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Indicazioni per la richiesta dei Breath Test
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Esami di monitoraggio intestinale nel paziente celiaco
MEDyLAB – Biochimica Clinica Avanzata è un laboratorio diagnostico d’avanguardia fondato dal Dr. Giuseppe Cardillo, specializzato in analisi innovative che vanno oltre i tradizionali esami clinici previsti dal SSN.
Nato a Napoli e con sede operativa a Bologna, MEDyLAB si distingue per un approccio rivoluzionario alla diagnostica: non si limita al semplice dosaggio degli analiti, ma fornisce referti completi arricchiti da grafici e indici funzionali in grado di intercettare stati patologici sub-clinici molto prima che la malattia si manifesti clinicamente.
Il fiore all’occhiello del laboratorio sono gli esami diagnostici non invasivi effettuati su saliva o espirato, che permettono di eseguire analisi sofisticate senza necessità di prelievo ematico. Tra i servizi più innovativi sul benessere intestinale:
- Breath test al lattulosio per la Sovracrescita Batterica nell’Intestino Tenue: valutazione della funzionalità dell’apparato gastrointestinale
- Breath test al lattosio per la diagnosi non invasiva d’intolleranza al lattosio
- Gut Screening per la valutazione di zonulina, calprotectina e istamina fecale per la valutazione degli stati infiammatori
- Screening del carcinoma del colon retto
MEDyLAB rappresenta il futuro della medicina preventiva: individuare le alterazioni prima che diventino patologie conclamate significa intervenire tempestivamente, spesso con minore ricorso alla terapia farmacologica e maggiore efficacia terapeutica.
Una partnership al servizio della salute celiaca
La collaborazione tra Assoceliaci e MEDyLAB nasce da una visione condivisa: rendere la diagnostica gastrointestinale avanzata accessibile a tutti coloro che convivono con la celiachia o sospettano di soffrire di disturbi correlati.
Per chi è celiaco, il benessere intestinale non si limita all’eliminazione del glutine dalla dieta. Spesso, la celiachia può associarsi o mascherare altre problematiche come la SIBO (sovracrescita batterica intestinale), alterazioni della permeabilità intestinale, o squilibri del microbiota che possono compromettere qualità di vita e assorbimento dei nutrienti.
MEDyLAB, con la sua expertise in diagnostica gastrointestinale avanzata e test non invasivi, offre strumenti diagnostici essenziali per approfondire lo stato di salute intestinale, mentre Assoceliaci si impegna da sempre a garantire informazione scientifica corretta e supporto concreto alla comunità celiaca. insieme, si metteranno a punto anche nuovi test da offrire, primi in Italia, agli iscritti ad Assoceliaci.
I vantaggi della partner
Grazie a questa collaborazione, tutti gli associati di Assoceliaci potranno accedere ai servizi diagnostici di MEDyLAB con condizioni agevolate:
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✓ Modalità comode e non invasive: test su saliva o tampone buccale, con kit inviati direttamente a domicilio
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Un passo avanti nella cura di sé
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Indicazioni per la richiesta dei breath test
Celiachia e rischio di SIBO/IMO: razionale fisiopatologico
Nel paziente con celiachia, la maggiore predisposizione a SIBO (e talora a profili metano-dominanti/IMO) è verosimilmente legata a una combinazione di fattori:
- Alterazioni della motilità del tenue nelle fasi attive di malattia, con ridotta “clearance” batterica e maggiore suscettibilità alla colonizzazione anomala. Questo è uno dei meccanismi più citati nelle revisioni sul legame CeD–SIBO.
- Danno mucosale e disfunzione della barriera, che modificano l’ecosistema intestinale e l’immunità locale, favorendo squilibri microbici nel tenue.
- Persistenza di sintomi nonostante dieta aglutinata, contesto in cui la SIBO risulta riportata con una prevalenza non trascurabile e rappresenta una possibile concausa del quadro IBS-like del celiaco.
In sintesi, nel celiaco sintomatico la SIBO/IMO costituisce un’ipotesi patogenetica coerente e testabile, utile soprattutto quando i disturbi persistono nonostante un follow-up standard e una GFD verosimilmente corretta.
1. Breath test al lattulosio
Obiettivi principali
- Valutazione indiretta di sovracrescita batterica del tenue (SIBO).
- Valutazione del tempo di transito oro-ciecale.
Indicazioni cliniche principali
- Sospetto di SIBO, in particolare se:
- gonfiore/meteorismo importante, spesso precoce dopo i pasti;
- crampi o dolore addominale ricorrente;
- alvo diarroico o alvo alterno (diarrea/stipsi);
- peggioramento dopo pasti ricchi di carboidrati fermentabili;
- alitosi “da fermentazione”.
- Presenza di fattori di rischio per SIBO, quali:
- malattia celiaca (specialmente se non completamente compensata);
- pregresse resezioni intestinali, anse cieche, diverticoli del tenue;
- disturbi della motilità intestinale (es. diabete con neuropatia, connettiviti, ecc.);
- uso cronico di inibitori di pompa protonica e/o stasi intestinale.
- Valutazione del transito intestinale:
- sospetto transito accelerato (diarrea da transito rapido);
- sospetto transito rallentato (stipsi severa, pseudo-ostruzione, ecc.).
2. Breath test al lattosio
Obiettivo principale
- Diagnosi di malassorbimento/intolleranza al lattosio.
Indicazioni cliniche principali
- Sono presenti sintomi suggestivi dopo l’assunzione di latte e derivati:
- gonfiore, borborigmi, meteorismo;
- crampi addominali;
- alvo diarroico o feci molli, urgenza evacuativa.
- In caso di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) con:
- chiara correlazione dei sintomi con l’assunzione di latticini;
- dubbio ruolo del lattosio come fattore scatenante o aggravante.
- In presenza di celiachia o altre enteropatie in cui si sospetti:
- ipolattasia secondaria da danno mucoso;
- necessità di definire il grado di restrizione dei latticini nella dieta.
- Nella fascia pediatrica/adolescenziale, quando:
- vi siano disturbi addominali ricorrenti correlabili ai latticini;
- calo o rallentamento della crescita con sospetto ruolo del malassorbimento di lattosio.
3. Breath test al sorbitolo
Obiettivi principali
- Valutazione del malassorbimento del sorbitolo.
- Valutazione funzionale dell’integrità della mucosa del tenue (malassorbimento globale), in particolare nel paziente celiaco.
Indicazioni cliniche principali
- Si sospetta intolleranza specifica al sorbitolo, con sintomi quali:
- gonfiore e meteorismo post-prandiale;
- diarrea o alvo accelerato;
- sintomi correlati all’assunzione di prodotti “sugar free” (chewing gum, caramelle, bevande, dolciumi contenenti sorbitolo) o ad alcuni tipi di frutta.
- Nel contesto di malattia celiaca:
- per valutare la presenza di malassorbimento globale in soggetti con sintomi persistenti;
- come indicatore funzionale di danno mucoso ancora presente nonostante dieta aglutinata riferita come corretta.
- In pazienti con enteropatie croniche (oltre la celiachia) con:
- diarrea cronica;
- calo ponderale;
- sospetto malassorbimento di più nutrienti, per supportare la valutazione del grado di compromissione mucosa.
Ricerca dell’antigene fecale di Helicobacter pylori
Obiettivo principale
- Diagnosi non invasiva di infezione da Helicobacter pylori in pazienti con celiachia accertata.
- Verifica dell’avvenuta eradicazione dopo terapia.
Indicazioni cliniche principali
- Dispepsia di tipo “ulceroso”
- bruciore o dolore epigastrico (sede gastrica), soprattutto:
- a digiuno o di notte;
- con parziale sollievo dopo cibo o farmaci antiacidi/PPI;
- assenza di segni di allarme maggiori (calo ponderale importante, vomito ricorrente, ematemesi/melena, disfagia).
- bruciore o dolore epigastrico (sede gastrica), soprattutto:
- Anemia sideropenica persistente / non spiegata
- sideropenia o anemia sideropenica che:
- persiste nonostante adeguata dieta aglutinata e supplementazione di ferro;
- non trova spiegazione in perdite ematiche evidenti (ginecologiche, gastroenteriche documentate) o scarso apporto.
- sideropenia o anemia sideropenica che:
- Ulcera gastroduodenale documentata
- ulcera gastrica o duodenale evidenziata all’endoscopia, con:
- quadro istologico non conclusivo per pylori oppure
- necessità di conferma/valutazione non invasiva dell’infezione.
- ulcera gastrica o duodenale evidenziata all’endoscopia, con:
- Controllo post-eradicazione di pylori
- paziente celiaco trattato con terapia di eradicazione, nel quale si voglia:
- verificare l’avvenuta eradicazione;
- da eseguire:
- ≥ 4 settimane dopo la fine della terapia antibiotica;
- con sospensione degli inibitori di pompa protonica (PPI) da almeno 14 giorni.
- paziente celiaco trattato con terapia di eradicazione, nel quale si voglia:
- Breath test con area metano > area idrogeno (“quadro metano-dominante”)
- breath test (lattulosio, lattosio o glucosio) che mostri area sottesa alla curva del metano (CH₄) superiore all’area sottesa alla curva dell’idrogeno (H₂);
Gut Screening fecale
(istamina, calprotectina, zonulina su unico campione di feci)
“Leaky gut” nella celiachia: significato clinico e inquadramento storico
Per “leaky gut” si intende un aumento della permeabilità intestinale legato a disfunzione delle tight junctions. La celiachia rappresenta uno dei modelli clinici meglio studiati di questa alterazione:
- L’esposizione a gliadina può indurre rilascio di zonulina, con conseguente apertura delle tight junctions e incremento della permeabilità; questo asse è considerato un passaggio chiave nella fisiopatologia della CeD.
- Gran parte della conoscenza moderna sulla via della zonulina deriva proprio dagli studi sulla gluten-sensitive enteropathy, e la sua descrizione come modulatore umano della permeabilità si è consolidata storicamente in ambito celiaco.
Parallelamente, l’altro grande ambito clinico in cui il tema della permeabilità aumentata ha ricevuto forte impulso è la cirrosi, nel contesto dell’asse intestino–fegato e della traslocazione batterica/infiammatoria.
Per il follow-up del celiaco con sintomi persistenti, il concetto di aumentata permeabilità aiuta a integrare in modo coerente:
- marker di barriera (es. zonulina nei pannelli fecali),
- disbiosi/SIBO,
- e indicatori di attivazione immunitaria mucosale.
Obiettivo principale
- Valutazione globale, non invasiva, dello stato infiammatorio e della permeabilità/reattività della mucosa intestinale nel paziente con celiachia accertata, tramite:
- calprotectina fecale → marker di infiammazione intestinale (soprattutto colon/ileo terminale);
- istamina fecale → indicatore indiretto di attivazione mastocitaria e fenomeni di tipo “allergico/intolleranzistico” a livello intestinale;
- zonulina fecale → marker indiretto (e con limiti interpretativi) di alterata permeabilità intestinale (leaky gut).
In sintesi, nel celiaco sintomatico la SIBO/IMO costituisce un’ipotesi patogenetica coerente e testabile, utile soprattutto quando i disturbi persistono nonostante un follow-up standard e una GFD verosimilmente corretta.
Indicazioni cliniche principali
- Persistenza di sintomi intestinali nonostante dieta aglutinata corretta
- gonfiore, meteorismo, alvo diarroico o alterno, crampi addominali;
- sintomi che persistono o ricompaiono nonostante:
- buona aderenza alla dieta senza glutine (documentata / verosimile);
- normalizzazione o netto miglioramento dei marker sierologici di celiachia;
- obiettivo: differenziare tra:
- quadro infiammatorio intestinale significativo (↑ calprotectina),
- prevalente componente funzionale/disbiotica/intolleranze (istamina, zonulina).
- Sospetto di malattia infiammatoria intestinale (IBD) associata o alternativa alla celiachia
- presenza di diarrea cronica, sangue o muco nelle feci, calo ponderale, febbricola, aumento indici di flogosi sistemici;
- la calprotectina fecale è utile come test di screening per:
- distinguere più verosimilmente tra quadro organico infiammatorio (IBD, colite, enterite) e disturbo funzionale;
- nel celiaco sintomatico consente di orientare:
- necessità/urgenza di approfondimento endoscopico.
- Celiaco con sospetto aumentata permeabilità intestinale / “leaky gut”
- sintomi sistemici e intestinali che fanno sospettare un coinvolgimento più ampio della barriera intestinale, ad esempio:
- intolleranze multiple riferite (a cibi diversi dal glutine);
- stanchezza cronica, malessere aspecifico associato ai pasti;
- concomitante patologia autoimmune/infiammazione sistemica;
- la zonulina fecale viene utilizzata come marker indiretto di aumentata permeabilità:
- valori elevati suggeriscono alterazione della barriera intestinale;
- da interpretare sempre in associazione al quadro clinico e agli altri parametri (non è un test “diagnostico” isolato).
- sintomi sistemici e intestinali che fanno sospettare un coinvolgimento più ampio della barriera intestinale, ad esempio:
- Sospetto di componente istaminergica / attivazione mastocitaria intestinale
- paziente celiaco con:
- sintomi post-prandiali rapidi (flushing, malessere, cefalea, prurito, orticaria, sensazione di “reazione” a molti cibi);
- disturbi intestinali associati (dolore, alvo alterato) che sembrano correlati a specifici alimenti ricchi di istamina o istamino-liberatori (formaggi stagionati, insaccati, vino, alcuni pesci, ecc.);
- la istamina fecale viene utilizzata come indicatore indiretto di:
- eccessiva liberazione di istamina a livello intestinale;
- possibile coinvolgimento di meccanismi di intolleranza/allergia non IgE-mediata o di Mast Cell Activation;
- utile per:
- orientare l’eventuale valutazione allergologica/immunologica;
- guidare trial dietetici mirati (es. dieta a basso contenuto di istamina, da gestire con nutrizionista).
- paziente celiaco con:
- Follow-up funzionale del celiaco “complesso”
- pazienti già in carico con:
- celiachia + altre patologie autoimmuni;
- celiachia + pregresso quadro di SIBO/IMO, disbiosi, intolleranze complesse;
- utilizzo del Gut Screening per:
- monitorare nel tempo l’evoluzione di infiammazione (calprotectina),
- permeabilità/intestino “iper-reattivo” (zonulina, istamina),
- in risposta a interventi dietetici, probiotici, modulazione del microbiota, ecc.
- pazienti già in carico con:
Screening del carcinoma del colon-retto (paziente celiaco)
(sangue occulto fecale Hb + complesso Hb/Hp, calprotectina fecale, piruvato chinasi M2 su feci)
Obiettivo principale
- Fornire, nel paziente celiaco adulto, uno screening non invasivo per neoplasie colorettali attraverso un pannello fecale composto da:
- ricerca del sangue occulto con metodo immunochimico su:
- emoglobina (Hb) e
- complesso aptoglobina/emoglobina (Hb/Hp) – che può migliorare la sensibilità rispetto al solo Hb;
- calprotectina fecale → marker di infiammazione intestinale potenzialmente associata a lesioni neoplastiche o infiammatorie;
- piruvato chinasi isoenzima M2 (M2-PK) fecale → marker metabolico tumorale con buona sensibilità e specificità per carcinoma colorettale.
- ricerca del sangue occulto con metodo immunochimico su:
Indicazioni cliniche principali
- Screening età-correlato nel celiaco asintomatico
- Paziente celiaco asintomatico a livello colorettale, che rientra nei criteri di screening per la popolazione generale (es. ≥45–50 anni, secondo raccomandazioni nazionali/locali).
- Il pannello può essere offerto come:
- opzione di screening fecale esteso quando la colonscopia non sia immediatamente disponibile/accettata;
- strumento per selezionare chi indirizzare con maggiore priorità alla colonscopia.
- Celiaco sintomatico con sospetto quadro organico colorettale
- Nuova insorgenza o peggioramento di:
- alterazione dell’alvo (diarrea o stipsi recente, soprattutto se persistente);
- sangue/muco nelle feci riferito come non chiaramente attribuibile solo a emorroidi/lesioni anali;
- tenesmo, dolore addominale a localizzazione colica;
- calo ponderale non intenzionale, anemia.
- In presenza di segnali di allarme importanti (sanguinamento macroscopico, anemia severa, forte calo di peso, familiarità forte per CRC) la colonscopia non va ritardata:
- il pannello fecale può essere utile come integrazione, ma non deve posticipare l’endoscopia.
- Nuova insorgenza o peggioramento di:
- Celiaco con fattori di rischio aggiuntivi per CRC
- Oltre alla celiachia, presenti uno o più di:
- familiarità di primo grado per carcinoma colon-retto;
- pregressi polipi adenomatosi;
- malattia infiammatoria cronica intestinale (IBD);
- obesità marcata, fumo, storia di radioterapia pelvica.
- In tali casi il pannello fecale:
- può aiutare a rafforzare l’indicazione alla colonscopia;
- o essere utilizzato nei periodi intervallo tra colonscopie di sorveglianza.
- Oltre alla celiachia, presenti uno o più di:
- Persistenza o recidiva di calprotectina elevata in precedenti controlli
- Celiaco con:
- calprotectina fecale già risultata elevata in passato, senza chiara IBD diagnosticata;
- sintomi intestinali variabili.
- Il pannello consente:
- rivalutazione della calprotectina;
- aggiunta di marker specifici per neoplasia (M2-PK) e sangue occulto (Hb/Hb-Hp) per decidere se intensificare il work-up (colonscopia).
- Celiaco con:
- Follow-up funzionale del “celiaco complesso” con rischio oncologico percepito aumentato
- Paziente con celiachia + altre patologie digestive/autoimmuni, già oggetto di monitoraggio gastroenterologico, in cui:
- il clinico voglia affiancare alla sorveglianza clinica/strumentale un monitoraggio fecale periodico mirato anche al rischio neoplastico (soprattutto tra una colonscopia e l’altra).
- Paziente con celiachia + altre patologie digestive/autoimmuni, già oggetto di monitoraggio gastroenterologico, in cui:
Esami di monitoraggio intestinale nel paziente celiaco
Perché parlare di esami intestinali nella celiachia?
La celiachia è una malattia che interessa in primo luogo l’intestino, ma non si esaurisce “solo” nella dieta senza glutine.
Anche seguendo correttamente la dieta, alcune persone possono:
- avere ancora gonfiore, dolori addominali, diarrea o stitichezza;
- sentirsi molto stanche, con carenza di ferro o altri disturbi;
- chiedersi se l’intestino si sia davvero “ripreso” oppure no.
Per capire meglio come sta l’intestino di una persona celiaca, il medico può utilizzare diversi esami non invasivi, che studiano:
- la flora batterica intestinale e la produzione di gas;
- la capacità di digerire e assorbire alcuni zuccheri;
- lo stato di infiammazione e di permeabilità della mucosa;
- il rischio di problemi allo stomaco o al colon-retto.
In questa scheda trovi una panoramica dei principali test che possono far parte di un percorso di monitoraggio intestinale nel celiaco.
1. I breath test (esami del respiro)
I breath test sono esami che si basano sull’analisi dell’aria espirata (“il respiro”) dopo aver assunto una specifica sostanza.
Servono soprattutto a capire se:
- alcuni zuccheri vengono digeriti e assorbiti correttamente;
- nell’intestino tenue c’è una crescita eccessiva di batteri;
- il transito intestinale è troppo veloce o troppo lento.
Nel paziente celiaco possono essere usati tre tipi principali di breath test:
1.1 Breath test al lattulosio
(microbiota del tenue e transito)
Che cos’è
Il lattulosio è uno zucchero che l’organismo non assorbe; arriva quindi nell’intestino, dove viene fermentato dai batteri, producendo gas misurabili nel respiro.
A cosa serve
Il breath test al lattulosio aiuta il medico a:
- valutare la presenza di una sovracrescita batterica nel tenue (SIBO/IMO);
- avere informazioni sul tempo di transito tra bocca e intestino cieco (quanto rapidamente il cibo “viaggia” nell’intestino).
In che situazioni può essere preso in considerazione
Nel celiaco può essere utile quando sono presenti:
- gonfiore importante, spesso precoce dopo i pasti;
- alvo irregolare (diarrea, alvo alterno, talvolta stitichezza ostinata);
- sensazione che l’intestino sia “sempre in subbuglio”, nonostante la dieta senza glutine.
1.2 Breath test al lattosio
(intolleranza al lattosio)
Che cos’è
Il lattosio è lo zucchero del latte. Per digerirlo serve un enzima, la lattasi, presente sui villi intestinali. Se l’enzima è scarso, il lattosio non digerito arriva nell’intestino e viene fermentato dai batteri.
A cosa serve
Il breath test al lattosio permette di capire se c’è un malassorbimento del lattosio, cioè una difficoltà a digerire correttamente latte e derivati.
In che situazioni può essere preso in considerazione
Nel celiaco può essere valutato quando:
- dopo latte, yogurt, gelato, formaggi freschi compaiono:
- gonfiore, crampi, rumori intestinali;
- feci molli o diarrea, urgenza di andare in bagno;
- si vuole capire se, oltre alla celiachia, è presente anche una intolleranza al lattosio.
1.3 Breath test al sorbitolo
(assorbimento di sorbitolo e integrità della mucosa)
Che cos’è
Il sorbitolo è un dolcificante presente in molti prodotti “senza zucchero” (chewing gum, caramelle, alcune bevande, dolci) e in alcuni tipi di frutta.
A cosa serve
Il breath test al sorbitolo può dare informazioni su:
- un eventuale malassorbimento del sorbitolo;
- lo stato funzionale della mucosa dell’intestino tenue, soprattutto se si sospetta un malassorbimento più ampio.
In che situazioni può essere preso in considerazione
Nel paziente celiaco può essere valutato quando:
- è presente diarrea o gonfiore legati a prodotti “sugar free” o a specifici cibi;
- nonostante la dieta senza glutine rimangano segni di malassorbimento, e il medico voglia capire meglio se la mucosa intestinale sia completamente “guarita”.
2. Ricerca dell’antigene fecale di Helicobacter pylori
Che cos’è H. pylori
Helicobacter pylori è un batterio che vive nello stomaco e che, in alcune persone, può causare gastrite, ulcera e altri disturbi.
Che cos’è il test
La ricerca dell’antigene fecale di H. pylori è un esame su campione di feci che permette di capire se il batterio è presente.
A cosa serve nel celiaco
Nel paziente celiaco il medico può considerare questo test per:
- approfondire disturbi di stomaco (bruciore, dolore epigastrico, digestione difficile);
- valutare possibili cause di carenza di ferro non completamente spiegata;
- completare il quadro quando sono presenti alterazioni del microbiota o dei gas intestinali (per esempio profili “metano-dominanti” ai breath test).
Il risultato contribuisce a chiarire se H. pylori possa avere un ruolo nei disturbi riferiti, insieme agli altri dati clinici e strumentali.
3. “Gut Screening” fecale
(istamina, calprotectina, zonulina)
Il cosiddetto “Gut Screening” è un pannello di esami che utilizza un campione di feci per valutare diversi aspetti dello stato intestinale.
3.1 Calprotectina fecale
Che cos’è
La calprotectina è una proteina rilasciata da cellule coinvolte nell’infiammazione intestinale.
A cosa serve
Valori aumentati suggeriscono la presenza di una infiammazione organica (per esempio malattie infiammatorie intestinali o altre patologie del colon/ileo), mentre valori bassi sono più compatibili con disturbi di tipo funzionale.
3.2 Istamina fecale
Che cos’è
L’istamina è una sostanza coinvolta nelle reazioni di tipo allergico e in molte risposte infiammatorie.
A cosa serve
L’istamina fecale è un indicatore indiretto di:
- possibile attivazione mastocitaria a livello intestinale;
- intestino “iper-reattivo” a determinati alimenti, in particolare quelli ricchi di istamina o che stimolano il rilascio di istamina.
3.3 Zonulina fecale
Che cos’è
La zonulina è una proteina legata alla permeabilità intestinale, cioè a quanto la barriera intestinale è “chiusa” o “aperta”.
A cosa serve
La zonulina fecale è un marker indiretto di possibile aumento di permeabilità intestinale (il cosiddetto “leaky gut”), da interpretare sempre insieme:
- ai sintomi,
- agli altri esami,
- alla storia clinica.
Perché questo pannello è interessante nel celiaco?
Nel paziente con celiachia, il Gut Screening può aiutare il medico a:
- capire se la persistenza di disturbi intestinali dipende da un’infiammazione importante, da una permeabilità alterata o da una reattività particolare ad alcuni alimenti;
- seguire nel tempo l’evoluzione dell’intestino “complesso” (celiachia associata ad altre condizioni, disbiosi, sospette intolleranze multiple).
4. Screening del carcinoma del colon-retto con esami fecali
Lo screening del colon-retto nasce per intercettare precocemente polipi e tumori del colon e del retto, spesso quando non danno ancora sintomi evidenti.
Nel paziente celiaco si possono usare, sempre su campione di feci, alcuni esami combinati.
4.1 Ricerca del sangue occulto (emoglobina e complesso emoglobina/aptoglobina)
Che cos’è
Si tratta di test che rilevano la presenza di tracce di sangue non visibili a occhio nudo nelle feci, usando metodi immunochimici mirati verso:
- l’emoglobina (Hb);
- il complesso emoglobina/aptoglobina (Hb/Hp).
A cosa serve
La presenza di sangue occulto può far sospettare:
- la presenza di lesioni che sanguinano (polipi, tumori, infiammazioni, emorroidi, ecc.);
- la necessità di ulteriori approfondimenti, come la colonscopia, a giudizio del medico.
4.2 Calprotectina fecale
Nel contesto dello screening colorettale, la calprotectina fecale è un ulteriore indicatore di possibile infiammazione o patologia organica a carico dell’intestino, utile come informazione aggiuntiva accanto alla ricerca del sangue occulto.
4.3 Piruvato chinasi M2 (M2-PK) fecale
Che cos’è
La M2-PK è un enzima legato al metabolismo delle cellule in rapida crescita, come le cellule tumorali.
A cosa serve
Il dosaggio della M2-PK fecale è un test che può aumentare la sensibilità di uno screening fecale per lesioni colorettali, perché fornisce informazioni sul metabolismo delle cellule presenti nel colon-retto.
Che ruolo ha questo pannello nel celiaco?
Nella persona con celiachia, in particolare:
- in età da screening colon-retto;
- in presenza di disturbi dell’alvo (diarrea, stitichezza nuova, sangue o muco);
- o quando esistono fattori di rischio aggiuntivi (familiarità, precedenti polipi, altre malattie intestinali),
un pannello fecale che includa sangue occulto, calprotectina e M2-PK può contribuire a:
- selezionare chi debba essere inviato con maggiore priorità a colonscopia;
- monitorare nel tempo la situazione intestinale tra una colonscopia e l’altra, secondo le indicazioni dello specialista.
5. Un messaggio finale per il paziente celiaco
- Questi esami non sostituiscono la dieta senza glutine, ma la affiancano per capire meglio come sta il tuo intestino.
- Nessun singolo test, da solo, dà “tutte le risposte”: i risultati vanno sempre interpretati dal medico alla luce dei tuoi sintomi, della tua storia clinica e degli altri esami.
- Se ti vengono proposti uno o più di questi esami, può essere utile chiedere:
- “Che cosa vuole capire questo esame, nel mio caso?”
- “Come si integrerà con gli altri controlli che sto facendo?”
L’obiettivo non è fare esami “in più”, ma costruire, insieme al team curante, un monitoraggio intestinale personalizzato, adatto alla tua storia di paziente celiaco, oggi e nel tempo.