivo. Se uno di questi alimenti viene prodotto evitando di aggiungere il glutine come additivo e/o facendo attenzione a non contaminare il prodotto confezionato con il glutine durante la filiera produttiva, porterà in etichetta l&#8217;indicazione nutrizionale ‘senza glutine – adatto ai celiaci’.”</p><p style="text-align: left;">Il secondo:</p><p style="text-align: left;">“L&#8217;Associazione italiana dei pazienti celiaci e alcuni siti istituzionali sanitari danno indicazioni dettagliate su quali siano i prodotti permessi e quali quelli vietati nella dieta senza glutine.”</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-40916d9 elementor-widget elementor-widget-image" data-id="40916d9" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="image.default">
				<div class="elementor-widget-container">
															<img loading="lazy" decoding="async" width="588" height="187" src="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/03/immagine-1-2017.png" class="attachment-full size-full wp-image-4270" alt="" srcset="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/03/immagine-1-2017.png 588w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/03/immagine-1-2017-300x95.png 300w" sizes="(max-width: 588px) 100vw, 588px" />															</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-34c1712 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="34c1712" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-94c0e36 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="94c0e36" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: left;"> Le nostre osservazioni riguardavano principalmente due aspetti:</p><p style="text-align: left;">L’opportunità che un sito istituzionale sanitario fornisse direttamente le indicazioni cliniche e normative di riferimento, senza rinviare a un’associazione privata;</p><p style="text-align: left;"> e l’utilizzo dell’espressione “glutine nascosto”, che appare in contrasto con quanto riportato nella Relazione Annuale al Parlamento sulla celiachia, firmata dallo stesso dottor Silano, nella quale viene evidenziato che gli allergeni devono essere sempre indicati in etichetta secondo la normativa vigente.</p><p style="text-align: left;">Il 20 giugno 2024 il dottor Silano ha aggiornato il sito dell’ISS, rimuovendo completamente il riferimento ad AIC e modificando il primo passaggio nel seguente modo:</p><p style="text-align: left;">“Inoltre bisogna considerare che il glutine può essere ‘nascosto’ nei cibi, dove viene aggiunto come additivo o comunque nel processo produttivo.”</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-734c974 elementor-widget elementor-widget-image" data-id="734c974" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="image.default">
				<div class="elementor-widget-container">
															<img loading="lazy" decoding="async" width="575" height="98" src="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/03/immagine-2-2024.png" class="attachment-full size-full wp-image-4271" alt="" srcset="https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/03/immagine-2-2024.png 575w, https://www.assoceliaci.it/wp-content/uploads/2026/03/immagine-2-2024-300x51.png 300w" sizes="(max-width: 575px) 100vw, 575px" />															</div>
				</div>
					</div>
				</div>
		<div class="elementor-element elementor-element-09639f0 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="09639f0" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
				<div class="elementor-element elementor-element-86bce4e elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="86bce4e" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: left;">Pur apprezzando l’aggiornamento, abbiamo ritenuto che la formulazione continuasse a non essere del tutto coerente con il principio della trasparenza in etichetta previsto dalla normativa europea. Da questa esperienza abbiamo compreso che, per poter dialogare in modo più strutturato con le istituzioni, fosse opportuno costituirci formalmente come associazione.</p><p style="text-align: left;">Negli ultimi mesi abbiamo ripreso la questione e, grazie anche alla disponibilità di un medico che ha condiviso l’importanza del tema, siamo riusciti a riaprire il confronto.</p><p style="text-align: left;">Attraverso un collega del dottor Silano che ha fatto da tramite, il 12 marzo 2026 la frase relativa al “glutine nascosto” nei cibi o nei processi produttivi è stata finalmente rimossa dal sito Epicentro dell’ISS.</p><p style="text-align: left;">Per noi questo rappresenta un risultato significativo: in due occasioni siamo riusciti a contribuire all’aggiornamento dei contenuti di una pagina istituzionale dell’ISS dedicata alla celiachia.</p><p style="text-align: left;">Il nostro obiettivo, tuttavia, resta quello di proseguire il dialogo affinché le informazioni pubblicate sul sito siano pienamente complete e coerenti con la normativa vigente. Attualmente il testo riporta infatti la seguente frase:</p><p style="text-align: left;"><strong>“Inoltre bisogna considerare che il glutine può essere aggiunto agli alimenti come additivo o comunque nel processo produttivo.”</strong></p><p style="text-align: left;">Riteniamo che questa informazione dovrebbe essere completata precisando che, qualora il glutine sia utilizzato come ingrediente o additivo, la sua presenza deve essere indicata in etichetta secondo quanto previsto dal Regolamento (UE) 1169/2011 sugli allergeni. Continueremo quindi a lavorare con spirito costruttivo affinché le informazioni istituzionali sulla celiachia siano sempre più chiare, corrette e utili per tutte le persone celiache.</p><p style="text-align: left;">Questo contributo non vuole rappresentare un attacco nei confronti di alcuna persona o istituzione. L’obiettivo è semplicemente quello di riportare i fatti e il percorso che abbiamo seguito, con spirito costruttivo e con l’intento di contribuire a una informazione sempre più chiara e corretta sulla celiachia.</p>								</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.assoceliaci.it/post/news/iss-corregge-2-volte-la-pagina-istituzionale-sulla-celiachia-grazie-ad-assoceliaci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4252</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Riso Scotti e il “rischio” glutine:</title>
		<link>https://www.assoceliaci.it/post/news/riso-scotti-e-il-rischio-glutine/</link>
					<comments>https://www.assoceliaci.it/post/news/riso-scotti-e-il-rischio-glutine/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assoceliaci.it/?p=4242</guid>

					<description><![CDATA[Riso Scotti e il “rischio” glutine: facciamo chiarezza tra etichette e realtà Negli ultimi tempi, il tema della sicurezza alimentare per le persone con celiachia è diventato oggetto di discussioni sempre più accese, soprattutto sui social. Al centro del dibattito troviamo alcuni mix di riso, definiti da qualcuno “a rischio”, nonostante la natura stessa del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4242" class="elementor elementor-4242" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-40fa626 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="40fa626" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
		<div class="elementor-element elementor-element-6089f0a e-con-full e-flex e-con e-child" data-id="6089f0a" data-element_type="container" data-e-type="container">
				<div class="elementor-element elementor-element-2a645f5 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="2a645f5" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Riso Scotti e il “rischio” glutine: facciamo chiarezza tra etichette e realtà</h3>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-1e86dcf elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="1e86dcf" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: left;">Negli ultimi tempi, il tema della sicurezza alimentare per le persone con celiachia è diventato oggetto di discussioni sempre più accese, soprattutto sui social. Al centro del dibattito troviamo alcuni mix di riso, definiti da qualcuno “a rischio”, nonostante la natura stessa del cereale.<br />Come associazione, riteniamo doveroso riportare il confronto su un piano tecnico, normativo e oggettivo, lontano da logiche emotive o commerciali.</p><p style="text-align: left;"><strong>Il punto di partenza: il riso è naturalmente privo di glutine</strong></p><p style="text-align: left;">Il riso è un alimento naturalmente senza glutine. Non si tratta di un prodotto “deglutinato” o modificato: il glutine non fa parte della sua struttura proteica.<br />Nel caso specifico di Riso Scotti, l’azienda ha dichiarato di operare con:<br />• una filiera dedicata esclusivamente al riso<br />procedure strutturate di gestione degli allergeni<br />• controlli analitici costanti<br />• valori di glutine inferiori ai 20 ppm, soglia prevista dalla normativa europea per poter definire un prodotto “senza glutine”</p><p style="text-align: left;">Si tratta di elementi oggettivi che rientrano negli obblighi di legge in materia di sicurezza alimentare.</p><p style="text-align: left;"><strong>Il tema del “bollino”: obbligo o scelta commerciale?</strong></p><p style="text-align: left;">È importante ricordare che l’apposizione della dicitura “senza glutine” in etichetta, così come l’adesione a marchi privati o prontuari, è una scelta volontaria dell’azienda.<br />La sicurezza alimentare, invece, non è facoltativa: è un obbligo normativo che vale per tutti gli operatori del settore alimentare. Nessun alimento realmente pericoloso può essere immesso sul mercato.<br />La mancanza di un marchio privato non equivale automaticamente a un rischio reale. Confondere questi due piani — sicurezza legale e certificazione commerciale — può generare disinformazione e paure non fondate.</p><p style="text-align: left;"><strong>Il ruolo della comunicazione</strong></p><p style="text-align: left;">Negli ultimi mesi sono circolate sui social affermazioni che definiscono “a rischio” alcuni mix di riso.<br />Come associazione, riteniamo che:<br />• il concetto di “rischio” debba essere supportato da dati analitici, non da interpretazioni<br />• la comunicazione in ambito celiachia debba essere responsabile, chiara e verificabile<br />• la tutela dei consumatori non possa basarsi su dinamiche di marketing o accordi economici</p><p style="text-align: left;">Quando un’azienda dimostra di avere filiere dedicate, controlli strutturati e risultati analitici conformi alla normativa, è corretto attenersi ai fatti.</p><p style="text-align: left;"><strong>La posizione di Assoceliaci</strong></p><p style="text-align: left;">Assoceliaci promuove da sempre: l’educazione alla lettura consapevole delle etichette la conoscenza della normativa europea la distinzione tra obblighi di legge e certificazioni volontarie una comunicazione basata su evidenze e non su percezioni.<br />La celiachia è una condizione seria e merita rigore, non allarmismi. Invitiamo tutti a informarsi attraverso fonti ufficiali, a verificare le dichiarazioni e a mantenere un approccio critico ma equilibrato. La sicurezza alimentare è un diritto, ma anche la correttezza dell’informazione lo è.<br />Continueremo a monitorare e approfondire ogni situazione che possa generare dubbi nella nostra comunità, sempre con l’obiettivo di tutelare le persone celiache attraverso trasparenza, competenza e responsabilità.</p><p style="text-align: left;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DUD9yFQiAfB/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noopener">https://www.instagram.com/reel/DUD9yFQiAfB/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==</a></p><p> </p>								</div>
				</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.assoceliaci.it/post/news/riso-scotti-e-il-rischio-glutine/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4242</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il Paradosso Pompadour:</title>
		<link>https://www.assoceliaci.it/post/news/il-paradosso-pompadour/</link>
					<comments>https://www.assoceliaci.it/post/news/il-paradosso-pompadour/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:37:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.assoceliaci.it/?p=4226</guid>

					<description><![CDATA[Il Paradosso Pompadour: quando il “senza glutine” diventa uno strumento di marketing (e di paura) Esiste un confine sottile tra corretta informazione al consumatore e strategia commerciale. Il caso delle tisane Pompadour riporta l’attenzione su una distorsione comunicativa che rischia di generare confusione tra i celiaci e danni reputazionali alle aziende.Negli ultimi mesi, sui social, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4226" class="elementor elementor-4226" data-elementor-post-type="post">
				<div class="elementor-element elementor-element-0072b94 e-flex e-con-boxed e-con e-parent" data-id="0072b94" data-element_type="container" data-e-type="container">
					<div class="e-con-inner">
		<div class="elementor-element elementor-element-ec4a129 e-con-full e-flex e-con e-child" data-id="ec4a129" data-element_type="container" data-e-type="container">
				<div class="elementor-element elementor-element-4fe4c38 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="4fe4c38" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Il Paradosso Pompadour: quando il “senza glutine” diventa uno strumento di marketing (e di paura)</h3>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-9932546 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="9932546" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p style="text-align: left;">Esiste un confine sottile tra corretta informazione al consumatore e strategia commerciale. Il caso delle tisane Pompadour riporta l’attenzione su una distorsione comunicativa che rischia di generare confusione tra i celiaci e danni reputazionali alle aziende.<br />Negli ultimi mesi, sui social, alcuni prodotti Pompadour sono stati definiti “a rischio” per l’assenza del claim volontario “senza glutine” o di una certificazione privata. Una narrazione che ha alimentato timori ingiustificati, soprattutto tra le famiglie, portando a dubitare della sicurezza di semplici tisane composte da erbe e radici che, per loro natura, non contengono glutine.</p><p style="text-align: left;"><strong>Una tisana è una tisana: dov’è il rischio?</strong></p><p style="text-align: left;">Le tisane pure non sono cereali contenenti glutine.<br />Se esistesse un rischio concreto di contaminazione, l’azienda avrebbe l’obbligo legale di dichiararlo in etichetta.</p><p style="text-align: left;">Il Regolamento (UE) 1169/2011 impone la dichiarazione obbligatoria degli allergeni e vieta qualsiasi informazione che possa risultare ingannevole o attribuire al prodotto caratteristiche che sono comuni a tutti gli alimenti analoghi.</p><p style="text-align: left;">Il Regolamento (UE) 828/2014 disciplina l’utilizzo del claim “senza glutine”, consentendolo esclusivamente quando il contenuto di glutine è inferiore a 20 ppm.</p><p style="text-align: left;">Tuttavia, proprio alla luce del principio di non ingannevolezza previsto dal Regolamento 1169/2011, l’indicazione “senza glutine” su una categoria di prodotti che è naturalmente e universalmente priva di glutine rischia di essere una comunicazione non appropriata.<br />Attribuire a una tisana una caratteristica che appartiene per natura a tutte le tisane pure può infatti suggerire, indirettamente, che altri prodotti analoghi ne siano privi solo se dichiarato, generando un’alterazione della corretta percezione del mercato.<br />Inoltre, ogni azienda alimentare è obbligata ad applicare un piano HACCP per la gestione dei rischi e delle contaminazioni crociate. Se un prodotto è immesso sul mercato senza avvertenze relative al glutine, significa che, secondo legge, è conforme e sicuro.</p><p style="text-align: left;"><strong>Il paradosso della rassicurazione</strong></p><p style="text-align: left;">In risposta alle richieste dei consumatori, l’azienda ha scelto di inserire la dicitura “naturalmente senza glutine” con finalità rassicurative.<br />Ma qui emerge il paradosso:<br />una dicitura che nasce per tranquillizzare rischia di rafforzare l’idea che, in assenza di quella scritta, il prodotto possa essere pericoloso.<br />La sicurezza alimentare non è un’opzione commerciale né un servizio accessorio. È un obbligo di legge.</p><p style="text-align: left;"><strong>Basta alla cultura del sospetto</strong></p><p style="text-align: left;">Definire “a rischio” un prodotto naturalmente privo di glutine, in assenza di dati analitici o segnalazioni ufficiali, significa alimentare una cultura del sospetto che:<br />• crea ansia nelle famiglie,<br />• genera confusione nei consumatori,<br />• danneggia aziende che operano nel rispetto delle normative.</p><p style="text-align: left;">La celiachia è una condizione seria. Proprio per questo la comunicazione deve essere fondata su basi scientifiche e normative, non su dinamiche di mercato o percezioni diffuse sui social.</p><p style="text-align: left;"><strong>La posizione di Assoceliaci</strong></p><p style="text-align: left;">1. Leggere le etichette è fondamentale.<br />Se tra gli ingredienti non compare glutine e non vi sono avvertenze di possibile contaminazione, il prodotto è idoneo secondo la normativa vigente.<br />2. La sicurezza dipende dalla legge, non dai bollini.<br />Regolamenti europei, controlli ufficiali e responsabilità giuridica delle aziende sono le vere garanzie per il consumatore.<br />3. Difendiamo le aziende corrette.<br />Non è accettabile che prodotti sicuri per natura vengano classificati come “a rischio” esclusivamente per l’assenza di una certificazione privata.</p><p style="text-align: left;">Assoceliaci continuerà a promuovere un’informazione chiara, basata su norme e dati scientifici.<br />La tutela dei celiaci non può essere piegata a logiche di marketing.</p><p style="text-align: left;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DUoA7asjYbl/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">https://www.instagram.com/reel/DUoA7asjYbl/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==</a></p>								</div>
				</div>
				</div>
					</div>
				</div>
				</div>
		]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.assoceliaci.it/post/news/il-paradosso-pompadour/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4226</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
