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		<title>ISS corregge 2 volte la pagina istituzionale sulla celiachia grazie ad assoceliaci</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:06:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ISS corregge 2 volte la pagina istituzionale sulla celiachia grazie ad Assoceliaci L’attività di Assoceliaci nasce come ideazione nel mese di aprile 2024. Nel corso delle discussioni sui social, diverse persone sostenevano che le posizioni dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) fossero pienamente allineate a quelle dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC). Per questo motivo abbiamo deciso di [&#8230;]]]></description>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">ISS corregge 2 volte la pagina istituzionale sulla celiachia grazie ad Assoceliaci</h3>				</div>
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									<p style="text-align: left;">L’attività di Assoceliaci nasce come ideazione nel mese di aprile 2024.</p><p style="text-align: left;">Nel corso delle discussioni sui social, diverse persone sostenevano che le posizioni dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) fossero pienamente allineate a quelle dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC).</p><p style="text-align: left;">Per questo motivo abbiamo deciso di analizzare con attenzione la pagina dedicata alla celiachia sul portale Epicentro dell’ISS:</p><p style="text-align: left;"><a href="https://www.epicentro.iss.it/celiachia/" target="_blank" rel="noopener">https://www.epicentro.iss.it/celiachia/</a>⁠</p><p style="text-align: left;">La pagina, datata 2017, era ed è tuttora firmata dal dottor Marco Silano, figura di riferimento per la celiachia presso l’ISS e Coordinatore del Comitato Scientifico AIC.</p><p style="text-align: left;">Abbiamo quindi inviato una PEC al Ministero della Salute per segnalare alcune criticità presenti nel testo, in particolare in due passaggi.</p><p style="text-align: left;">Il primo:</p><p style="text-align: left;">“Inoltre bisogna considerare che il glutine può essere &#8220;nascosto&#8221; nei cibi, dove viene aggiunto come additivo. Se uno di questi alimenti viene prodotto evitando di aggiungere il glutine come additivo e/o facendo attenzione a non contaminare il prodotto confezionato con il glutine durante la filiera produttiva, porterà in etichetta l&#8217;indicazione nutrizionale ‘senza glutine – adatto ai celiaci’.”</p><p style="text-align: left;">Il secondo:</p><p style="text-align: left;">“L&#8217;Associazione italiana dei pazienti celiaci e alcuni siti istituzionali sanitari danno indicazioni dettagliate su quali siano i prodotti permessi e quali quelli vietati nella dieta senza glutine.”</p>								</div>
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									<p style="text-align: left;"> Le nostre osservazioni riguardavano principalmente due aspetti:</p><p style="text-align: left;">L’opportunità che un sito istituzionale sanitario fornisse direttamente le indicazioni cliniche e normative di riferimento, senza rinviare a un’associazione privata;</p><p style="text-align: left;"> e l’utilizzo dell’espressione “glutine nascosto”, che appare in contrasto con quanto riportato nella Relazione Annuale al Parlamento sulla celiachia, firmata dallo stesso dottor Silano, nella quale viene evidenziato che gli allergeni devono essere sempre indicati in etichetta secondo la normativa vigente.</p><p style="text-align: left;">Il 20 giugno 2024 il dottor Silano ha aggiornato il sito dell’ISS, rimuovendo completamente il riferimento ad AIC e modificando il primo passaggio nel seguente modo:</p><p style="text-align: left;">“Inoltre bisogna considerare che il glutine può essere ‘nascosto’ nei cibi, dove viene aggiunto come additivo o comunque nel processo produttivo.”</p>								</div>
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									<p style="text-align: left;">Pur apprezzando l’aggiornamento, abbiamo ritenuto che la formulazione continuasse a non essere del tutto coerente con il principio della trasparenza in etichetta previsto dalla normativa europea. Da questa esperienza abbiamo compreso che, per poter dialogare in modo più strutturato con le istituzioni, fosse opportuno costituirci formalmente come associazione.</p><p style="text-align: left;">Negli ultimi mesi abbiamo ripreso la questione e, grazie anche alla disponibilità di un medico che ha condiviso l’importanza del tema, siamo riusciti a riaprire il confronto.</p><p style="text-align: left;">Attraverso un collega del dottor Silano che ha fatto da tramite, il 12 marzo 2026 la frase relativa al “glutine nascosto” nei cibi o nei processi produttivi è stata finalmente rimossa dal sito Epicentro dell’ISS.</p><p style="text-align: left;">Per noi questo rappresenta un risultato significativo: in due occasioni siamo riusciti a contribuire all’aggiornamento dei contenuti di una pagina istituzionale dell’ISS dedicata alla celiachia.</p><p style="text-align: left;">Il nostro obiettivo, tuttavia, resta quello di proseguire il dialogo affinché le informazioni pubblicate sul sito siano pienamente complete e coerenti con la normativa vigente. Attualmente il testo riporta infatti la seguente frase:</p><p style="text-align: left;"><strong>“Inoltre bisogna considerare che il glutine può essere aggiunto agli alimenti come additivo o comunque nel processo produttivo.”</strong></p><p style="text-align: left;">Riteniamo che questa informazione dovrebbe essere completata precisando che, qualora il glutine sia utilizzato come ingrediente o additivo, la sua presenza deve essere indicata in etichetta secondo quanto previsto dal Regolamento (UE) 1169/2011 sugli allergeni. Continueremo quindi a lavorare con spirito costruttivo affinché le informazioni istituzionali sulla celiachia siano sempre più chiare, corrette e utili per tutte le persone celiache.</p><p style="text-align: left;">Questo contributo non vuole rappresentare un attacco nei confronti di alcuna persona o istituzione. L’obiettivo è semplicemente quello di riportare i fatti e il percorso che abbiamo seguito, con spirito costruttivo e con l’intento di contribuire a una informazione sempre più chiara e corretta sulla celiachia.</p>								</div>
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		<title>Riso Scotti e il “rischio” glutine:</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:49:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riso Scotti e il “rischio” glutine: facciamo chiarezza tra etichette e realtà Negli ultimi tempi, il tema della sicurezza alimentare per le persone con celiachia è diventato oggetto di discussioni sempre più accese, soprattutto sui social. Al centro del dibattito troviamo alcuni mix di riso, definiti da qualcuno “a rischio”, nonostante la natura stessa del [&#8230;]]]></description>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Riso Scotti e il “rischio” glutine: facciamo chiarezza tra etichette e realtà</h3>				</div>
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									<p style="text-align: left;">Negli ultimi tempi, il tema della sicurezza alimentare per le persone con celiachia è diventato oggetto di discussioni sempre più accese, soprattutto sui social. Al centro del dibattito troviamo alcuni mix di riso, definiti da qualcuno “a rischio”, nonostante la natura stessa del cereale.<br />Come associazione, riteniamo doveroso riportare il confronto su un piano tecnico, normativo e oggettivo, lontano da logiche emotive o commerciali.</p><p style="text-align: left;"><strong>Il punto di partenza: il riso è naturalmente privo di glutine</strong></p><p style="text-align: left;">Il riso è un alimento naturalmente senza glutine. Non si tratta di un prodotto “deglutinato” o modificato: il glutine non fa parte della sua struttura proteica.<br />Nel caso specifico di Riso Scotti, l’azienda ha dichiarato di operare con:<br />• una filiera dedicata esclusivamente al riso<br />procedure strutturate di gestione degli allergeni<br />• controlli analitici costanti<br />• valori di glutine inferiori ai 20 ppm, soglia prevista dalla normativa europea per poter definire un prodotto “senza glutine”</p><p style="text-align: left;">Si tratta di elementi oggettivi che rientrano negli obblighi di legge in materia di sicurezza alimentare.</p><p style="text-align: left;"><strong>Il tema del “bollino”: obbligo o scelta commerciale?</strong></p><p style="text-align: left;">È importante ricordare che l’apposizione della dicitura “senza glutine” in etichetta, così come l’adesione a marchi privati o prontuari, è una scelta volontaria dell’azienda.<br />La sicurezza alimentare, invece, non è facoltativa: è un obbligo normativo che vale per tutti gli operatori del settore alimentare. Nessun alimento realmente pericoloso può essere immesso sul mercato.<br />La mancanza di un marchio privato non equivale automaticamente a un rischio reale. Confondere questi due piani — sicurezza legale e certificazione commerciale — può generare disinformazione e paure non fondate.</p><p style="text-align: left;"><strong>Il ruolo della comunicazione</strong></p><p style="text-align: left;">Negli ultimi mesi sono circolate sui social affermazioni che definiscono “a rischio” alcuni mix di riso.<br />Come associazione, riteniamo che:<br />• il concetto di “rischio” debba essere supportato da dati analitici, non da interpretazioni<br />• la comunicazione in ambito celiachia debba essere responsabile, chiara e verificabile<br />• la tutela dei consumatori non possa basarsi su dinamiche di marketing o accordi economici</p><p style="text-align: left;">Quando un’azienda dimostra di avere filiere dedicate, controlli strutturati e risultati analitici conformi alla normativa, è corretto attenersi ai fatti.</p><p style="text-align: left;"><strong>La posizione di Assoceliaci</strong></p><p style="text-align: left;">Assoceliaci promuove da sempre: l’educazione alla lettura consapevole delle etichette la conoscenza della normativa europea la distinzione tra obblighi di legge e certificazioni volontarie una comunicazione basata su evidenze e non su percezioni.<br />La celiachia è una condizione seria e merita rigore, non allarmismi. Invitiamo tutti a informarsi attraverso fonti ufficiali, a verificare le dichiarazioni e a mantenere un approccio critico ma equilibrato. La sicurezza alimentare è un diritto, ma anche la correttezza dell’informazione lo è.<br />Continueremo a monitorare e approfondire ogni situazione che possa generare dubbi nella nostra comunità, sempre con l’obiettivo di tutelare le persone celiache attraverso trasparenza, competenza e responsabilità.</p><p style="text-align: left;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DUD9yFQiAfB/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noopener">https://www.instagram.com/reel/DUD9yFQiAfB/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==</a></p><p> </p>								</div>
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		<title>Il Paradosso Pompadour:</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:37:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Paradosso Pompadour: quando il “senza glutine” diventa uno strumento di marketing (e di paura) Esiste un confine sottile tra corretta informazione al consumatore e strategia commerciale. Il caso delle tisane Pompadour riporta l’attenzione su una distorsione comunicativa che rischia di generare confusione tra i celiaci e danni reputazionali alle aziende.Negli ultimi mesi, sui social, [&#8230;]]]></description>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Il Paradosso Pompadour: quando il “senza glutine” diventa uno strumento di marketing (e di paura)</h3>				</div>
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									<p style="text-align: left;">Esiste un confine sottile tra corretta informazione al consumatore e strategia commerciale. Il caso delle tisane Pompadour riporta l’attenzione su una distorsione comunicativa che rischia di generare confusione tra i celiaci e danni reputazionali alle aziende.<br />Negli ultimi mesi, sui social, alcuni prodotti Pompadour sono stati definiti “a rischio” per l’assenza del claim volontario “senza glutine” o di una certificazione privata. Una narrazione che ha alimentato timori ingiustificati, soprattutto tra le famiglie, portando a dubitare della sicurezza di semplici tisane composte da erbe e radici che, per loro natura, non contengono glutine.</p><p style="text-align: left;"><strong>Una tisana è una tisana: dov’è il rischio?</strong></p><p style="text-align: left;">Le tisane pure non sono cereali contenenti glutine.<br />Se esistesse un rischio concreto di contaminazione, l’azienda avrebbe l’obbligo legale di dichiararlo in etichetta.</p><p style="text-align: left;">Il Regolamento (UE) 1169/2011 impone la dichiarazione obbligatoria degli allergeni e vieta qualsiasi informazione che possa risultare ingannevole o attribuire al prodotto caratteristiche che sono comuni a tutti gli alimenti analoghi.</p><p style="text-align: left;">Il Regolamento (UE) 828/2014 disciplina l’utilizzo del claim “senza glutine”, consentendolo esclusivamente quando il contenuto di glutine è inferiore a 20 ppm.</p><p style="text-align: left;">Tuttavia, proprio alla luce del principio di non ingannevolezza previsto dal Regolamento 1169/2011, l’indicazione “senza glutine” su una categoria di prodotti che è naturalmente e universalmente priva di glutine rischia di essere una comunicazione non appropriata.<br />Attribuire a una tisana una caratteristica che appartiene per natura a tutte le tisane pure può infatti suggerire, indirettamente, che altri prodotti analoghi ne siano privi solo se dichiarato, generando un’alterazione della corretta percezione del mercato.<br />Inoltre, ogni azienda alimentare è obbligata ad applicare un piano HACCP per la gestione dei rischi e delle contaminazioni crociate. Se un prodotto è immesso sul mercato senza avvertenze relative al glutine, significa che, secondo legge, è conforme e sicuro.</p><p style="text-align: left;"><strong>Il paradosso della rassicurazione</strong></p><p style="text-align: left;">In risposta alle richieste dei consumatori, l’azienda ha scelto di inserire la dicitura “naturalmente senza glutine” con finalità rassicurative.<br />Ma qui emerge il paradosso:<br />una dicitura che nasce per tranquillizzare rischia di rafforzare l’idea che, in assenza di quella scritta, il prodotto possa essere pericoloso.<br />La sicurezza alimentare non è un’opzione commerciale né un servizio accessorio. È un obbligo di legge.</p><p style="text-align: left;"><strong>Basta alla cultura del sospetto</strong></p><p style="text-align: left;">Definire “a rischio” un prodotto naturalmente privo di glutine, in assenza di dati analitici o segnalazioni ufficiali, significa alimentare una cultura del sospetto che:<br />• crea ansia nelle famiglie,<br />• genera confusione nei consumatori,<br />• danneggia aziende che operano nel rispetto delle normative.</p><p style="text-align: left;">La celiachia è una condizione seria. Proprio per questo la comunicazione deve essere fondata su basi scientifiche e normative, non su dinamiche di mercato o percezioni diffuse sui social.</p><p style="text-align: left;"><strong>La posizione di Assoceliaci</strong></p><p style="text-align: left;">1. Leggere le etichette è fondamentale.<br />Se tra gli ingredienti non compare glutine e non vi sono avvertenze di possibile contaminazione, il prodotto è idoneo secondo la normativa vigente.<br />2. La sicurezza dipende dalla legge, non dai bollini.<br />Regolamenti europei, controlli ufficiali e responsabilità giuridica delle aziende sono le vere garanzie per il consumatore.<br />3. Difendiamo le aziende corrette.<br />Non è accettabile che prodotti sicuri per natura vengano classificati come “a rischio” esclusivamente per l’assenza di una certificazione privata.</p><p style="text-align: left;">Assoceliaci continuerà a promuovere un’informazione chiara, basata su norme e dati scientifici.<br />La tutela dei celiaci non può essere piegata a logiche di marketing.</p><p style="text-align: left;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DUoA7asjYbl/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==">https://www.instagram.com/reel/DUoA7asjYbl/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==</a></p>								</div>
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		<title>Assoceliaci al Ministero della Salute:</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 10:22:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Assoceliaci al Ministero della Salute: incontro istituzionale del 22 gennaio In data 22 gennaio 2026, Assoceliaci è stata convocata presso il Ministero della Salute dallo staff del Sottosegretario Marcello Gemmato per un incontro di confronto sui principali temi riguardanti la tutela delle persone affette da celiachia.Si è trattato di un momento istituzionale significativo, che conferma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4215" class="elementor elementor-4215" data-elementor-post-type="post">
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Assoceliaci al Ministero della Salute: 
incontro istituzionale del 22 gennaio</h3>				</div>
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									<p style="text-align: left;">In data 22 gennaio 2026, Assoceliaci è stata convocata presso il Ministero della Salute dallo staff del Sottosegretario Marcello Gemmato per un incontro di confronto sui principali temi riguardanti la tutela delle persone affette da celiachia.<br />Si è trattato di un momento istituzionale significativo, che conferma l’avvio di un dialogo strutturato e continuativo tra Assoceliaci e le istituzioni competenti, nonostante la recente costituzione dell’Associazione.</p><p style="text-align: left;"><br /><strong>Disinformazione sulla celiachia</strong></p><p style="text-align: left;">Nel corso dell’incontro, Assoceliaci ha presentato una documentazione dettagliata relativa ai fenomeni di grave disinformazione attualmente diffusi in materia di celiachia.<br />La documentazione, contenente elementi circostanziati e riscontri oggettivi, è stata formalmente acquisita dallo staff del Sottosegretario e sarà sottoposta all’attenzione degli organi competenti per le opportune valutazioni e gli eventuali provvedimenti.<br />L’Associazione ritiene prioritario il contrasto alla diffusione di informazioni non corrette che possono generare confusione e conseguenti ricadute sulla tutela della salute pubblica.</p><p style="text-align: left;"><strong>Buoni per l’acquisto di alimenti senza glutine</strong></p><p style="text-align: left;">È stato inoltre affrontato il tema della dematerializzazione dei buoni per l’acquisto di prodotti senza glutine, misura fortemente sostenuta dal Sottosegretario Gemmato e già finanziata.<br />La dematerializzazione rappresenta un passaggio strategico verso la semplificazione amministrativa e il miglioramento dell’accesso al diritto per le persone celiache.<br />Nel medesimo ambito è stato trattato anche l’argomento della circolarità dei buoni. Nel corso del confronto è stato riferito che le risorse necessarie per consentirne l’attuazione risultano già stanziate.</p><p style="text-align: left;"><strong>Prospettive e aggiornamenti</strong></p><p style="text-align: left;">L’incontro ha consentito di approfondire ulteriori tematiche centrali, incluse le criticità ancora presenti nel sistema e le prospettive di aggiornamento previste per il 2026.<br />Assoceliaci esprime apprezzamento per l’attenzione, l’ascolto e la disponibilità dimostrati nel corso del confronto e conferma il proprio impegno a collaborare in maniera costruttiva con le istituzioni, nell’interesse esclusivo delle persone celiache.<br />Il dialogo istituzionale avviato rappresenta un passaggio importante nel percorso di riconoscimento e tutela dei diritti.</p><p style="text-align: left;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DT0hFkwjc4N/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==" target="_blank" rel="noopener">https://www.instagram.com/reel/DT0hFkwjc4N/?utm_source=ig_web_copy_link&amp;igsh=MzRlODBiNWFlZA==</a></p><p style="text-align: left;"> </p>								</div>
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		<title>Perché il malessere può persistere nonostante la dieta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 14:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Perché il malessere può persistere nonostante la dieta: oltre il &#8220;falso colpevole&#8221; Per chi vive con la celiachia, il glutine rappresenta spesso l’unico sospettato dietro ogni malessere. Come ricorda il Prof. Luigi Greco, esiste la tendenza a ricondurre automaticamente ogni disturbo gastrointestinale a una contaminazione accidentale. Sebbene l’attenzione alla dieta sia fondamentale, questa convinzione può portare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4164" class="elementor elementor-4164" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Perché il malessere può persistere nonostante la dieta: oltre il "falso colpevole"</h3>				</div>
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									<p style="text-align: left;">Per chi vive con la celiachia, il glutine rappresenta spesso l’unico sospettato dietro ogni malessere. Come ricorda il <strong>Prof. Luigi Greco</strong>, esiste la tendenza a ricondurre automaticamente ogni disturbo gastrointestinale a una contaminazione accidentale. Sebbene l’attenzione alla dieta sia fondamentale, questa convinzione può portare a una conseguenza non prevista: trascurare la propria salute rinunciando a indagare altre possibili cause, convinti che la soluzione sia solo una restrizione alimentare ancora più severa.</p><p style="text-align: left;"><strong>La scienza ci spiega perché non è sempre colpa del glutine</strong></p><p style="text-align: left;">Per uscire dal loop del &#8220;sospetto costante&#8221;, è utile analizzare cosa dice la ricerca internazionale attraverso tre punti chiave:</p><ol style="text-align: left;"><li><em> La &#8220;cicatrice&#8221; immunitaria e le cellule della memoria</em></li></ol><p style="text-align: left;">Uno studio recente (<strong>FitzPatrick et al., 2025</strong>) ha rivelato che, anche dopo anni di dieta corretta, nel nostro intestino rimane una sorta di &#8220;memoria&#8221; immunitaria. Esistono cellule T specifiche che restano in uno stato di allerta permanente. Questo significa che il sistema immunitario può mantenere una certa reattività o manifestare segnali di infiammazione anche in assenza di nuove e significative contaminazioni. Non è un errore del paziente, ma una caratteristica biologica della patologia stessa.</p><ol style="text-align: left;" start="2"><li><em> Il Protocollo SEEC e la Diagnosi Differenziale</em></li></ol><p style="text-align: left;">Il protocollo della <strong>Sociedad Española de Enfermedad Celíaca (SEEC)</strong> è molto chiaro: se dopo un lungo periodo di dieta aglutinata i sintomi persistono, bisogna attivare la <strong>&#8220;diagnosi differenziale&#8221;</strong>. Lo studio finlandese di <strong>Laurikka</strong> conferma che molti pazienti presentano sintomi pur avendo i villi intestinali completamente guariti. In questi casi, il colpevole non è il glutine, ma altre condizioni sovrapposte come:</p><ul style="text-align: left;"><li style="text-align: left;"><strong>Intolleranze associate:</strong>Lattosio, fruttosio o sorbitolo.</li><li style="text-align: left;"><strong>Problematiche funzionali:</strong>Come la sindrome dell&#8217;intestino irritabile (IBS) o la colite microscopica.</li><li style="text-align: left;"><strong>Sensibilità ai FODMAP:</strong>Carboidrati fermentabili presenti in molti cibi, anche naturalmente privi di glutine.</li></ul><p> </p><ol style="text-align: left;" start="3"><li><em>L&#8217;incognita SIBO (Sovracrescita Batterica)</em></li></ol><p style="text-align: left;">La ricerca guidata da <strong>Joseph Murray (Mayo Clinic)</strong> ha dimostrato che quasi il <strong>25% dei celiaci</strong> con sintomi persistenti soffre di <strong>SIBO</strong>. Si tratta di un eccesso di batteri nel tenue che causa gonfiore e diarrea del tutto simili a quelli della celiachia attiva. È importante sapere che la SIBO può colpire anche chi ha una biopsia perfetta (Marsh 0); in questo caso, continuare a colpevolizzare il glutine è controproducente: occorre una terapia mirata per ripristinare l&#8217;equilibrio batterico.</p><h3 style="text-align: left;">Un percorso di cura chiaro: dall&#8217;esclusione della contaminazione alla diagnosi funzionale</h3><p style="text-align: left;"><strong>Assoceliaci</strong> ha sviluppato un percorso definito per supportare il celiaco in questo labirinto di sintomi.</p><p style="text-align: left;">In una prima fase, abbiamo introdotto il <strong>GlutenDetect</strong> in collaborazione con l’azienda <strong>Elison di Napoli</strong>.</p><p style="text-align: left;"><a href="https://www.assoceliaci.it/post/partner/elison-hd/" target="_blank" rel="noopener"><strong>https://www.assoceliaci.it/post/partner/elison-hd/</strong></a></p><p style="text-align: left;">Questo strumento permette di effettuare il <strong>Test dei Peptidi (GIP)</strong> nelle urine: un modo oggettivo per verificare se c’è stata davvero un&#8217;ingestione di glutine, eliminando con certezza scientifica il dubbio della contaminazione accidentale.</p><p style="text-align: left;">Oggi, facciamo un notevole salto in avanti per la cura del benessere dei nostri soci. Una volta escluso il glutine come causa tramite i test GIP, la nostra nuova collaborazione ci permette di indagare &#8220;oltre&#8221;:</p><p style="text-align: left;"><em>Misurare per curare: la collaborazione Assoceliaci &amp; Medylab</em></p><p style="text-align: left;">Essere un paziente consapevole significa passare dal sospetto alla misurazione. Insieme a <strong>Medylab</strong>, abbiamo individuato dei percorsi di monitoraggio non invasivi per dare risposte concrete ai soci sintomatici:</p><ul style="text-align: left;"><li><strong>Breath Test specifici:</strong>Per diagnosticare con certezza la <strong>SIBO</strong> o le intolleranze agli zuccheri (lattosio/sorbitolo).</li><li><strong>Gut Screening Fecale:</strong>Un&#8217;analisi avanzata per valutare marcatori come la <strong>Zonulina</strong> (permeabilità intestinale), la <strong>Calprotectina</strong> (infiammazione organica) e l&#8217;<strong>Istamina</strong> (iper-reattività della mucosa).</li></ul><h3 style="text-align: left;"><strong>Conclusione</strong></h3><p style="text-align: left;">Non permettiamo che la preoccupazione per il glutine ci impedisca di vedere il quadro generale della nostra salute. Se i sintomi persistono nonostante una dieta attenta, non è necessariamente un fallimento alimentare, ma un segnale che il corpo ci invia per indagare oltre. La vera prevenzione nasce dall&#8217;umiltà di approfondire e dalla scelta di strumenti diagnostici scientifici e d&#8217;avanguardia.</p><h3 style="text-align: left;"><strong>Bibliografia</strong></h3><p style="text-align: left;">FitzPatrick, M.E.B., Antanaviciute, A., Dunstan, M. <em>et al.</em> Immune–epithelial–stromal networks define the cellular ecosystem of the small intestine in celiac disease. <em>Nat Immunol</em> <strong>26</strong>, 947–962 (2025). <strong><a href="https://doi.org/10.1038/s41590-025-02146-2">https://doi.org/10.1038/s41590-025-02146-2</a></strong></p><p style="text-align: left;">Laurikka P, Salmi T, Collin P, Huhtala H, Mäki M, Kaukinen K, Kurppa K. Gastrointestinal Symptoms in Celiac Disease Patients on a Long-Term Gluten-Free Diet. Nutrients. 2016 Jul 14;8(7):429. doi: 10.3390/nu8070429. PMID: 27428994; PMCID: PMC4963905.</p><p style="text-align: left;">Lappinga PJ, Abraham SC, Murray JA, Vetter EA, Patel R, Wu TT. Small intestinal bacterial overgrowth: histopathologic features and clinical correlates in an underrecognized entity. Arch Pathol Lab Med. 2010 Feb;134(2):264-70. doi: 10.5858/134.2.264. PMID: 20121616.</p>								</div>
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		<title>MEDyLAB</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 10:38:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partner]]></category>
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					<description><![CDATA[E' un laboratorio diagnostico d'avanguardia specializzato in analisi innovative che vanno oltre i tradizionali esami clinici.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4098" class="elementor elementor-4098" data-elementor-post-type="post">
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									<h3 class="elementor-icon-box-title">
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					</h3>
				
									<p class="elementor-icon-box-description">
						Indicazioni per la richiesta dei Breath Test					</p>
				
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									<h3 class="elementor-icon-box-title">
						<a href="#link2" >
							Pazienti						</a>
					</h3>
				
									<p class="elementor-icon-box-description">
						Esami di monitoraggio intestinale nel paziente celiaco					</p>
				
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									<p><strong>MEDyLAB &#8211; Biochimica Clinica Avanzata</strong> è un laboratorio diagnostico d&#8217;avanguardia fondato dal Dr. Giuseppe Cardillo, specializzato in analisi innovative che vanno oltre i tradizionali esami clinici previsti dal SSN.</p><p>Nato a Napoli e con sede operativa a Bologna, MEDyLAB si distingue per un approccio rivoluzionario alla diagnostica: non si limita al semplice dosaggio degli analiti, ma fornisce referti completi arricchiti da <strong>grafici e indici funzionali</strong> in grado di intercettare stati patologici sub-clinici molto prima che la malattia si manifesti clinicamente.</p><p>Il fiore all&#8217;occhiello del laboratorio sono gli <strong>esami diagnostici non invasivi</strong> effettuati su saliva o espirato, che permettono di eseguire analisi sofisticate senza necessità di prelievo ematico. Tra i servizi più innovativi sul benessere intestinale:</p><ul><li><strong>Breath test al lattulosio per la Sovracrescita Batterica nell&#8217;Intestino Tenue:</strong> valutazione della funzionalità dell’apparato gastrointestinale</li><li><strong>Breath test al lattosio</strong> per la diagnosi non invasiva d&#8217;intolleranza al lattosio</li><li><strong>Gut Screening</strong> per la valutazione di zonulina, calprotectina e istamina fecale per la valutazione degli stati infiammatori</li><li><strong>Screening del carcinoma del colon retto</strong></li></ul><p>MEDyLAB rappresenta il futuro della medicina preventiva: individuare le alterazioni prima che diventino patologie conclamate significa intervenire tempestivamente, spesso con minore ricorso alla terapia farmacologica e maggiore efficacia terapeutica.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Una partnership al servizio della salute celiaca </h2>				</div>
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									<p>La collaborazione tra <strong>Assoceliaci</strong> e <strong>MEDyLAB</strong> nasce da una visione condivisa: rendere la diagnostica gastrointestinale avanzata accessibile a tutti coloro che convivono con la celiachia o sospettano di soffrire di disturbi correlati.</p><p>Per chi è celiaco, il benessere intestinale non si limita all&#8217;eliminazione del glutine dalla dieta. Spesso, la celiachia può associarsi o mascherare altre problematiche come la SIBO (sovracrescita batterica intestinale), alterazioni della permeabilità intestinale, o squilibri del microbiota che possono compromettere qualità di vita e assorbimento dei nutrienti.</p><p><strong>MEDyLAB</strong>, con la sua expertise in diagnostica gastrointestinale avanzata e test non invasivi, offre strumenti diagnostici essenziali per approfondire lo stato di salute intestinale, mentre <strong>Assoceliaci</strong> si impegna da sempre a garantire informazione scientifica corretta e supporto concreto alla comunità celiaca. insieme, si metteranno a punto anche nuovi test da offrire, primi in Italia, agli iscritti ad <strong>Assoceliaci.</strong></p><h3>I vantaggi della partner</h3><p>Grazie a questa collaborazione, <strong>tutti gli associati di Assoceliaci potranno accedere ai servizi diagnostici di MEDyLAB con condizioni agevolate</strong>:</p><p>✓ <strong>Sconti dedicati</strong> su tutti i test diagnostici del catalogo MEDyLAB</p><p>✓ <strong>Priorità nell&#8217;assistenza</strong> e nella consulenza pre e post-esame</p><p>✓ <strong>Modalità comode e non invasive</strong>: test su saliva o tampone buccale, con kit inviati direttamente a domicilio</p><p>✓ <strong>Referti dettagliati e comprensibili</strong>, con grafici e indicazioni funzionali per una migliore comprensione del proprio stato di salute</p><h3>Un passo avanti nella cura di sé</h3><p>Questa partnership rappresenta un&#8217;opportunità concreta per prendersi cura della propria salute intestinale in modo scientifico, accessibile e personalizzato. Perché sapere di più significa poter fare scelte più consapevoli per il proprio benessere.</p><p><strong>La tua salute merita il meglio. La collaborazione tra Assoceliaci e MEDyLAB è qui per aiutarti.</strong></p>								</div>
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									<p><strong>Per informazioni sugli sconti dedicati e per prenotare i tuoi esami: </strong></p><p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Contatta MEDyLAB o inserisci il codice sconto <strong>assoceliaci10</strong> <br data-start="462" data-end="465" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Visita il sito:<a href="http://www.medylab-na.it/"> www.medylab-na.it</a></p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Indicazioni per la richiesta dei breath test </h2>				</div>
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									<h3 style="margin-top: 7.0pt;">Celiachia e rischio di SIBO/IMO: razionale fisiopatologico</h3><p>Nel paziente con <strong>celiachia</strong>, la maggiore predisposizione a <strong>SIBO</strong> (e talora a profili <strong>metano-dominanti/IMO</strong>) è verosimilmente legata a una combinazione di fattori:</p><ul><li><strong>Alterazioni della motilità del tenue</strong> nelle fasi attive di malattia, con ridotta “clearance” batterica e maggiore suscettibilità alla colonizzazione anomala. Questo è uno dei meccanismi più citati nelle revisioni sul legame CeD–SIBO.</li><li><strong>Danno mucosale e disfunzione della barriera</strong>, che modificano l’ecosistema intestinale e l’immunità locale, favorendo squilibri microbici nel tenue.</li><li><strong>Persistenza di sintomi nonostante dieta aglutinata</strong>, contesto in cui la SIBO risulta riportata con una prevalenza non trascurabile e rappresenta una possibile concausa del quadro IBS-like del celiaco.</li></ul><p>In sintesi, nel <strong>celiaco sintomatico</strong> la SIBO/IMO costituisce un’ipotesi patogenetica coerente e testabile, utile soprattutto quando i disturbi persistono nonostante un follow-up standard e una GFD verosimilmente corretta.</p><h3>1. Breath test al lattulosio</h3><p><strong>Obiettivi principali</strong></p><ul><li>Valutazione indiretta di <strong>sovracrescita batterica del tenue (SIBO)</strong>.</li><li>Valutazione del <strong>tempo di transito oro-ciecale</strong>.</li></ul><p><strong>Indicazioni cliniche principali</strong></p><ol><li><strong>Sospetto di SIBO</strong>, in particolare se:<ul><li>gonfiore/meteorismo importante, spesso precoce dopo i pasti;</li><li>crampi o dolore addominale ricorrente;</li><li>alvo diarroico o alvo alterno (diarrea/stipsi);</li><li>peggioramento dopo pasti ricchi di carboidrati fermentabili;</li><li>alitosi “da fermentazione”.</li></ul></li><li><strong>Presenza di fattori di rischio per SIBO</strong>, quali:<ul><li>malattia celiaca (specialmente se non completamente compensata);</li><li>pregresse resezioni intestinali, anse cieche, diverticoli del tenue;</li><li>disturbi della motilità intestinale (es. diabete con neuropatia, connettiviti, ecc.);</li><li>uso cronico di inibitori di pompa protonica e/o stasi intestinale.</li></ul></li><li><strong>Valutazione del transito intestinale</strong>:<ul><li>sospetto transito accelerato (diarrea da transito rapido);</li><li>sospetto transito rallentato (stipsi severa, pseudo-ostruzione, ecc.).</li></ul></li></ol><h3>2. Breath test al lattosio</h3><p><strong>Obiettivo principale</strong></p><ul><li>Diagnosi di <strong>malassorbimento/intolleranza al lattosio</strong>.</li></ul><p><strong>Indicazioni cliniche principali</strong></p><ol><li>Sono presenti sintomi suggestivi dopo l’assunzione di <strong>latte e derivati</strong>:<ul><li>gonfiore, borborigmi, meteorismo;</li><li>crampi addominali;</li><li>alvo diarroico o feci molli, urgenza evacuativa.</li></ul></li><li>In caso di <strong>sindrome dell’intestino irritabile (IBS)</strong> con:<ul><li>chiara correlazione dei sintomi con l’assunzione di latticini;</li><li>dubbio ruolo del lattosio come fattore scatenante o aggravante.</li></ul></li><li>In presenza di <strong>celiachia o altre enteropatie</strong> in cui si sospetti:<ul><li><strong>ipolattasia secondaria</strong> da danno mucoso;</li><li>necessità di definire il grado di restrizione dei latticini nella dieta.</li></ul></li><li>Nella fascia pediatrica/adolescenziale, quando:<ul><li>vi siano disturbi addominali ricorrenti correlabili ai latticini;</li><li>calo o rallentamento della crescita con sospetto ruolo del malassorbimento di lattosio.</li></ul></li></ol><h3>3. Breath test al sorbitolo</h3><p><strong>Obiettivi principali</strong></p><ul><li>Valutazione del <strong>malassorbimento del sorbitolo</strong>.</li><li>Valutazione funzionale dell’<strong>integrità della mucosa del tenue</strong> (malassorbimento globale), in particolare nel paziente celiaco.</li></ul><p><strong>Indicazioni cliniche principali</strong></p><ol><li>Si sospetta <strong>intolleranza specifica al sorbitolo</strong>, con sintomi quali:<ul><li>gonfiore e meteorismo post-prandiale;</li><li>diarrea o alvo accelerato;</li><li>sintomi correlati all’assunzione di prodotti “sugar free” (chewing gum, caramelle, bevande, dolciumi contenenti sorbitolo) o ad alcuni tipi di frutta.</li></ul></li><li>Nel contesto di <strong>malattia celiaca</strong>:<ul><li>per valutare la presenza di <strong>malassorbimento globale</strong> in soggetti con sintomi persistenti;</li><li>come indicatore funzionale di <strong>danno mucoso ancora presente</strong> nonostante dieta aglutinata riferita come corretta.</li></ul></li><li>In pazienti con <strong>enteropatie croniche</strong> (oltre la celiachia) con:<ul><li>diarrea cronica;</li><li>calo ponderale;</li><li>sospetto malassorbimento di più nutrienti, per supportare la valutazione del grado di compromissione mucosa.</li></ul></li></ol><h3>Ricerca dell’antigene fecale di Helicobacter pylori</h3><p><strong>Obiettivo principale</strong></p><ul><li>Diagnosi <strong>non invasiva</strong> di infezione da <em>Helicobacter pylori</em> in pazienti con <strong>celiachia accertata</strong>.</li><li>Verifica dell’<strong>avvenuta eradicazione</strong> dopo terapia.</li></ul><p><strong>Indicazioni cliniche principali</strong></p><ol><li><strong>Dispepsia di tipo “ulceroso”</strong><ul><li>bruciore o dolore epigastrico (sede gastrica), soprattutto:<ul><li>a digiuno o di notte;</li><li>con parziale sollievo dopo cibo o farmaci antiacidi/PPI;</li></ul></li><li>assenza di segni di allarme maggiori (calo ponderale importante, vomito ricorrente, ematemesi/melena, disfagia).</li></ul></li><li><strong>Anemia sideropenica persistente / non spiegata</strong><ul><li>sideropenia o anemia sideropenica che:<ul><li>persiste nonostante adeguata dieta aglutinata e supplementazione di ferro;</li><li>non trova spiegazione in perdite ematiche evidenti (ginecologiche, gastroenteriche documentate) o scarso apporto.</li></ul></li></ul></li></ol><ol start="3"><li><strong>Ulcera gastroduodenale documentata</strong><ul><li>ulcera gastrica o duodenale evidenziata all’endoscopia, con:<ul><li>quadro istologico non conclusivo per <em> pylori</em> <strong>oppure</strong></li><li>necessità di conferma/valutazione non invasiva dell’infezione.</li></ul></li></ul></li></ol><ol start="4"><li><strong>Controllo post-eradicazione di </strong><em> pylori</em><ul><li>paziente celiaco trattato con terapia di eradicazione, nel quale si voglia:<ul><li>verificare l’avvenuta eradicazione;</li></ul></li><li>da eseguire:<ul><li><strong>≥ 4 settimane</strong> dopo la fine della terapia antibiotica;</li><li>con sospensione degli <strong>inibitori di pompa protonica (PPI)</strong> da almeno <strong>14 giorni</strong>.</li></ul></li></ul></li></ol><ol start="5"><li><strong>Breath test </strong><strong>con area metano &gt; area idrogeno (“quadro metano-dominante”)</strong><ul><li>breath test (lattulosio, lattosio o glucosio) che mostri <strong>area sottesa alla curva del metano (CH₄) superiore</strong> all’area sottesa alla curva dell’idrogeno (H₂);</li></ul></li></ol>								</div>
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									<h3>Gut Screening fecale</h3><p><em>(istamina, calprotectina, zonulina su unico campione di feci)</em></p><h2>“Leaky gut” nella celiachia: significato clinico e inquadramento storico</h2><p>Per <strong>“leaky gut”</strong> si intende un <strong>aumento della permeabilità intestinale</strong> legato a disfunzione delle <strong>tight junctions</strong>. La celiachia rappresenta uno dei modelli clinici meglio studiati di questa alterazione:</p><ul><li>L’esposizione a <strong>gliadina</strong> può indurre rilascio di <strong>zonulina</strong>, con conseguente apertura delle tight junctions e incremento della permeabilità; questo asse è considerato un passaggio chiave nella fisiopatologia della CeD.</li><li>Gran parte della conoscenza moderna sulla via della zonulina deriva proprio dagli studi sulla <strong>gluten-sensitive enteropathy</strong>, e la sua descrizione come modulatore umano della permeabilità si è consolidata storicamente in ambito <strong>celiaco</strong>.</li></ul><p>Parallelamente, l’altro grande ambito clinico in cui il tema della permeabilità aumentata ha ricevuto forte impulso è la <strong>cirrosi</strong>, nel contesto dell’asse intestino–fegato e della traslocazione batterica/infiammatoria.</p><p>Per il follow-up del <strong>celiaco con sintomi persistenti</strong>, il concetto di aumentata permeabilità aiuta a integrare in modo coerente:</p><ul><li>marker di barriera (es. <strong>zonulina</strong> nei pannelli fecali),</li><li>disbiosi/SIBO,</li><li>e indicatori di attivazione immunitaria mucosale.</li></ul><h3>Obiettivo principale</h3><ul><li>Valutazione <strong>globale</strong>, non invasiva, dello stato <strong>infiammatorio</strong> e della <strong>permeabilità/reattività</strong> della mucosa intestinale nel paziente con <strong>celiachia accertata</strong>, tramite:<ul><li><strong>calprotectina fecale</strong> → marker di <strong>infiammazione intestinale</strong> (soprattutto colon/ileo terminale);</li><li><strong>istamina fecale</strong> → indicatore indiretto di <strong>attivazione mastocitaria</strong> e fenomeni di tipo “allergico/intolleranzistico” a livello intestinale;</li><li><strong>zonulina fecale</strong> → marker indiretto (e con limiti interpretativi) di <strong>alterata permeabilità intestinale</strong> (<em>leaky gut</em>).</li></ul></li></ul><p>In sintesi, nel <strong>celiaco sintomatico</strong> la SIBO/IMO costituisce un’ipotesi patogenetica coerente e testabile, utile soprattutto quando i disturbi persistono nonostante un follow-up standard e una GFD verosimilmente corretta.</p><p><strong>Indicazioni cliniche principali</strong></p><ol><li><strong>Persistenza di sintomi intestinali nonostante dieta aglutinata corretta</strong><ul><li>gonfiore, meteorismo, alvo diarroico o alterno, crampi addominali;</li><li>sintomi che persistono o ricompaiono <strong>nonostante</strong>:<ul><li>buona aderenza alla dieta senza glutine (documentata / verosimile);</li><li>normalizzazione o netto miglioramento dei marker sierologici di celiachia;</li></ul></li><li>obiettivo: differenziare tra:<ul><li>quadro infiammatorio intestinale significativo (↑ calprotectina),</li><li>prevalente componente funzionale/disbiotica/intolleranze (istamina, zonulina).</li></ul></li></ul></li></ol><ol start="2"><li><strong>Sospetto di malattia infiammatoria intestinale (IBD) associata o alternativa alla celiachia</strong><ul><li>presenza di diarrea cronica, sangue o muco nelle feci, calo ponderale, febbricola, aumento indici di flogosi sistemici;</li><li>la <strong>calprotectina fecale</strong> è utile come <em>test di screening</em> per:<ul><li>distinguere più verosimilmente tra quadro <strong>organico infiammatorio</strong> (IBD, colite, enterite) e <strong>disturbo funzionale</strong>;</li></ul></li><li>nel celiaco sintomatico consente di orientare:<ul><li>necessità/urgenza di approfondimento endoscopico.</li></ul></li></ul></li></ol><ol start="3"><li><strong>Celiaco con sospetto aumentata permeabilità intestinale / “leaky gut”</strong><ul><li>sintomi sistemici e intestinali che fanno sospettare un coinvolgimento più ampio della barriera intestinale, ad esempio:<ul><li>intolleranze multiple riferite (a cibi diversi dal glutine);</li><li>stanchezza cronica, malessere aspecifico associato ai pasti;</li><li>concomitante patologia autoimmune/infiammazione sistemica;</li></ul></li><li>la <strong>zonulina fecale</strong> viene utilizzata come marker <strong>indiretto</strong> di aumentata permeabilità:<ul><li>valori elevati suggeriscono alterazione della barriera intestinale;</li><li>da interpretare sempre <strong>in associazione</strong> al quadro clinico e agli altri parametri (non è un test “diagnostico” isolato).</li></ul></li></ul></li></ol><ol start="4"><li><strong>Sospetto di componente istaminergica / attivazione mastocitaria intestinale</strong><ul><li>paziente celiaco con:<ul><li>sintomi post-prandiali rapidi (flushing, malessere, cefalea, prurito, orticaria, sensazione di “reazione” a molti cibi);</li><li>disturbi intestinali associati (dolore, alvo alterato) che sembrano correlati a specifici alimenti ricchi di istamina o istamino-liberatori (formaggi stagionati, insaccati, vino, alcuni pesci, ecc.);</li></ul></li><li>la <strong>istamina fecale</strong> viene utilizzata come indicatore <strong>indiretto</strong> di:<ul><li>eccessiva liberazione di istamina a livello intestinale;</li><li>possibile coinvolgimento di meccanismi di <strong>intolleranza/allergia non IgE-mediata</strong> o di <strong>Mast Cell Activation</strong>;</li></ul></li><li>utile per:<ul><li>orientare l’eventuale valutazione allergologica/immunologica;</li><li>guidare trial dietetici mirati (es. dieta a basso contenuto di istamina, da gestire con nutrizionista).</li></ul></li></ul></li></ol><ol start="5"><li><strong>Follow-up funzionale del celiaco “complesso”</strong><ul><li>pazienti già in carico con:<ul><li>celiachia + altre patologie autoimmuni;</li><li>celiachia + pregresso quadro di SIBO/IMO, disbiosi, intolleranze complesse;</li></ul></li><li>utilizzo del Gut Screening per:<ul><li>monitorare nel tempo l’evoluzione di <strong>infiammazione</strong> (calprotectina),</li><li>permeabilità/intestino “iper-reattivo” (zonulina, istamina),</li><li>in risposta a interventi dietetici, probiotici, modulazione del microbiota, ecc.</li></ul></li></ul></li></ol><h3>Screening del carcinoma del colon-retto (paziente celiaco)</h3><p><em>(sangue occulto fecale Hb + complesso Hb/Hp, calprotectina fecale, piruvato chinasi M2 su feci)</em></p><h3>Obiettivo principale</h3><ul><li>Fornire, nel paziente <strong>celiaco adulto</strong>, uno <strong>screening non invasivo</strong> per neoplasie colorettali attraverso un pannello fecale composto da:<ul><li><strong>ricerca del sangue occulto</strong> con metodo immunochimico su:<ul><li><strong>emoglobina (Hb)</strong> e</li><li><strong>complesso aptoglobina/emoglobina (Hb/Hp)</strong> – che può migliorare la sensibilità rispetto al solo Hb;</li></ul></li><li><strong>calprotectina fecale</strong> → marker di <strong>infiammazione intestinale</strong> potenzialmente associata a lesioni neoplastiche o infiammatorie;</li><li><strong>piruvato chinasi isoenzima M2 (M2-PK) fecale</strong> → marker metabolico tumorale con buona sensibilità e specificità per carcinoma colorettale.</li></ul></li></ul><h3>Indicazioni cliniche principali</h3><ol><li><strong>Screening età-correlato nel celiaco asintomatico</strong><ul><li>Paziente celiaco <strong>asintomatico a livello colorettale</strong>, che rientra nei criteri di screening per la popolazione generale (es. ≥45–50 anni, secondo raccomandazioni nazionali/locali).</li><li>Il pannello può essere offerto come:<ul><li>opzione di <strong>screening fecale esteso</strong> quando la colonscopia non sia immediatamente disponibile/accettata;</li><li>strumento per selezionare chi indirizzare con maggiore priorità alla colonscopia.</li></ul></li></ul></li></ol><ol start="2"><li><strong>Celiaco sintomatico con sospetto quadro organico colorettale</strong><ul><li>Nuova insorgenza o peggioramento di:<ul><li>alterazione dell’alvo (diarrea o stipsi recente, soprattutto se persistente);</li><li>sangue/muco nelle feci riferito come <em>non</em> chiaramente attribuibile solo a emorroidi/lesioni anali;</li><li>tenesmo, dolore addominale a localizzazione colica;</li><li>calo ponderale non intenzionale, anemia.</li></ul></li><li>In presenza di <strong>segnali di allarme importanti</strong> (sanguinamento macroscopico, anemia severa, forte calo di peso, familiarità forte per CRC) <strong>la colonscopia non va ritardata</strong>:<ul><li>il pannello fecale può essere utile come <strong>integrazione</strong>, ma non deve posticipare l’endoscopia.</li></ul></li></ul></li></ol><ol start="3"><li><strong>Celiaco con fattori di rischio aggiuntivi per CRC</strong><ul><li>Oltre alla celiachia, presenti uno o più di:<ul><li>familiarità di primo grado per carcinoma colon-retto;</li><li>pregressi polipi adenomatosi;</li><li>malattia infiammatoria cronica intestinale (IBD);</li><li>obesità marcata, fumo, storia di radioterapia pelvica.</li></ul></li><li>In tali casi il pannello fecale:<ul><li>può aiutare a <strong>rafforzare l’indicazione alla colonscopia</strong>;</li><li>o essere utilizzato nei periodi <strong>intervallo</strong> tra colonscopie di sorveglianza.</li></ul></li></ul></li></ol><ol start="4"><li><strong>Persistenza o recidiva di calprotectina elevata in precedenti controlli</strong><ul><li>Celiaco con:<ul><li>calprotectina fecale già risultata elevata in passato, senza chiara IBD diagnosticata;</li><li>sintomi intestinali variabili.</li></ul></li><li>Il pannello consente:<ul><li>rivalutazione della <strong>calprotectina</strong>;</li><li>aggiunta di marker specifici per neoplasia (M2-PK) e sangue occulto (Hb/Hb-Hp) per decidere se intensificare il work-up (colonscopia).</li></ul></li></ul></li></ol><ol start="5"><li><strong>Follow-up funzionale del “celiaco complesso” con rischio oncologico percepito aumentato</strong><ul><li>Paziente con celiachia + altre patologie digestive/autoimmuni, già oggetto di monitoraggio gastroenterologico, in cui:<ul><li>il clinico voglia affiancare alla sorveglianza clinica/strumentale un <strong>monitoraggio fecale periodico</strong> mirato anche al rischio neoplastico (soprattutto tra una colonscopia e l’altra).</li></ul></li></ul></li></ol>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Esami di monitoraggio intestinale nel paziente celiaco</h2>				</div>
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									<h3>Perché parlare di esami intestinali nella celiachia?</h3><p>La <strong>celiachia</strong> è una malattia che interessa in primo luogo l’intestino, ma non si esaurisce “solo” nella dieta senza glutine.</p><p>Anche seguendo correttamente la dieta, alcune persone possono:</p><ul><li>avere ancora <strong>gonfiore, dolori addominali, diarrea o stitichezza</strong>;</li><li>sentirsi molto stanche, con <strong>carenza di ferro</strong> o altri disturbi;</li><li>chiedersi se l’intestino si sia davvero “ripreso” oppure no.</li></ul><p>Per capire meglio <strong>come sta l’intestino</strong> di una persona celiaca, il medico può utilizzare diversi <strong>esami non invasivi</strong>, che studiano:</p><ul><li>la <strong>flora batterica</strong> intestinale e la produzione di gas;</li><li>la capacità di <strong>digerire e assorbire</strong> alcuni zuccheri;</li><li>lo stato di <strong>infiammazione</strong> e di <strong>permeabilità</strong> della mucosa;</li><li>il rischio di problemi allo <strong>stomaco</strong> o al <strong>colon-retto</strong>.</li></ul><p>In questa scheda trovi una panoramica dei principali test che possono far parte di un percorso di <strong>monitoraggio intestinale nel celiaco</strong>.</p><h3>1. I breath test (esami del respiro)</h3><p>I <strong>breath test</strong> sono esami che si basano sull’analisi dell’aria espirata (“il respiro”) dopo aver assunto una specifica sostanza.<br />Servono soprattutto a capire se:</p><ul><li>alcuni zuccheri vengono <strong>digeriti e assorbiti correttamente</strong>;</li><li>nell’intestino tenue c’è una <strong>crescita eccessiva di batteri</strong>;</li><li>il <strong>transito intestinale</strong> è troppo veloce o troppo lento.</li></ul><p>Nel paziente celiaco possono essere usati tre tipi principali di breath test:</p><h3>1.1 Breath test al lattulosio</h3><p><em>(microbiota del tenue e transito)</em></p><p><strong>Che cos’è</strong><br />Il lattulosio è uno zucchero che l’organismo non assorbe; arriva quindi nell’intestino, dove viene fermentato dai batteri, producendo gas misurabili nel respiro.</p><p><strong>A cosa serve</strong><br />Il breath test al lattulosio aiuta il medico a:</p><ul><li>valutare la presenza di una <strong>sovracrescita batterica nel tenue</strong> (SIBO/IMO);</li><li>avere informazioni sul <strong>tempo di transito</strong> tra bocca e intestino cieco (quanto rapidamente il cibo “viaggia” nell’intestino).</li></ul><p><strong>In che situazioni può essere preso in considerazione</strong><br />Nel celiaco può essere utile quando sono presenti:</p><ul><li><strong>gonfiore importante</strong>, spesso precoce dopo i pasti;</li><li><strong>alvo irregolare</strong> (diarrea, alvo alterno, talvolta stitichezza ostinata);</li><li>sensazione che l’intestino sia “sempre in subbuglio”, nonostante la dieta senza glutine.</li></ul><h3>1.2 Breath test al lattosio</h3><p><em>(intolleranza al lattosio)</em></p><p><strong>Che cos’è</strong><br />Il lattosio è lo zucchero del latte. Per digerirlo serve un enzima, la <strong>lattasi</strong>, presente sui villi intestinali. Se l’enzima è scarso, il lattosio non digerito arriva nell’intestino e viene fermentato dai batteri.</p><p><strong>A cosa serve</strong><br />Il breath test al lattosio permette di capire se c’è un <strong>malassorbimento del lattosio</strong>, cioè una difficoltà a digerire correttamente latte e derivati.</p><p><strong>In che situazioni può essere preso in considerazione</strong><br />Nel celiaco può essere valutato quando:</p><ul><li>dopo <strong>latte, yogurt, gelato, formaggi freschi</strong> compaiono:<ul><li>gonfiore, crampi, rumori intestinali;</li><li>feci molli o diarrea, urgenza di andare in bagno;</li></ul></li><li>si vuole capire se, oltre alla celiachia, è presente anche una <strong>intolleranza al lattosio</strong>.</li></ul><h3>1.3 Breath test al sorbitolo</h3><p><em>(assorbimento di sorbitolo e integrità della mucosa)</em></p><p><strong>Che cos’è</strong><br />Il sorbitolo è un dolcificante presente in molti prodotti “senza zucchero” (chewing gum, caramelle, alcune bevande, dolci) e in alcuni tipi di frutta.</p><p><strong>A cosa serve</strong><br />Il breath test al sorbitolo può dare informazioni su:</p><ul><li>un eventuale <strong>malassorbimento del sorbitolo</strong>;</li><li>lo stato funzionale della <strong>mucosa dell’intestino tenue</strong>, soprattutto se si sospetta un malassorbimento più ampio.</li></ul><p><strong>In che situazioni può essere preso in considerazione</strong><br />Nel paziente celiaco può essere valutato quando:</p><ul><li>è presente <strong>diarrea o gonfiore</strong> legati a prodotti “sugar free” o a specifici cibi;</li><li>nonostante la dieta senza glutine rimangano segni di <strong>malassorbimento</strong>, e il medico voglia capire meglio se la mucosa intestinale sia completamente “guarita”.</li></ul><h3>2. Ricerca dell’antigene fecale di Helicobacter pylori</h3><p><strong>Che cos’è </strong><em>H. pylori</em><br /><em>Helicobacter pylori</em> è un batterio che vive nello <strong>stomaco</strong> e che, in alcune persone, può causare gastrite, ulcera e altri disturbi.</p><p><strong>Che cos’è il test</strong><br />La ricerca dell’<strong>antigene fecale di </strong><em>H. pylori</em> è un esame su <strong>campione di feci</strong> che permette di capire se il batterio è presente.</p><p><strong>A cosa serve nel celiaco</strong><br />Nel paziente celiaco il medico può considerare questo test per:</p><ul><li>approfondire <strong>disturbi di stomaco</strong> (bruciore, dolore epigastrico, digestione difficile);</li><li>valutare possibili cause di <strong>carenza di ferro</strong> non completamente spiegata;</li><li>completare il quadro quando sono presenti <strong>alterazioni del microbiota</strong> o dei gas intestinali (per esempio profili “metano-dominanti” ai breath test).</li></ul><p>Il risultato contribuisce a chiarire se <em>H. pylori</em> possa avere un ruolo nei disturbi riferiti, insieme agli altri dati clinici e strumentali.</p><h3>3. “Gut Screening” fecale</h3><p><em>(istamina, calprotectina, zonulina)</em></p><p>Il cosiddetto <strong>“Gut Screening”</strong> è un pannello di esami che utilizza un <strong>campione di feci</strong> per valutare diversi aspetti dello stato intestinale.</p><h3>3.1 Calprotectina fecale</h3><p><strong>Che cos’è</strong><br />La calprotectina è una proteina rilasciata da cellule coinvolte nell’<strong>infiammazione</strong> intestinale.</p><p><strong>A cosa serve</strong><br />Valori aumentati suggeriscono la presenza di una <strong>infiammazione organica</strong> (per esempio malattie infiammatorie intestinali o altre patologie del colon/ileo), mentre valori bassi sono più compatibili con disturbi di tipo <strong>funzionale</strong>.</p><h3>3.2 Istamina fecale</h3><p><strong>Che cos’è</strong><br />L’istamina è una sostanza coinvolta nelle reazioni di tipo <strong>allergico</strong> e in molte risposte infiammatorie.</p><p><strong>A cosa serve</strong><br />L’istamina fecale è un indicatore <strong>indiretto</strong> di:</p><ul><li>possibile <strong>attivazione mastocitaria</strong> a livello intestinale;</li><li>intestino “iper-reattivo” a determinati alimenti, in particolare quelli ricchi di istamina o che stimolano il rilascio di istamina.</li></ul><h3>3.3 Zonulina fecale</h3><p><strong>Che cos’è</strong><br />La zonulina è una proteina legata alla <strong>permeabilità intestinale</strong>, cioè a quanto la barriera intestinale è “chiusa” o “aperta”.</p><p><strong>A cosa serve</strong><br />La zonulina fecale è un marker <strong>indiretto</strong> di possibile <strong>aumento di permeabilità intestinale</strong> (il cosiddetto <em>“leaky gut”</em>), da interpretare sempre insieme:</p><ul><li>ai sintomi,</li><li>agli altri esami,</li><li>alla storia clinica.</li></ul><h3>Perché questo pannello è interessante nel celiaco?</h3><p>Nel paziente con celiachia, il Gut Screening può aiutare il medico a:</p><ul><li>capire se la persistenza di <strong>disturbi intestinali</strong> dipende da un’infiammazione importante, da una permeabilità alterata o da una reattività particolare ad alcuni alimenti;</li><li>seguire nel tempo l’evoluzione dell’<strong>intestino “complesso”</strong> (celiachia associata ad altre condizioni, disbiosi, sospette intolleranze multiple).</li></ul><h3>4. Screening del carcinoma del colon-retto con esami fecali</h3><p>Lo <strong>screening del colon-retto</strong> nasce per intercettare precocemente <strong>polipi e tumori</strong> del colon e del retto, spesso quando non danno ancora sintomi evidenti.</p><p>Nel paziente celiaco si possono usare, sempre su campione di feci, alcuni esami combinati.</p><h3>4.1 Ricerca del sangue occulto (emoglobina e complesso emoglobina/aptoglobina)</h3><p><strong>Che cos’è</strong><br />Si tratta di test che rilevano la presenza di <strong>tracce di sangue non visibili a occhio nudo</strong> nelle feci, usando metodi immunochimici mirati verso:</p><ul><li>l’<strong>emoglobina (Hb)</strong>;</li><li>il <strong>complesso emoglobina/aptoglobina (Hb/Hp)</strong>.</li></ul><p><strong>A cosa serve</strong><br />La presenza di sangue occulto può far sospettare:</p><ul><li>la presenza di <strong>lesioni</strong> che sanguinano (polipi, tumori, infiammazioni, emorroidi, ecc.);</li><li>la necessità di ulteriori approfondimenti, come la <strong>colonscopia</strong>, a giudizio del medico.</li></ul><h3>4.2 Calprotectina fecale</h3><p>Nel contesto dello screening colorettale, la <strong>calprotectina fecale</strong> è un ulteriore indicatore di possibile <strong>infiammazione o patologia organica</strong> a carico dell’intestino, utile come informazione aggiuntiva accanto alla ricerca del sangue occulto.</p><h3>4.3 Piruvato chinasi M2 (M2-PK) fecale</h3><p><strong>Che cos’è</strong><br />La M2-PK è un enzima legato al <strong>metabolismo delle cellule in rapida crescita</strong>, come le cellule tumorali.</p><p><strong>A cosa serve</strong><br />Il dosaggio della M2-PK fecale è un test che può aumentare la <strong>sensibilità di uno screening fecale</strong> per lesioni colorettali, perché fornisce informazioni sul <strong>metabolismo</strong> delle cellule presenti nel colon-retto.</p><h3>Che ruolo ha questo pannello nel celiaco?</h3><p>Nella persona con celiachia, in particolare:</p><ul><li>in <strong>età da screening colon-retto</strong>;</li><li>in presenza di <strong>disturbi dell’alvo</strong> (diarrea, stitichezza nuova, sangue o muco);</li><li>o quando esistono <strong>fattori di rischio aggiuntivi</strong> (familiarità, precedenti polipi, altre malattie intestinali),</li></ul><p>un pannello fecale che includa sangue occulto, calprotectina e M2-PK può contribuire a:</p><ul><li>selezionare chi debba essere inviato con maggiore priorità a colonscopia;</li><li>monitorare nel tempo la situazione intestinale tra una colonscopia e l’altra, secondo le indicazioni dello specialista.</li></ul><h3>5. Un messaggio finale per il paziente celiaco</h3><ul><li>Questi esami <strong>non sostituiscono</strong> la dieta senza glutine, ma la <strong>affiancano</strong> per capire meglio come sta il tuo intestino.</li><li>Nessun singolo test, da solo, dà “tutte le risposte”: i risultati vanno sempre interpretati dal medico alla luce dei <strong>tuoi sintomi</strong>, della tua <strong>storia clinica</strong> e degli altri esami.</li><li>Se ti vengono proposti uno o più di questi esami, può essere utile chiedere:<ul><li>“Che cosa vuole capire questo esame, nel mio caso?”</li><li>“Come si integrerà con gli altri controlli che sto facendo?”</li></ul></li></ul><p>L’obiettivo non è fare esami “in più”, ma costruire, insieme al team curante, un <strong>monitoraggio intestinale personalizzato</strong>, adatto alla tua storia di <strong>paziente celiaco</strong>, oggi e nel tempo.</p>								</div>
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		<title>Celiachia e &#8220;Terrorismo Alimentare&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 09:55:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Celiachia e &#8221; Terrorismo Alimentare&#8221;: Quando la Legge è più Chiara del Prontuario Da oltre vent’anni, la comunità dei celiaci in Italia convive con una cappa di incertezza e timore. &#8220;Posso mangiarlo?&#8221;, &#8220;Sarà contaminato?&#8221;, &#8220;Perché manca la Spiga Sbarrata?&#8221;. Domande legittime che, troppo spesso, hanno ricevuto risposte basate più su logiche di marketing e interessi economici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4089" class="elementor elementor-4089" data-elementor-post-type="post">
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Celiachia e " Terrorismo Alimentare": Quando la Legge è più Chiara del Prontuario</h3>				</div>
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									<p>Da oltre vent’anni, la comunità dei celiaci in Italia convive con una cappa di incertezza e timore. <em>&#8220;Posso mangiarlo?&#8221;, &#8220;Sarà contaminato?&#8221;, &#8220;Perché manca la Spiga Sbarrata?&#8221;</em>. Domande legittime che, troppo spesso, hanno ricevuto risposte basate più su logiche di marketing e interessi economici che su reali evidenze medico-scientifiche.</p><p>Oggi emerge una verità che <strong>Assoceliaci</strong> sostiene da tempo: la normativa europea è diventata così stringente da tutelare il consumatore celiaco molto più di quanto facciano alcune linee guida private.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La Svolta nel Prontuario 2024: La resa dell'AIC</h2>				</div>
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									<p>Il dato sorprendente è che persino l&#8217;<strong>AIC (Associazione Italiana Celiachia)</strong>, nel suo Prontuario 2024, è stata costretta ad ammettere ciò che la legge sancisce da anni:</p><p><em>&#8220;Il celiaco oggi può affidarsi alla sola lettura dell’etichetta: la normativa europea ha reso quest&#8217;ultima una fonte sicura e affidabile di tutte le informazioni utili al consumatore.&#8221;</em></p><p>Con questa dichiarazione, sottoscritta dai vertici dell&#8217;associazione stessa confermano che è sufficiente scegliere prodotti con la dicitura <strong>&#8220;senza glutine&#8221;</strong> o analizzare correttamente gli ingredienti. È un’ammissione che smantella decenni di quello che possiamo definire <strong>&#8220;terrorismo alimentare&#8221;</strong>.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">L’ABC del Celiaco: Un protocollo senza base scientifica</h2>				</div>
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									<p>Per anni, il cosiddetto &#8220;ABC del celiaco&#8221; ha alimentato l&#8217;ansia dei pazienti, asl e medici, spingendoli a credere che senza un bollino specifico ogni pasto fosse un rischio. Eppure, questo protocollo fornisce spesso indicazioni <strong>contrarie alla legge</strong>, specialmente per quanto riguarda gli additivi, con oltre 40 eccezioni difficili anche da imparare. Oltre a questo:</p><ul><li><strong>Assenza di basi scientifiche:</strong>Non esistono evidenze mediche o tecniche sui processi produttivi che confermino le restrizioni dell&#8217;ABC.</li><li><strong>Mancanza di paternità:</strong>Non si conoscono gli autori di tali linee guida; non hanno validità legale né accademica.</li><li><strong>Incongruenza social:</strong>È paradossale che, nonostante l&#8217;apertura ufficiale alle etichette, nei gruppi social legati all&#8217;associazionismo tradizionale si continui a etichettare come &#8220;a rischio&#8221; tutto ciò che non è definito dal claim &#8220;senza glutine&#8221;, ignorando le norme civili vigenti.</li></ul><p style="background: white;"> </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Oltre il "Claim": La Scienza contro il Business</h2>				</div>
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									<p>Perché si continua a censurare o bannare chi segnala che molti snack famosi sono sicuri, pur non riportando il claim &#8220;senza glutine&#8221;? La risposta sembra risiedere in un palese <strong>conflitto di interessi</strong>.</p><p>L’Associazione Italiana Celiachia incassa circa <strong>1,4 milioni di euro</strong> dalla concessione del marchio &#8220;Spiga Sbarrata&#8221; e “Prontuario degli Alimenti”, a fronte di costi per stipendi che sfiorano il milione di euro. Crediamo fermamente che un&#8217;attività sociale non debba trasformarsi in un impero commerciale basato sulla restrizione alimentare immotivata.</p><p> </p><p style="background: white;"> </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La realtà medico-legale parla chiaro:</h2>				</div>
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									<ol><li><strong>L&#8217;etichetta è Legge:</strong>Il Regolamento UE 1169/2011 impone di indicare chiaramente qualsiasi ingrediente contenente glutine.</li><li><strong>Sicurezza UE:</strong>Se un prodotto non presenta ingredienti vietati o allergeni dichiarati, è sicuro.</li><li><strong>No ai falsi allarmi:</strong>Non esiste alcuna ragione medica per escludere alimenti che, per legge, sono privi di allergeni in etichetta.</li></ol><p style="background: white;"> </p>								</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Obiettivo: Migliorare la Qualità della Vita</h3>				</div>
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									<p>La conseguenza di queste politiche restrittive è la <strong>segregazione sociale</strong> e lo stress cronico. La salute non è solo assenza di malattia, ma anche benessere psicologico e serenità nel gesto quotidiano di fare la spesa.</p><p>È tempo di dire basta a restrizioni senza fondamento scientifico. È tempo di restituire ai celiaci la libertà di scegliere basandosi sui <strong>fatti</strong> e sulla <strong>legge</strong>, non sui marchi privati.</p><p><strong>Assoceliaci: gli unici che hanno davvero a cuore la tua salute e la tua libertà.</strong></p><p style="background: white;"> </p>								</div>
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		<title>Elison HD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 14:27:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partner]]></category>
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					<description><![CDATA[Assoceliaci e Elison HD: insieme per la consapevolezza e l’empowerment della persona celiaca.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4012" class="elementor elementor-4012" data-elementor-post-type="post">
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					<h1 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Assoceliaci x Gluten Detect</h1>				</div>
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									<p><strong>Assoceliaci e Elison HD: insieme per la consapevolezza e l’empowerment della persona celiaca.</strong></p><p>Assoceliaci annuncia con entusiasmo una nuova collaborazione senza fini di lucro con Elison HD, azienda distributrice per l’Italia, del rinomato sistema di test per la rilevazione del glutine Gluten Detect.</p><p>Questa partnership nasce dal desiderio condiviso di offrire alla comunità celiaca strumenti pratici e scientificamente validati per una gestione della dieta senza glutine più serena, informata e fondata su dati oggettivi.</p><p>Per anni, la contaminazione involontaria da glutine ha rappresentato un problema difficile da affrontare, spesso accompagnato da disagio fisico e stress emotivo.<br />In molti casi, il sospetto di un’esposizione al glutine, durante una cena, in un locale o in contesti conviviali, restava privo di una prova concreta.</p><p>Gluten Detect cambia questo scenario:</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Che cos’è Gluten Detect</h2>				</div>
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									<p>Gluten Detect è un dispositivo conforme alla normativa europea sui test diagnostici in vitro (IVD), basato sulla rilevazione dei <strong>peptidi immunogenici del glutine (GIP)</strong>, frammenti che resistono alla digestione e rappresentano un indicatore affidabile dell’ingestione di glutine.</p><p>Si tratta di una tecnologia già utilizzata anche in contesti clinici attraverso la versione professionale dedicata ai laboratori e agli ospedali, consigliata per il follow up anche dall&#8217;Associazione Gastroenterologia Spagnola.</p><h3><span style="color: #f8c700;">Perché è utile</span></h3><ul><li>Permette di verificare in autonomia l’eventuale esposizione al glutine, anche quando non ci sono sintomi evidenti.</li><li>Offre un supporto nel follow-up quotidiano, soprattutto quando si mangia fuori casa o si vive in ambienti misti.</li><li>Aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza personale nella gestione della dieta.</li></ul><p>Gluten detect è quindi un test affidabile e validato scientificamente che consente di verificare in modo oggettivo la possibile contaminazione da glutine.<br />Un passo avanti decisivo per ogni persona celiaca che desidera maggiore sicurezza e consapevolezza nella propria quotidianità.</p><p>Nel pieno rispetto della propria missione, Assoceliaci promuove il test Gluten Detect all’interno della community in totale trasparenza e senza alcun ritorno economico.</p><p>La collaborazione è completamente no-profit. Assoceliaci non percepisce alcun guadagno dalla vendita del prodotto.</p><p>L’unico obiettivo è favorire l’accesso a uno strumento utile e affidabile per la salute dei propri associati.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Il progetto di Assoceliaci</h2>				</div>
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									<p>Nei prossimi mesi, Assoceliaci realizzerà un percorso di divulgazione e verifica sul campo, documentando l’esperienza di utilizzo del test in situazioni reali, incluse uscite nei ristoranti. L’obiettivo è fornire informazioni chiare, basate su evidenze scientifiche e non su percezioni o timori, promuovendo un approccio più sereno alla vita gluten free.</p>								</div>
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									<h3 style="color: #f8c700;">Vantaggi per la community</h3><p>Agli iscritti e ai membri della community sarà dedicata una condizione agevolata sull’acquisto dei test Gluten Detect.</p>								</div>
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									<p>Tutti gli iscritti e i membri della community Assoceliaci possono usufruire di uno sconto del 5% sull’acquisto dei test Gluten Detect.</p><p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Codice sconto: <strong data-start="447" data-end="462">TESTGLUTINE</strong><br data-start="462" data-end="465" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Valido sul sito: <a class="decorated-link" href="https://glutendetect.it" target="_new" rel="noopener" data-start="489" data-end="512">https://glutendetect.it</a></p>								</div>
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									<p>Il valore più grande di questa iniziativa non risiede solo nel test, ma nella <strong>libertà</strong> che restituisce a ogni persona celiaca.</p><p>Gluten Detect non è solo un rilevatore, ma un vero e proprio strumento di empowerment che consente di:</p><ul><li>Aumentare la consapevolezza, comprendendo meglio quali contesti possono comportare un rischio reale di contaminazione.</li><li>Potersi prendere cura della propria salute, un malessere in caso di negatività del test Gluten Detect ci fa capire che non era collegabile ad una specifica occasione conviviale e ci permette di curare al meglio sintomi riferiti probabilmente ad altro. Non sempre è colpa del glutine.</li></ul><p>Grazie a questa collaborazione, Assoceliaci e Elison HD condividono un impegno comune: costruire un futuro in cui il celiaco possa vivere con maggiore serenità, sicurezza e autonomia.</p>								</div>
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		<title>Etichettatura e nuova Dose di Riferimento del Glutine</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2025 10:40:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[cosa cambia per le persone celiache Un comitato congiunto FAO/OMS di esperti mondiali, tra cui Carolina Ciacci e Jason Tyd-Din ha recentemente pubblicato nel mese di novembre 2025 una raccomandazione fondamentale per la sicurezza alimentare delle persone con celiachia e allergia al grano:👉 una Reference Dose (RfD) di 4 mg di glutine come valore di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="3968" class="elementor elementor-3968" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">cosa cambia per le persone celiache</h2>				</div>
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									<p><br />Un comitato congiunto FAO/OMS di esperti mondiali, tra cui Carolina Ciacci e Jason Tyd-Din ha recentemente pubblicato nel mese di novembre 2025 una raccomandazione fondamentale per la sicurezza alimentare delle persone con celiachia e allergia al grano:<br /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> una Reference Dose (RfD) di 4 mg di glutine come valore di riferimento per l’etichettatura precauzionale (PAL – Precautionary Allergen Labelling).</p><p>Questa decisione segna un passo avanti verso un sistema di etichettatura basato sul rischio, più coerente e più sicuro.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Perché è stata introdotta una RfD di 4 mg</h2>				</div>
				</div>
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									<p>La celiachia non è un’allergia “acuta”, ma una condizione cronica autoimmune.<br />A differenza delle allergie IgE-mediate (come quelle a latte o uovo), dove il rischio è immediato, nella celiachia il rischio deriva da una somma di piccole esposizioni continue nel tempo, che possono causare danni intestinali cumulativi.</p><p>Gli esperti FAO/OMS hanno quindi modellato scenari realistici di consumo quotidiano di alimenti con contaminazioni accidentali di glutine.<br /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> I risultati hanno dimostrato che, con RfD comprese tra 5 e 10 mg per singola porzione, l’esposizione giornaliera di glutine per un celiaco è ampiamente al di sotto della soglia di sicurezza di 10 mg al giorno — considerata il limite non tossico per la maggior parte dei celiaci.</p><p>Per prudenza e coerenza con altre allergie alimentari, il comitato ha raccomandato una RfD di 4 mg di glutine per porzione, ancora più cautelativa e precauzionale, come base per decidere se applicare o meno un avviso PAL (“può contenere&#8230;”).</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">In parole semplici: cosa significa per i celiaci</h2>				</div>
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									<p>Quando verrà approvata la normative relativa al può contenere potremmo avere indicazioni del può contenere solo sopra 4mg per porzione.</p>								</div>
				</div>
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									<p>4 mg è un valore sicuro:</p>								</div>
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									<p>È stato scelto proprio per proteggere dal rischio cronico di superare i 10 mg giornalieri totali di glutine, anche in caso di più alimenti contaminati in modo accidentale.</p>								</div>
				</div>
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									<p>Più chiarezza e meno etichette “può contenere” inutili:</p>								</div>
				</div>
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									<p>Applicare la PAL solo quando la presenza accidentale può davvero superare la RfD di 4 mg renderà l’etichettatura più chiara e coerente, riducendo l’abuso di avvertenze precauzionali e facilitando le scelte alimentari sicure.</p>								</div>
				</div>
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									<p>Migliore accesso a cibi sicuri:</p>								</div>
				</div>
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									<p>Molti prodotti oggi riportano “può contenere glutine”, anche quando il rischio reale è minimo. Da tempo il Ministero della Salute e la Corte dei Conti Europea chiedono che la dicitura “può contenere” venga normata perché vieta ingiustamente alimenti che non contengono allergeni, scaricando la responsabilità di acquisto sul consumatore. Per tale motivo già molte associazioni europee (Germania, Austria, Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia) autorizzano il consumo di alimenti con dicitura “può contenere” perché viene usata come disclaimer legale. Negli esami condotti da Assoceliaci tra il 2024 e 2025 non abbiamo mai riscontrato tracce di glutine nei prodotti con dicitura può contenere, un risultato in linea con il più importante studio europeo a riguardo.</p>								</div>
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									<p><br />Con il nuovo approccio, la sicurezza resta garantita, ma aumentano le opzioni disponibili per chi segue una dieta senza glutine.</p>								</div>
				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">In sintesi</h2>				</div>
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									<p>La RfD di 4 mg di glutine è stata stabilita da FAO/OMS nel 2025 come valore di riferimento per l’etichettatura precauzionale basata sul rischio (PAL) anche per la celiachia.</p><p>Protegge le persone celiache da esposizioni croniche superiori a 10 mg al giorno.</p><p>Ridurrà l’uso eccessivo e l’abuso attuale delle diciture “può contenere”, migliorando chiarezza, sicurezza e accessibilità.</p><p>Il limite per i prodotti “senza glutine” (≤20 mg/kg) resta invariato, ma la nuova RfD armonizza i criteri per una migliore gestione del rischio.</p><p style="background: white;"> </p>								</div>
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									<p style="background: white;">FAO/WHO (2025), Ad hoc Joint FAO/WHO Expert Consultation on Risk Assessment of Food Allergens – Reference Dose(s) for cereals containing gluten or gluten, Roma.</p><p><a href="https://openknowledge.fao.org/items/0a455421-491b-4c44-a786-83c51452bdef" target="_blank" rel="noopener">https://openknowledge.fao.org/items/0a455421-491b-4c44-a786-83c51452bdef</a></p>								</div>
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		<title>Confronto tra il Prof. Umberto Volta e Assoceliaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 11:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Un celiaco può leggere le etichette dei prodotti alimentari senza rischi Il 15 ottobre 2025 Il professor Umberto Volta allergologo ed immunologo membro scientifico del comitato della Associazione Italiana Celiachia (AIC)  è stato protagonista della trasmissione Elisir parlando della celiachia e della sua corretta gestione. Abbiamo seguito con grande interesse la discussione, in cui il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="3933" class="elementor elementor-3933" data-elementor-post-type="post">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Un celiaco può leggere le etichette dei prodotti alimentari senza rischi</h2>				</div>
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									<p>Il 15 ottobre 2025 Il professor Umberto Volta allergologo ed immunologo membro scientifico del comitato della Associazione Italiana Celiachia (AIC)  è stato protagonista della trasmissione Elisir parlando della <strong>celiachia</strong> e della sua corretta gestione.</p><p style="text-align: center;">Abbiamo seguito con grande interesse la discussione, in cui il Professore ha fornito dati estremamente importanti per la comunità celiaca, come la percentuale di complicanze, confermando che oggi i casi gravi sono <strong>meno dell&#8217;1%</strong> del totale dei celiaci diagnosticati, grazie anche alla diagnosi più precoce e alla corretta aderenza alla dieta senza glutine.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default"> Il Dissenso sulle "Contaminazioni Subdole" e il Chiarimento</h2>				</div>
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									<p>Un punto specifico sollevato in trasmissione ha tuttavia destato la nostra attenzione, generando preoccupazione tra i pazienti: l&#8217;affermazione secondo cui il glutine si troverebbe in maniera <strong>&#8220;</strong><strong>subdola in tantissimi alimenti anche commerciali, come patatine, caramelle e altre cose&#8221;</strong>.</p><p>Ritenendo questa una disinformazione grave, potenzialmente in grado di alimentare un <strong>&#8220;allarmismo ingiustificato&#8221;</strong> sul concetto di rischio e contaminazione, Assoceliaci ha immediatamente contattato il Prof. Volta per un chiarimento.</p><p>Siamo lieti di condividere la sua <strong>risposta immediata ed estremamente cortese</strong>, che attesta la sua grande professionalità e l&#8217;impegno per la corretta informazione scientifica.</p><p>Il Professor Volta, ci ha prontamente confermato che si è trattato di un <strong>fraintendimento</strong> o di una semplificazione eccessiva nel contesto televisivo, dichiarando testualmente:</p>								</div>
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									<p>“<strong><u>se un celiaco legge attentamente le etichette che oggi sono quanto mai precise e circostanziate non corre alcun rischio di incorrere in contaminazioni involontarie legate all’assunzione di prodotti commerciali”…. “Questo vale per i celiaci, vale per gli allergici, vale per tutta la popolazione generale per seguire una alimentazione corretta ed evitare rischi nutrizionali</u></strong><strong>”</strong></p><p><strong> </strong></p><p><strong>Il prof Volta con queste frasi smentisce categoricamente ogni allusione che il glutine sia presente in forma subdola! Infatti per legge tutti gli allergeni, anche i cereali con glutine, sono SEMPRE scritti in nelle etichette dei prodotti in commercio.  </strong></p><p><strong>In considerazione delle numerose analisi svolte da Assoceliaci sui prodotti in commercio, dalla normativa vigente e dalle spiegazioni del Ministero della salute, il chiarimento del Prof Volta è</strong><strong> fondamentale.</strong></p><p>In Italia, la <strong>normativa sull&#8217;etichettatura</strong> (Regolamento UE n. 1169/2011 sugli allergeni e il Regolamento n. 382/2021 sulla gestione degli allergeni) offre una garanzia di sicurezza. Se un prodotto non contiene glutine tra gli ingredienti, <strong>è sicuro per il celiaco al</strong> <strong>100%!</strong></p><p> </p><p>Assoceliaci: FATTI, NO FAKE.</p><p style="background: white;"> </p>								</div>
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